Gli echi non si spengono.
La boutade di Giorgia Meloni fa discutere.
Tra le opposizioni ma anche tra i suoi.
A margine dello spettacolo tenuto da Benigni sul tema dell’Europa Unita, trasmesso ieri sera su Rai 1, si registra il commento di uno dei suoi che definire carneade è poco, ma che quello che si meriterebbe bisogna tacerlo in ossequio ai limiti imposti dalla educazione e dal buongusto.
“In assenza di una vera opposizione in Parlamento e in preda a divisioni interne, la sinistra si appella e si riunisce dietro alla solita interpretazione faziosa di Benigni in prima serata su Rai 1 e in Eurovisione in cui dipinge il Manifesto di Ventotene come un sogno e una favola”, un documento che è una “boiata pazzesca”.
A dire questo cumulo di … è il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone.
Ovviamente di FDI.
Non rientriamo nell’analisi dell’accaduto, che è stata magistralmente esposta ieri dal nostro direttore, il quale ha spiegato quali errori abbia fatto la Meloni nel leggere quegli stralci di testo e nel commentarli.
Estrapolare tre parole ogni due frasi per attribuirgli un senso che è all’esatto contrario di quel che il testo nella sua interezza dice è stata una operazione che, più che per malafede, è il frutto di una profonda ignoranza della materia di cui si voleva occupare.
Ma evidentemente l’ansia di dare una risposta polemica alla piazza di domenica ha prevalso su ogni approfondimento, si sarà fatta riferire quattro parole dai suoi collaboratori, magari con l’I.A., e ne è uscita fuori quella figura di fetecchia che ha fatto.
È come se avesse detto, tanto per essere chiari, che rinnegava Gesù e l’intero Cristianesimo solo perché il Messia disse che “era più facile che un cammello passasse per la cruna di un ago che il ricco varcasse le porte del paradiso”.
Rifletteteci perché questo è.
Le fa il paio quel campione di Mollicone.
Sono due le considerazioni che discendono da questi episodi.
La prima è che i livelli culturali della società si sono abbassati in maniera allarmante e a cascata quelli della politica che della società è espressione.
La querelle, che è stata abbondantemente ripresa dalla stampa di destra, è stata commentata dai giornalisti, gente che si definisce di cultura, presunti intellettuali, tutti all’unisono con la Premier.
Particolarmente attivo è stato Nicola Porro che sul suo blog ha affermato che il “manifesto di Ventotene disegna un’Europa molto, molto simile all’Urss”.
Poi Libero, quotidiano della galassia Angelucci, ras delle cliniche private e parlamentare (assenteista) della Lega, ma molto vicino a Meloni (anche troppo, secondo esponenti salviniani). Ecco il titolo di un articolo a firma Corrado Ocone: “Il Manifesto di Ventotene? Altro che modello: voleva in Europa il socialismo in stile sovietico” a cui si è accodato l’immancabile Giornale.
Ma quando mai.
Mi auguro che abbiate la voglia di leggere il Manifesto di Ventotene per intero, qui linkato, per verificare quanto siano distanti le parole che i tre redattori, Spinelli, Rossi e Colorni, scrissero nel rappresentare il loro sogno di Europa Unita e Federale, dalle ricostruzioni di questi poveri bischeri.
Tra l’altro i tre redattori del documento erano di cultura socialista, in forte dissenso con i comunisti, e con il regime sovietico.
E quando nel 1941 scrissero il Manifesto non bisogna dimenticare che il principale alleato di Hitler non era Mussolini, ma era Stalin. E l’unico paese occidentale ancora libero che provasse a contrastare il nazi-fascismo era il Regno Unito di Churchill.
È evidente che gli amici della Meloni è tutta gente che si spaccia come intellettuale ma che non ha letto un fico secco della storia della politica moderna di cui si riempiono quotidianamente la bocca.
Del resto non è facile trovare cultura dalle parti della destra. Rifletteteci. Nella grande fucina dell’800 nella quale, partendo da Hegel, si sono forgiati i pensieri politici dell’epoca moderna i pensatori di destra, intesa come quella che oggi occupa lo spazio politico italiano, quali sono.
I liberali potevano fare riferimento a Locke o a Stuart Mill, mentre Proudhon e Saint Simon generavano l’idea di una società socialista e Marx ne dettava la interpretazione comunista. E chi, in quegli anni concepì lo stato rivoluzionario dei Fasci o il Reich di Hitler. Nessuno.
