Uno degli argomenti che gli irriducibili difensori della strategia su Gaza utilizzano, nelle accese discussioni sul tema palestinese, è quella della democrazia israeliana.
“Israele è una democrazia, mentre a Gaza comandano i terroristi”, “Netanyahu è stato eletto in libere elezioni”, ecc.ecc.
A parte il fatto che ‘sta storia delle libere elezioni è una fesseria colossale.
Pure Mussolini e Hitler andarono al potere dopo libere elezioni.
Il problema è quello che succede dopo.
E in cosa viene trasformata quella “democrazia” che ha fatto eleggere certi personaggi e soprattutto come viene utilizzata.
Certo è che se Netanyahu, dopo essere stato democraticamente eletto, utilizza il suo potere non solo per una giusta reazione al criminale attacco del 7 settembre, ma anche per massacrare migliaia e migliaia di civili palestinesi inermi e innocenti; e ancora se utilizza il suo potere per cacciare la gente palestinese non solo dalla Cisgiordania ma anche da Gaza per risolvere così il teorema due popoli e due stati, allora di democrazia si può parlare solo con una punta orrore.
E ormai anche le opposizioni israeliane, alle quali va tutto il nostro affetto e la nostra solidarietà, se parlano anche loro di genocidio, vengono zittite con la forza e la violenza.
Forse perché finalmente, dopo un oceano di menate semantiche, la parola genocidio, se viene pronunciata dagli stessi israeliani, può considerarsi sdoganata e forse si può finalmente pronunciare.
“GENOCIDIO, GENOCIDIO”, dice con forza il deputato israeliano della lista di sinistra “Hadash-Taal”, Ofer Cassif, durante un dibattito nella sessione plenaria in parlamento.
Il risultato è che viene allontanato a forza dal podio della Knesset mentre una parlamentare avversaria, con isterismo fanatico, lo rintuzzava.
“Come ha affermato David Grossman in un’intervista a La Repubblica: ‘Per anni mi sono rifiutato di usare il termine genocidio, ma ora, dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con le persone che erano lì, non posso più evitarlo”, ha detto Cassif nel suo discorso.
Il parlamentare del Likud Nissim Vaturi ha risposto: “Questa non è una citazione, è inventata” e ha chiesto che Cassif fosse allontanato dal podio.
La parlamentare del Likud Tali Gottlieb a sua volta ha urlato: “Non dirà ‘genocidio’ qui dentro!”. È intervenuto il personale della Knesset, che ha fisicamente costretto il parlamentare di sinistra ad allontanarsi.
Complimenti, non c’è che dire.
Ma se c’è ancora qualcuno coraggioso che in Israele ha il coraggio di ribellarsi alla banda criminale che governa il paese c’è speranza che qualcosa si muova e la situazione si ribalti.
Il prode Salvini, quando ha ricevuto il premio da Italia-Israele, ha detto che a Gaza c’è una guerra del “bene” contro il “male”.
È un delirio il suo, come sempre.
È quella che abbiamo visto nel video la vera lotta del “bene” contro il “male”, la lotta degli israeliani democratici e liberi contro quello che ormai è un regime di Netanyahu.
A loro deve andare il sostegno del mondo intero che crede ancora nel senso di umanità e questo dimostra anche che il teorema “contestazione a Netanyahu = antisemitismo” è una grossa stupidaggine.
Ditelo a Salvini e ai leghisti.
(Il video è tratto dal quotidiano Repubblica.)


1 commento
La deriva antidemocratica di Netanyahu sfalda le simpatie per gli ebrei. E questo non è sopportabile.