Torno a scrivere del PSI, il mio partito ininterrottamente dal 1980, da semplice iscritto. Non ne sono più segretario da cinque anni. Dal Consiglio Nazionale dell’ottobre 2022, che sancì una profonda frattura, ho preso un anno sabbatico. Continuo a girare l’Italia per presentare Matteotti, vado dove mi invitano, esprimo le mie opinioni quando mi vengono richieste. Oggi dico la mia.
Breve riepilogo. Nel Consiglio Nazionale dell’ottobre ‘22 il segretario spiegò ai presenti che alle Europee avremmo presentato una lista di partito. Nei mesi successivi ho letto che questa era la strada maestra, il segretario lo ha ripetuto recentemente anche a Firenze in un incontro in cui ero presente. Ho letto che comunque
il PSI si sarebbe collocato in un’area precisa, quella del Pse. Poi vedo i grandi manifesti che anticipano la candidatura del segretario alle Europee e mi accorgo che il simbolo del PSI non c’è. Poi, domenica, si delibera di fare una lista con Sinistra Italiana, Verdi e, pare, Tabacci.
il PSI si sarebbe collocato in un’area precisa, quella del Pse. Poi vedo i grandi manifesti che anticipano la candidatura del segretario alle Europee e mi accorgo che il simbolo del PSI non c’è. Poi, domenica, si delibera di fare una lista con Sinistra Italiana, Verdi e, pare, Tabacci.In quel Consiglio Nazionale di oltre un anno fa proposi di farci promotori di un rapporto più stretto con Italia Viva, Azione e Piu’ Europa. Si è preferita, già allora, una soluzione diversa: la solitudine. La solitudine, si disse, per organizzare la Costituente dei Socialisti e presentare una nostra lista. Quel tentativo, provato più volte da Boselli e anche da chi scrive, non ha mai sortito effetti. L’unico ad avvicinarsi, di recente, è stato Valdo Spini che però ha scelto, poco dopo, collocazioni diverse.
Oggi, rinnovata l’iscrizione al PSI, non resto in silenzio.
Com’era stato previsto, nulla di quanto promesso e’ stato mantenuto. Nulla! Non c’è l’area di riferimento al Pse perché gli alleati non ne fanno parte, non c’è lista di partito, non c’è un disegno politico seppur di breve respiro. Ci sarà, invece, una candidatura in un’altra lista dove uno dei soggetti protagonisti non è per nulla vicino alla nostra storia e alla nostra cultura.
Quando facemmo SEL, nel 2009, eravamo attori protagonisti, cofondatori, con l’idea, che realizzammo, di presentare un simbolo condiviso alle regionali e alle amministrative. Quello che facemmo, con risultati apprezzabili. Ma oggi non è così, entriamo nella casa di altri, una casa già strutturata, stabile. Quanto meglio sarebbe stato imboccare la via che non si volle vedere, quanto meglio muoversi come si sta muovendo “Più Europa” con il suo tentativo di ricostruire un polo laico, riformista, di cui l’Italia avrebbe un gran bisogno nonostante i litigi dei due.
Auguro al candidato, o ai candidati, successo e finalmente un pizzico di verità.


1 commento
Eravamo in piena Tangentopoli quando con un gusto misto a sadismo e spirito di vendetta si stavano distruggendo i partiti e in primo luogo il PSI, quando poco più di un pugno di Socialisti già stavano lavorando per dare vita ad una organizzazione socialista. A Milano mi trovai assieme a Del Turco, Boselli, Villetti, Giugni Albertini, La Volpe, Nencini, Marini, Ceremigna, Didò e molti compagni provenienti soprattutto dal Nord in un teatro milanese per ascoltare Jacques Delors che ci portava la solidarietà dei socialisti francesi ed europei. In un bellissimo discorso ci spronò a riprendere il filo della storia gloriosa del socialismo italiano. Seppur in dimensioni elettorali ridotte da quel giorno ci riorganizzammo in tutto il paese e con molto impegno riportammo i socialisti in Parlamento, nelle Regioni e al Parlamento Europeo. Ora rimane da costruire la “Casa dei Riformisti” che riunisca insieme tutti i partiti, organizzazioni, liste civiche donne ed uomini che credono nei valori dell’Umanesimo in un mondo dominato dalla Finanza speculativa e dall’emarginazione dei valori della giustizia sociale. Premessa per ridisegnare l’Europa come ci indicava Delors nella revisione dei trattati e finalmente con la costituzione dell’Europa Federale. Anche perchè si possa emarginare il massimalismo e il velleitarismo di una parte della sinistra e battere una pericolosa, reazionaria e a volte violenta destra oggi pericolosa. Questo è lo spazio da coprire che dal 1963 è lo spazio dei socialisti.