Certo che è proprio strano.
Non s’è capito perché ma i pretoriani di Netanyahu, quando hanno attaccato l’Iran, hanno ucciso alcuni pezzi grossi della nomenclatura iraniana con dei missili talmente intelligenti che individuavano il condominio, suonavano al citofono, prendevano l’ascensore, entravano nell’appartamento e, tra 4 persone sedute nel tinello, facevano fuori, guarda un po’, solo e soltanto l’obiettivo e poi invece, quando si tratta di sparare su Hamas, sbagliano sempre la mira e beccano ora un ospedale, ora un centro umanitario per la distribuzione dei farmaci, ora i civili in fila per la raccolta del pane, ultima, questa notte, una chiesa cattolica.
La cosa ha fatto ovviamente incavolare il Pontefice il quale non è che se la fatto dire due volte e ha ordinato a Netanyahu di andare a rapporto.
Ovviamente i toni dei Papi in genere sono sempre discreti e sommessi, da confessionale, ma il ruggito papale questa volta c’è stato e ha messo paura.
Il cazziatone s’è sentito per tutto Castel Gandolfo, fino a Roma al colonnato del Bernini.
Lo dice la sala stampa vaticana.
“Nella mattinata, Leone XIV ha ricevuto, nella residenza di Castel Gandolfo, una telefonata da parte di Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele, in seguito all’attacco militare dell’esercito israeliano avvenuto ieri che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza”, ha spiegato la nota.
Il Papa, nella telefonata, “ha rinnovato il suo appello affinché venga ridato slancio all’azione negoziale e si raggiunga un cessate il fuoco e la fine della guerra. Ha espresso nuovamente preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani, persone malate”.
“Il Santo Padre,” in conclusione, “ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina ed Israele”.

