Il ddl per arginare l’antisemitismo passa ora all’esame della Camera dei deputati.
Poche ore fa, infatti, il disegno di legge numero 1004 contro l’antisemitismo ha ottenuto il primo via libera dal Senato con 105 voti favorevoli. Il testo dovrebbe puntare a contrastare l’odio antiebraico e la negazione della Shoah, integrando il codice penale, ma ha sollevato dibattiti politici riguardo all’adozione della definizione IHRA e al rischio di limitare la critica (non solo politica) a Israele.
Di fatto questo ddl, compiuto l’iter legislativo, andrebbe a modificare l’art. 604-bis del codice penale, punendo le forme di propaganda, istigazione e discriminazione fondate sull’odio contro gli ebrei, i loro beni e la negazione della Shoah.del diritto all’esistenza di Israele.
Ma non solo. È prevista un’aggravante se l’offesa utilizza segni o simboli di odio. In questo caso le pene sarebbe aumentate fino alla metà.
Operativamente il provvedimento affida all’AGCOM il potere di chiedere la rimozione di contenuti d’odio online.
Il testo, oggi approvato dalla maggioranza dei senatori di centrodestra, insieme a quelli di Italia Viva e Azione, passa ora alla Camera. M5S e AVS hanno votato contro. Il PD si è diviso. Una pattuglia Dem, guidata da Delrio, ha votato a favore: “Abbiamo raccolto l’appello di Liliana Segre, su questi temi non c’è vincolo di mandato“, dicono.
Il punto focale è l’adozione della definizione operativa di antisemitismo così come categorizzata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), ritenuta da alcuni, come Amnesty International Italia, rischiosa per la libertà di espressione.
L’antisemitismo è descritto come un’ostilità verso gli ebrei in quanto tali.
La Fondazione “Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea” monitora costantemente la crescita di atti e discorsi antisemiti in Italia, evidenziando come nuove forme di odio antisemita si manifestino, talvolta sovrapponendosi alle critiche meramente politiche verso lo Stato di Israele.
Amnesty International dichiara: “Siamo anche preoccupati dal fatto che il testo proposto inquadri l’antisemitismo in una logica securitaria, in base alla quale il dissenso – espresso ad esempio durante le manifestazioni contro le politiche del governo d’Israele – rischia di essere trattato come minaccia alla sicurezza nazionale. Già oggi la strategia nazionale definisce l’antisemitismo in questi termini, equiparandolo al terrorismo. Questo approccio rischia di criminalizzare qualsiasi azione di sensibilizzazione contro l’apartheid, l’espansione illegale degli insediamenti e il genocidio perpetrati dal governo israeliano contro la popolazione palestinese”.


1 commento
L’antisemitismo? Le leggi razziali del 1938, firmate a S. Rossore.