Ha tenuto col fiato in sospeso le redazioni e le cancellerie di tutto il mondo il caso del Boeing C-17A Globemaster atterrato a Mosca. Lo hanno rivelato i dati dei sistemi online di monitoraggio del traffico aereo internazionale.
La notizia è stata diffusa nelle prime ore della giornata proprio dalla maggiore agenzia di stampa russa Tass.
Il Boeing C-17A Globemaster III è un aereo da trasporto militare in forza nell’aeronautica statunitense, e risulta decollato dalla base militare di Andrews, vicino Washington, transitato per Riga e infine atterrato a Mosca intorno alle 10 del mattino.
Come riferito a Tass dai servizi di controllo del traffico aereo dell’Unione Europea, l’aereo è prima arrivato in Lettonia e poi effettivamente decollato da Riga dirigendosi verso il confine con la Russia.
Da poco, tuttavia, sappiamo la verità: si tratta del primo viaggio ufficiale (almeno, reso noto) di John Ratcliffe, il direttore dell’intelligence Usa. La CIA infatti ha svolto un ruolo centrale nei recenti scambi di detenuti tra Stati Uniti e Russia, incluso il rilascio, nell’aprile 2025, di Ksenia Karelina.
Il caso della donna, con doppia cittadinanza statunitense e russa, era stato negoziato personalmente da Ratcliffe.
La CIA è stata anche coinvolta nello scambio di prigionieri del 2024 per liberare la giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich e del veterano dei Marines Paul Whelan.
Da una prima ricostruzione del Financial Times, la scorsa settimana funzionari dell’amministrazione Trump “hanno chiesto a Kiev di non colpire Mosca, San Pietroburgo e le regioni settentrionali della Russia con missili a lungo raggio e droni”.
Alcuni giornalisti hanno ipotizzato un possibile scambio diplomatico o di prigionieri anche nel caso attuale del Boeing C-17A, dopo il rilascio dell’ex marine statunitense Robert Gilman avvenuto pochi giorni fa e dopo altri precedenti scambi nel corso dell’anno.
Emerge però una terza ipotesi: il volo potrebbe aver fornito supporto logistico all’Ambasciata Usa, con il trasporto di rifornimenti pesanti, apparecchiature protette o l’avvicendamento di personale di sicurezza per l’ambasciata americana a Mosca, attività che richiedono velivoli cargo di grandi dimensioni con lo status di voli di Stato.
Ad ora, le ipotesi sono state tutte smentite. Sappiamo solo che il direttore della CIA è sbarcato a Mosca ed è ripartito poche ore dopo. Con buona pace dei radar di tutto il mondo.

