Li ha definiti così Marco Pannella e oggi son tornati di moda. Non si contano in Italia, e anche nella mia città, le manifestazioni che inneggiano alla pace. Una parola meravigliosa ma che da sola significa poco o nulla. Si dovrebbe dire “pace giusta” o “pace nel rispetto dell’indipendenza delle nazioni”. Non ci vuole molto a capire che “far tacere le armi” in Ucraina significa oggi far vincere Putin e la sua vittoria avrebbe conseguenze disastrose nelle altre nazioni della ex Unione sovietica, la cui fine, per lo stesso Putin, é stata “la più grande tragedia del Novecento”. Non tanto il comunismo quanto l’unione, l’impero, non importa se governato da Lenin o dagli zar. Non vi sarà sfuggito il fatto che Svezia e Finlandia, che rimasero indipendenti anche ai tempi di Stalin, oggi abbiano chiesto di aderire alla Nato. Non vi sfugge certo che i repubblicani americani abbiano bloccato le diverse decine di milioni di dollari destinati all’Ucraina, né che Trump abbia sostenuto la tesi che Putin può fare ciò che vuole e semmai deve pensarci l’Europa ad affrontarlo. Se Roosevelt si fosse comportato così, dopo l’attacco di Pearl Harbor, sarebbero state diverse le sorti del mondo. Adesso agli eserciti ucraini scarseggiano munizioni, droni, bombe, aerei da combattimento, carri armati e la superiorità russa si sta affermando. Il rischio é che l’Occidente alzi le braccia e costringa gli ucraini a una resa. Che a un negoziato prima o poi si debba arrivare questo é certo, ma un conto é arrivarci con Putin indebolito e altro é giungervi con Putin vincitore. Le condizioni sarebbero molto diverse. Per questo bisogna continuare a sostenere la lotta di resistenza del popolo ucraino. Come si fece con altre lotte di resistenza in cui i pacifinti non parlavano affatto di pace, né di negoziato, ma inneggiavano ai gloriosi combattenti. Parliamo della resistenza italiana al nazi fascismo o di quella coreana e vietnamita all’imperialismo americano. Anche la guerra che Israele sta praticando contro il terrorismo di Hamas é giusta. Non condivido il modo col quale viene condotta, con decine di migliaia di civili morti. Né le posizioni del governo israeliano che capovolgono gli accordi di Oslo e negano la strategia dei “due popoli e due stati”. Ma distruggere un’organizzazione terroristica che ha ammazzato con una ferocia inimmaginabile 1200 persone, non esclusi bambini, e con una freddezza inaudita fatto a pezzi i loro cadaveri, senza essere attaccata da nessuno, é sacrosanto. Non voglio qui approfondire anche i torti di Israele in Cisgiordania che esistono, né il fatto che la maggioranza dei paesi arabi o mediorientali, tranne Egitto e Giordania, non riconosca a Israele nemmeno il diritto di esistere. Ma i pacifinti non dicono una parola su Hamas nelle loro manifestazioni, concentrando la loro attenzione solo sulla tragedia di Gaza che della strage di Hamas é una risposta, seppur sbagliata. O addirittura tendono a mettere sullo stesso piano Israele e Hamas, che é una vergogna. Essendo l’uno un paese democratico la cui esistenza é certificata da una decisione delle Nazioni unite, l’altro un esercito di sanguinari. I pacifinti dicono: mettevi dietro un tavolo a trattare la pace. E’ qui siamo alla tragedia che diventa commedia. Insomma la pace si difende nella libertà, insegnava Pannella, col linguaggio di Gandhi, che non scambiava la non violenza col pacifismo. E che, come Gandhi, era un costruttore di pace e non un distruttore di diritti.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

