Di Marco Andreini
Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori, questa è l’iscrizione che svetta sulla facciata del palazzo della Civiltà del lavoro all’Eur, ma dopo le solite stupide e inutili litanie dei. Politici peggiori della storia potremo anche aggiungere alla scritta a caratteri cubitali, “ipocriti, “ipocriti,” ipocriti, ipocriti incalliti.
Oppure potremmo aggiungere anche un mai più sempre pronto, come quello di quelli che il 7 ottobre si sono ritrovati tutti israeliani, per ritrovarsi di nuovo come sempre tutti “pro palestine”.
E per non farci mancare niente, tutti scandalizzati, sorpresi, stupefatti di fronte alla terribile morte di una ragazza che aveva solo voglia di vivere.
E parte la litania, da destra, Salvini, dal Papete in continua trans agonistica, pronto a cavalcare tutto che riesce persino a litigare con la distrutta sorella di Giulia, che aveva avuto l’ardire di dire che Filippo non è un mostro, ma il prodotto di una cultura retrograda, e patriarcale.
Ovviamente risponde la sinistra con la Schlein che di solito non sapendo cosa dire si riduce o a chiedere tavoli o commissioni inutili o a pensare che per risolvere tutto basti un ‘ora di educazione sessuale al giorno nelle scuole.
E dire che la nostra giovane e impagabile indagatrice, Fiorenza Sarzanini, in erba, Rossella Pera, ogni giorno ci ricorda che siamo l’Italia del Circeo, quella di Emanuela Orlandi, altro che quella che va in TV, e dice mai più.
E allora diciamocelo almeno sul nostro giornale, siamo un paese dove non solo esiste il maschilismo più forte di tutta Europa, ma il paese in cui, non dimentichiamolo mai, solo nell’1981 abbiamo cancellato il delitto d’onore.
Provate a riguardarvi “la ragazza con la Pistola ” di Germi con Monica Vitti, una splendida ragazza siciliana violentata che gira con una pistola in borsetta per tutta l’Inghilterra per trovare chi ha violato il suo corpo e per farsi giustizia da sola, non è cambiato niente e dire che invece sono passati 57 anni.
È un profondo errore parlare di società patriarcale, c’è qualcosa di più, c’è quel tanto di più che in ogni fase della vita ed in ogni frase che un maschio italiano pronuncia, c’è sempre, anche nel più avanzato e progressista, un pensiero recondito, che ci porta o a dire o a pensare parlando dei successi delle donne, un ma, è brava, bella, ma, è intelligente, ma, vero era un violento, ma il lupo è sempre dietro l’angolo.
Vogliamo fare un esempio che tutti conosciamo, al congresso 2010, una ragazza che noi non abbiamo saputo valorizzare, ma che è tutti i giorni in TV, Anna Falcone ci sfinì, ma ottenne che il 40% dei membri degli organismi fossero donne, poi piano piano, come fosse stato un incidente di percorso siamo arrivati prima a scrivere 30% e poi a togliere per vergogna la percentuale.
Come la chiamiamo maschietti se non maschilismo invertebrato.
Anni fa un grande professore Italiano Aloisina, disse che il problema era oltre che culturale, economico e lancio l’idea della tassazione separata delle femmine, qualche punto di percentuale in meno per le donne che lavorano.
Proposta rivoluzionaria, non seguita da nessuno, perché rimane lesa maestà in famiglia la donna che guadagna più del maschio.
Avevo una grande stima del professore e chiesi al professore Giavazzi che firmava gli articoli con lui sul Corriere, se potevo riprendere la sua idea,e con Francesca d’Ambra lanciammo l’idea, che finì nel cestino del già decrepito Psi.
Non servono le chiacchere da bar, serve fare qualcosa e serve farlo subito, perché la pandemia da noi ha creato un vero spartiacque culturale.
Aver sottratto quasi due anni di frequentazione della scuola dei nostri giovani ha prodotto danni spaventosi, in molti casi si assiste quasi a uno sfasamento della realtà, sembra quasi che la realtà virtuale dei social abbia sostituito, il mondo reale.
Il governo giallorosa permeato dalla cultura antropologica di Casaleggio padre ci ha dipinto per anni a partire dai proclami delle 18, recitati da Conte, scritti da Grillo, come il paese, certamente, stravolto dalla pandemia, ma chiuso in casa a fare i conti con la propria storia.
Abbiamo vissuto in una sorta di autocoscienza perenne ,nel quale si era creato un sistema drogato fatto di assistenzialismo e di autoritarismo moralista nel quale si stavano profilando pericolosamente le follie distopiche del mondo chiamato Gaia da Casaleggio ,dove solo gli elevati possono governare il mondo, gestendo una società arcaica nella quale non esiste più la democrazia rappresentativa, ma la rete ,e questa idea non poteva per affermarsi che rompere con quel sistema di valori incarnato nella democrazia rappresentativa, della cultura liberal democratica dell’occidente.
Tutto non accade a caso e anche senza partito… per ora è compito dei riformisti fare rinsavire il paese e ridargli una speranza, noi siamo destinati a provarci ancora e ancora.

