Uno dei massimi dirigenti socialisti di origine operaia è stato Emilio Zannerini, classe 1891. Nato a Massa Marittima in una umile famiglia di lavoratori manuali. Lui stesso è un muratore che ha dovuto abbandonare a malincuore gli studi per contribuire al bilancio familiare. Il confronto con i compagni di lavoro, le condizioni di lavoro i cui devono operare e lo sfruttamento economico e morale a cui sono sottoposti, lo portano ad aderire al Partito socialista il cui programma gli appare il più idoneo all’avanzamento della classe lavoratrice. Collabora alla stampa socialista, scrivendo su Il Risveglio di Grosseto e su altri fogli di tendenza toscani.
Arruolato durante la Prima guerra mondiale non esita a esternare le sue idee pacifiste, coinvolgendo diversi commilitoni. Per questo viene processato dal Tribunale militare della VIII Armata per propaganda antimilitarista. Al suo ritorno alla vita civile è eletto segretario della Federazione socialista di Grosseto.
Dopo una intensa attività politica e sindacale nel grossetano entra per la frazione massimalista nella direzione del PSI. L’anno successivo è uno dei firmatari con, Morgari, Baldesi e Zaniboni del patto di pacificazione con i fascisti, purtroppo presto fallito. Contrario all’espulsione dei riformisti al congresso di Livorno, si avvicina alla frazione riformista fino ad aderire, nel 1922, al PSU di Matteotti. Con sua grande sorpresa e soddisfazione per la stima dimostrata dai compagni nei suoi confronti è chiamato ad affiancare Matteotti nel ruolo di vice segretario nazionale del partito.
Il 30 maggio 1923 Zannerini viene arrestato ad Asti mentre è impegnato in una riunione con una trentina di persone in casa dell’ex deputato Annibale Vigna. In sua difesa insorgono Matteotti con una un’interrogazione urgente al Governo e Turati. Zannerini viene arrestato per non aver presentato documenti d’identità al momento della irruzione degli agenti di polizia, ma essendo quella una motivazione falsa e ridicola, viene trattenuto solo per 48 ore.
Dopo lo scioglimento del PSU, l’11 novembre si riunisce il gruppo parlamentare unitario che incarica un comitato provvisorio di unire le forze rimaste. Qualche settimana dopo nasce il PSLI (Partito Socialista dei lavoratori Italiani), alla cui segreteria viene eletto Zannerini. Lo affiancano tra gli altri Caldara, Morgari, Levi e Buozzi. Organo ufficiale del PSL è il settimanale Italia socialista il cui primo numero esce nel marzo del 1926. Subito dopo il nome della testata cambia in Giustizia con direttore Antonino Campagnozzi.
Il 21 ottobre 1926 a Milano in un Congresso clandestino del PSLI Zannerini, nella sua relazione morale e finanziaria, anche per fornire ai congressisti una fotografia quantitativa del partito, rivela che: “…nonostante le gravi difficoltà incontrate per la reazione fascista è possibile organizzare 15 mila soci pronti alla lotta contro il Fascismo per la riconquista delle libertà proletarie”.
A fine 1926 è costretto tuttavia a emigrare a Nizza, dove incontra l’amico Sandro Pertini con il quale continua la sua attività antifascista. Durante la sua permanenza in Francia apprende d’essere stato condannato come latitante a 5 anni di confino. Ma non basta. Nel 1927 è ancora una volta processato in contumacia venendo condannato a 2,5 anni di reclusione.
Sempre a Nizza avvia la sua attività di imprenditore edile, che iniziata con una piccola realtà individuale, andrà nel corso del tempo allargandosi, fino a rappresentare in Italia una realtà industriale significativa.
Con la caduta del fascismo Zannerini rientra in Italia per partecipare alla resistenza in Maremma e a Siena. Diviene segretario del CNL di zona e combatte i nazi-fascisti fino alla definitiva liberazione. Membro dell’Assemblea Costituente, dal 1946 al 1956 è consigliere comunale a Grosseto, e rivestire il ruolo di presidente del “Consorzio Maremma” per le cooperative di lavoro.
Nel 1951 subentra al deceduto Ilio Barontini al Senato e nel 1953 è eletto alla Camera dei Deputati. Alle elezioni del 1958 decide di non ripresentarsi e si ritira a vita privata. Muore a Grosseto nel 1969 a 78 anni d’età.
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Fabrizio Montanari
Autore. Fabrizio Montanari è nato a Reggio Emilia nel 1951 e ha svolto per molti anni attività lavorativa come Dirigente cooperativo. Socialista autonomista, è stato dirigente provinciale del PSI reggiano e regionale, segretario provinciale (1975) e membro della segreteria nazionale della FGSI (1976-77). Giornalista pubblicista, collabora a diverse riviste storiche (Ricerche Storiche, L’Almanacco socialista, Reggio Storia), e ai giornali 24Emilia e La Giustizia. È inoltre autore di diversi libri e saggi storici sul movimento socialista e libertario italiano.

