di Francesco Ruvinetti
C’è un insegnamento anche per noi socialisti liberali dalla tragica decisione del PD di astenersi sugli aiuti militari (si militari e cosa gli dovremmo mandare un mazzolino di rose e viole?) all’Ucraina.
Innanzituttto, c’è la conferma della nostra posizione di “chiudere”, si chiudere, col PSI, che non solo è morto, ma continua a predicare alleanze con il duo Schlein-Conte, che nulla ha a che fare con la stessa gloriosa storia del PSI, che Maraio sta conducendo al macello.
In secondo luogo conferma la giustezza di una nostra collocazione con le forze liberal-democratiche che sono eredi della grande tradizione liberale che ha condotto al costituzionalismo moderno e alla democrazia nel mondo occidentale. Quei democratici che in Italia hanno uno stretto legame con il risorgimento e le battaglie condotte per l’unità d’Italia, da Turati a Craxi, un garibaldino moderno, il risorgimento è sempre stato parte della loro politica e degli ideali “nazionali”. Ideali che ormai sono misconosciuti dal Pd (non parliamo di Conte) nel momento in cui nega la difesa ad un popolo dall’occupazione straniera. Occupazione straniera per la cui liberazione sono morti i nostri migliori eroi risorgimentali e per la quale Giuseppe Garibaldi ha combattuto. Le Brigate Garibaldi combatterono anche nella resistenza all’occupazione nazista; resistenza che i partigiani di oggi misconoscono e ripudiano.

