L’Egitto sta portando avanti massicci progetti di rimboschimento e riqualificazione del deserto per combattere la desertificazione e garantire la sicurezza alimentare.
L’iniziativa si sviluppa intorno ad alcuni punti chiave. Il primo è “Obiettivo 100 Milioni di Alberi“; lanciato dal presidente Abdel Fattah El-Sisi, il progetto mira ad aumentare le aree verdi, migliorare la qualità dell’aria e combattere l’avanzata del Sahara.
Poi c’è “Nuovo Delta del Nilo“, un progetto agricolo faraonico che bonificherà 420.000 ettari nel deserto utilizzando le più moderne tecniche di irrigazione.
L’Egitto ha varato anche un ampio sistema di “Uso Sostenibile delle Acque“: il rimboschimento utilizza acque reflue trattate, una soluzione cruciale per un paese con risorse idriche limitate.
Ancora, a Hurghada il Ministero dell’Ambiente ha avviato la piantumazione di 2.000 alberi resistenti alla siccità, come l’Acacia glauca.
Per tutte queste iniziative si utilizzano serre e pozzi profondi per coltivare il deserto, insieme a tecnologie di irrigazione per massimizzare l’efficienza idrica.
Questi sforzi, pur ambiziosi e costosi, sono considerati una necessità vitale per la sopravvivenza in una delle regioni più aride del mondo. Tutti rientrano nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2 delle Nazioni Unite, catalogati sotto il nome di “Egypt’s Future”. Fu fortemente voluto da El-Sisi nel 2022. Secondo l’Indice Globale della Fame, l’Egitto è al 57° posto in una lista di 121 paesi, ma la sua dipendenza dai mercati globali per oltre la metà dei prodotti di base rende molto difficile l’accessibilità economica e la qualità del cibo.
Le Nazioni Unite hanno adottato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile nel 2015, che include 17 obiettivi. Le nazioni di tutto il mondo hanno già iniziato a compiere passi in avanti verso il raggiungimento di questi obiettivi, e l’Egitto è tra queste.
Anzi, i suoi progressi sono stati sbalorditivi.
Basti pensare al Progetto Nuovo Delta, in pieno svolgimento nel deserto Occidentale del Nilo. Mira a garantire la fornitura finale di prodotti di alta qualità ai cittadini, a prezzi accessibili, incrementando le esportazioni e riducendo le importazioni.
Il terreno coltivato dipende dalle acque reflue trattate e da tre bacini di falde acquifere. Il processo globale di implementazione del territorio prevede anche la pavimentazione di strade, lo scavo di pozzi, la costruzione di due centrali elettriche e di una rete elettrica interna.
Tutto ciò offre molte opportunità di lavoro agli egiziani, e sta già migliorando la loro economia.
Secondo gli ultimi dati del Sistema Informativo Statale egiziano il progetto ha finora attivato circa 10.000 opportunità di lavoro dirette e 360.000 indirette.
Eppure, nonostante gli enormi progressi compiuti, il Paese continua ad affrontare seri problemi di insicurezza alimentare. Tra le più gravi minacce vanno considerati i forti cambiamenti climatici, i terreni agricoli di scarsa qualità e l’aumento dei prezzi globali degli alimenti.
Addirittura, secondo Trading Economics a giugno 2025 i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 7% rispetto allo stesso mese del 2024.
Anche per questo la collaborazione internazionale è fondamentale per rafforzare l’impatto e la longevità del progetto Nuovo Delta.
E lo sanno bene i cinesi: nel 2022 l’Egitto ha costruito il satellite MisrSat-2 grazie a un finanziamento cinese di 92 milioni di dollari. Il satellite sostiene l’obiettivo egiziano di sviluppo sostenibile impiegando la tecnologia spaziale in diversi settori, tra cui l’agricoltura, la ricerca di risorse minerarie e l’esplorazione delle fonti d’acqua superficiali.
Nel 2023 alla COP28, grazie all’aiuto della Banca Mondiale, la FAO ha illustrato diverse azioni politiche intelligenti per il clima: partnership simili potrebbero migliorare notevolmente la qualità dei terreni agricoli nell’ambito del progetto Egypt’s Future, per il bene non solo degli egiziani, ma di tutta l’area geografica estesa.
Il progetto potrebbe essere solo l’inizio di ulteriori iniziative da mettere in atto nelle parti più povere del mondo, a partire proprio da quelle che più patiscono le condizioni climatiche di partenza.

