È la eliminazione che fa più rumore.
Perché è il Brasile.
Un nome che significa “calcio”, quello ballato a ritmo di samba, offensivo fino al punto di esser sfrontato, giocato sulle note dei virtuosismi che anche il portiere sa fare con i piedi meglio di qualunque altro giocatore al mondo.
Ma la nazionale verde oro è anche la squadra allenata da Carlo Ancellotti, che tutti amiamo e ammiriamo non solo perché è italiano (i milanisti di più) ma anche perché è l’allenatore più vincente dell’era contemporanea.
Sbattuti fuori con due sberle, che fanno male, ad opera di quella Norvegia che è stata la nostra rivale nel girone di qualificazione.
Loro dentro e noi no.
Loro (la Norvegia) ai quarti e noi a casa ad ammirare le prodezze di Haaland accompagnate dalla gioia della principessa Ingrid Alexandra.
Ma come cambia il calcio che fino a dieci anni fa se ti capitava la Norvegia ti mettevi a ridere.
E già perché non è solo quella del Brasile la eliminazione che fa impressione.
A quella dei carioca si accompagna quella dei panzer tedeschi fatti fuori dal Paraguay ai sedicesimi assieme alla Croazia, la Svezia e l’Olanda.
Quest’ultima eliminata dal Marocco che è volato addirittura ai quarti.
Ma quello che fa specie non sono soltanto i numeri e le qualificazioni.
E già, perché se il Marocco è lì su non è per caso, ma perché ha mostrato un gioco spumeggiante, come quello della Costa d’Avorio che ha messo sotto la Norvegia (perdendo per poca esperienza) e come quello di Capo Verde cha ha affrontato l’Argentina con una sfrontatezza divertente rimontandola per ben due volte con dei goal bellissimi e che ha perso a pochissimi minuti per un goal nato da un rimpallo fortuito.
Squadre che fino a qualche tempo fa non gli davi un soldo bucato oggi giocano e fanno divertire meritando quel che fanno o non meritando quel che subiscono.
Ma questo mondiale, proprio perché americano nell’epoca di Trump, non poteva esimersi dal solito pastrocchio.
Folarin Balogun, attaccante Usa, viene espulso, forse in maniera esagerata, per una fallo contro un giocatore della Bosnia.
Quante ne succedono nei campionati, quante ne sono successe nel nostro campionato.
Ma negli Usa c’è Trump che telefona a Infantino e chiede che la cosa venga rimediata.
Risultato: Il Presidente Fifa da disposizioni che la squalifica sia sospesa ai sensi di un oscuro articolo 27 del Codice Disciplinare.
Era successo già per Cr7 ma questo non vuol dire che è uno spettacolo.
E Trump ha pure ringraziato perché era stato posto riparo a una cosa “non giusta”.
E allora sai che c’è, così come chi scrive giovedi tiferà Marocco contro la Francia e domani Egitto contro l’Argentina, questa notte si sperticherà per il Belgio contro gli Usa e, se i giocatori della “Gallia Belgica” di cesariana memoria riusciranno a mandarli a casa, festeggerà nel modo più eclatante possibile.


1 commento
Se si gioca al calcio così come si fa oggi chi pena di più è la squadra di Pelé.
A chi è sopravvissuto: faccia un rapido confronto tra il calcio all’epoca di Pelé e quello di oggi.