Il caos che si è instaurato negli ultimi mesi è certo nuovo, ma viene da lontano. E’ soltanto un altro modo per mantenere i privilegi del dopo guerra.
Nel febbraio del ’45 il Presidente degli USA, Roosevelt, Il Primo Ministro britannico Churchill e il segretario generale del PCUS Stalin si incontrarono per decidere come dividersi i campi di influenza dopo la fine della guerra.
Decisero anche di creare l’ONU.
Tra i vincitori del ’45 ci furono anche la Francia e la Cina, che, con i tre di Yalta, costituiscono ancora il Consiglio permanente di quella Organizzazione.
Il “ciclone Trump” ha scombussolato, dopo la sua seconda elezione e Presidente degli USA, quello che sembrava un “ordine” definito.
Si stenta a comprendere cosa accade, dove si voglia andare a parare.
C’è il riarmo dei paesi europei.
L’UE aderisce al “riarmo”.
Ma com’è andata che l’UE si è convinta a fare questo passo,
incredibile fino a pochi mesi fa?
Le tappe sono chiare.
Nella Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del 14-16 febbraio emersero divergenze profonde tra USA ed UE sull’Ucraina.
Il 24 febbraio Macron va a Washington ad incontrare Trump.
Starmer si reca da Trump il 27 febbraio.
Il 28 febbraio Zelensky viene sbeffeggiato da Trump.
Appena due giorni dopo, domenica 2 marzo, dietro invito di Starmer, si sono riuniti a Londra i principali paesi europei che, sbigottiti dal trattamento subito da Zelensky nel suo incontro con Trump, gli manifestano il sostegno. Sono presenti anche il Canada e la Turchia, oltre al segretario generale della NATO, la Von der Leyen e lo stesso Zelensky.
Nasce così a Londra la “coalizione di volenterosi” che si accolleranno ilo sostegno all’Ucraina, laddove venga a mancare quello USA.
Ergo: in una sola settimana viene sanato il dissidio di Monaco e i paesi dell’UE si accollano quello che gli USA non intendono più portare avanti.
Eravamo abituati alle basi americane, il sistema creato nel dopoguerra per controllare le potenze vinte (in primis Germania e Italia) ora, invece si va al riarmo diretto dei paesi europei.
Meno soldati USA, meno spese, più profitti per le forniture di armi.
Il “battuto a Zelensky” è servito a far decidere alla svelta gli europei recalcitranti, sospinti da USA, UK e Francia.
Moreno Bucci

