E si alzò, lui smilzo, chiedendo di parlare nel bel mezzo dell’orgia populista che stava devastando la Camera. Lui, Piero Fassino, dirigente politico della Prima Repubblica, non ci sta. Addosso ai vitalizi, dice all’unisono il fronte di Fratelli d’Italia e Cinque stelle unificatosi nel nuovo gruppo Fratelli a Cinque stelle o Cinque stelle d’Italia. Non ci sta alla demonizzazione della politica concepita come spreco. Capisce che una democrazia parlamentare che s’accusa finirà prima o poi in macerie. Si alza con la sua ricevuta dello stipendio in mano di 4800 euro di entrate. Il populismo settario, di cui quest’oggi parla Galli della Loggia sul Corriere, non s’accontenta e pensa che siano fin troppi a confronto con lo stipendio di una badante, di un cameriere, di operaio generico, di un taxista meglio soprassedere. Perché un parlamentare deve essere paragonato non a un manager, a un professore universitario, a direttore di un quotidiano, ma appunto alle categorie più disagiate. A questo portano trent’anni di antipolitica e venti di populismo. Un parlamentare vale meno di una badante. A tutti a ridere e fregarsi le mani per la sintonia col peggiore istinto d’un italico vezzo. Fassino ha però commesso un errore. Lui sostiene che tiene per sé solo 4800 euro e gli altri li destina al partito e ai segretari. E gliene va dato atto. Ma un parlamentare tra indennità e rimborsi arriva oggi a circa 13mila euro. I Cinque stelle d’Italia, ci giurerei, se li intascano tutti. Alla faccia della lotta alle spese, quelle degli altri.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