E per favore non ricacciate la storia di Nietsche, di Guenon, di Tolkien, di Evola o di D’Annunzio che con quella fiera delle vanità personali che furono il fascismo o il nazismo non c’entrano un fico secco.
E neanche Giovanni Gentile teorizzò mai quella sciagura che fu il ventennio.
Sarebbe come dire che Wagner compose la epopea folle di Hitler.
A quale filosofo si ispira Georgia Meloni per poter dire:”quella di Ventotene non è la mia Europa”.
E la sua qual è, a quale modello si ispira.
Non lo sa, non lo sanno neanche i suoi accoliti per il semplice fatto che non esiste.
La verità è che una cultura politica che abbia originato la moderna destra italiana ed europea non c’è mai stata e la conseguenza è che a destra non c’è cultura.
Il documento dell’isola tirrenica è la carta fondamentale che raccoglie e racchiude i valori sui quali è stata costruita la Costituzione Italiana, prima, e l’Unione Europea dopo e alla quale fanno riferimento tutte le democrazie occidentali.
Altro che “boiata pazzesca”.
L’altra riflessione concerne l’inaridimento del dibattito politico per il quale non si usano più argomenti, e non c’è vergogna a usare frasi e parole che non solo non sono vere, ma sono autentiche fesserie.
L’importante è dire il contrario dell’avversario, l’importante è contrastare, l’importante è insultare.
Il tutto condito dal concime dell’odio.
Non c’è più una discussione, non c’è più un confronto ma solo un gioco di posizioni e contrapposizioni.
Tutto quel che dice l’avversario e immondizia e va gettato nel cestino. E siamo garbati.
L’unico ordine è: opporsi.
Ovviamente questa volta ci occupiamo della destra, ma spesso è successo anche il contrario.
Ed è di tutta evidenza che il bipolarismo, la madre di questo clima, ormai è profondamente marcio.
E ha marcito anche le fasce sociali con stuoli di fan che applaudono alle str…te che sentono da destra a manca senza curarsi di quali fondi di verità, o di assurdità, ci siano dietro le parole che ascoltano.
E vorrei tanto che vi rendeste conto di quanto è ormai necessario distruggere questo sistema politico, e recuperare le aree moderate della società.
Quella società talmente nauseata che per metà non vota.
Ci sarebbe un altro lavoro da fare. Distribuire un po’ di cultura tra la gente.
Ma questo è un po’ più complicato.


2 commenti
Trovo appropriato ed esplicativo il richiamo del Vicedirettore alle parole del Messia, e per restare in tema ci sono Parabole cui qualcuno guarda, o ha guardato, come possibile preludio o premessa all’affermarsi di dottrine sociali vicine al collettivismo, o suoi dintorni, mentre altri la pensano invece in maniera diversa, o parecchio diversa (ne faccio cenno per significare che vi sono concetti, anche di enorme portata, nonché di fortissima e vasta ricaduta, differentemente interpretabili, e interpretati, il che avviene peraltro non di rado, oggi come ieri).
Fatto naturalmente salvo il grande rispetto dovuto agli estensori del Manifesto di Ventotene, vuoi per la loro valenza vuoi per il prezzo che hanno pagato nell’esprimere le proprie idee, vuoi considerando il momento e contesto storico in cui venne concepito, io credo debba comunque accettarsi, in nome della libertà di pensiero, che qualcuno possa non riconoscersi in tale documento, senza che tale “dissociazione” abbia a tradursi, per automatismo, nel venir meno a detto rispetto (automatismo che per contro viene intravisto da altri).
Quanto ai livelli culturali della società, io non so se “si sono abbassati in maniera allarmante e a cascata quelli della politica ….”, ma non mi sento di sposare la tesi secondo cui “a destra non c’è cultura”, il che, a sua volta, potrebbe fare casomai il paio col ritenere che chi simpatizza per tale parte è in fondo meno “acculturato” (mi viene di dirlo anche pensando che, se non erro, vi furono intellettuali che si espressero a favore del fascismo prima delle cosiddette leggi fascistissime, prima cioè che si inasprisse la pressione del regime).
Paolo Bolognesi 21.03.2025
A destra c’è Salò.
A destra c’è la separazione del nord.
Forza Italia non dovrebbe stare con questa destra.