Difficile sostenere che un convegno dei paesi del cosiddetto Brics (Brasile, Russia, India, Cina a cui si aggiunse il Sudafrica e poi, quest’anno, si sono aggiunti l’Iran, l’Egitto, l’Etiopia, gli Emirati Arabi) allargato alla Turchia (che questo paese faccia domanda di entrare in questo raggruppamento e resti nella Nato rappresenta il più grande contorsionismo della politica di Erdogan) sia da interpretare oggi solo in chiave economica. Ancora a metà strada, ma invierà un rappresentante, l’Arabia saudita per i suoi stretti legami economici e politici con gli Usa, al convegno di Kazan (si svolgerà proprio in Russia) parteciperà anche il segretario dell’Onu Guterres. Questo raggruppamento era nato nel 2010 per una scissione del Fondo monetario internazionale a causa di un mancato accordo azionario dei diversi paesi e quelli che poi nel 2014 fondarono la Nuova Banca di sviluppo. E contestando l’egemonia del dollaro per pervenire anche a una nuova moneta per i loro scambi commerciali. Sono tutti paesi che all’origine della fondazione erano in rapida crescita. La nuova moneta comune dei paesi del Brics é parecchio complicata e contestata da alcuni paesi aderenti e motivo per la non adesione al momento dell’Arabia saudita. Ma che i paesi Brics, a partire dalla Cina e dall’India, abbiano accettato l’invito di Putin a svolgere l’’incontro a Kazan e di consentirgli di non sentirsi affatto isolato durante la guerra all’Ucraina e le sanzioni dell’occidente, fa pensare subito alla trasformazione di questo organismo in una vera e propria comunità politica alternativa al G7 e più in generale contraria all’asse Usa-Europa (anche l’Argentina stava entrando nei Brics ma le ultime elezioni hanno frenato questa vocazione, mentre un’eventuale vittoria di Trump negli Usa potrebbe perfino agevolare gli obiettivi dei Brics). In buona sostanza si può prefigurare la creazione di un organismo economico e finanziario con una forte valenza politica in cui convivono sfida all’occidente e alle liberaldemocrazie, una nuova egemonia economica (secondo un economista della Goldman Sachs questi paesi saranno i veri protagonisti dell’economia mondiale dal 2050), un nuovo bipolarismo che potrebbe anche geograficamente portare alla ridefinizione dei confini. Ad esempio in Ucraina, in Moldavia, in Georgia. Magari a Taiwan. Come nella politica di Yalta i due contendenti non si occupavano di cosa avveniva nell’area dell’altro (vedi Ungheria e Cecoslovacchia da un lato e Cile e Argentina dall’altro) anche nel nuovo bipolarismo potrebbe accadere la stessa cosa. Con una novità che a mio giudizio frenerebbe il percorso e cioè la globalizzazione economica. La Cina non può rompere con gli Usa perdendo il mercato americano come gli Usa faticherebbero a rompere con la Cina che possiede parte del suo alto debito pubblico. Resta il fatto che le mosse e soprattutto questa, di svolgere l’incontro in Russia consentendo a Putin di cantare vittoria alla presenza dell’Onu, non disegnano altro percorso.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


4 commenti
Da noi c’è una parte della sinistra (anti americana) che si augura che questo raggruppamento prenda ancor più forza economica e politica così da distruggere finalmente il neo imperialismo/colonialismo Yankee ( sintetizzo tutta l’articolazione di questa posizione).
Perché così sarebbe “come una volta” quando c’era l’equilibrio della guerra fredda che bloccava il bieco capitalismo lator di ogni male ecc ecc.
Pazzesco.
Condivido su questo spazio, socialista liberale,il mio sgomento di fronte a queste posizioni, che vengono incredibilmente da sinistra.
Di conseguenza:
1. Proprio come dichiarato da Putin il crollo dell’Unione sovietica è stato un male. I gulag, le deportazioni, le repressioni, le carceri, la povertà, le oppressioni ecc ecc subite dai popoli dell’Unione non contano. Ciò che conta è che gli USA ora hanno campo libero. La sinistra eh. Chissà come mai le repubbliche dell’Unione appena hanno potuto hanno fatto e fanno carte false per gravitare nel sistema della democrazia liberale occidentale. Che questa sinistra schifa. Meglio i soviet evidentemente?
2. C’è un problema di espansione e controllo del potere americano? Di autonomia decisionale degli alleati? Di strapotere della finanza che preda i popoli? Benissimo. La contromisura, la contromossa, la soluzione è nello stato di diritto. Nella politica socialdemocratica, liberale. Nelle istituzioni democratiche che ci hanno lasciato in dono a seguito della seconda guerra mondiale, a carissimo prezzo. Nella autonomia politica dell’Unione Europea, che va ribadita, rinsaldata, ridisegnata, riunificata.
Come ci si può augurare che paesi portatori di valori repressivi, regressivi, oscurantisti, antilibertari abbiano sempre più potere pur di contenderlo agli Usa?
3. Ma ai popoli di queste nazioni oscurantiste, questa sinistra non pensa mai? Non ci pensava ai tempi dei soviet, non ci pensa ora. Cioè se ciò che queste nazioni rappresentano si cementifica e diventa legittimato, cosa c’è nel futuro dei loro popoli? Prosperità? O miseria umana, morale e materiale? Del Tibet si ricordano? Ucraina? Uiguri? Cecenia? Georgia? Hong Kong? Cuba? Nord Corea? Curdi? Minoranze in Iran? Ecc ecc
Ma va bene tutto evidentemente, purché Yankees go home.
Poi chiediamoci perché il nostro dibattito pubblico sulla politica estera è così scandaloso. Soprattutto a sinistra, che dall’altra parte nessuno si aspetta nulla.
Nel mondo dove aumenta la guerra guerreggiata, ognuno cerca di coprirsi le spalle.
Accennerò soltanto ad un “episodio” della storia del dollaro ($).
A Bretton Woods, ove si decisero le regole per il futuro, il dollaro era collegato all’oro, era convertibile in oro.
Piano piano gli USA allentarono il collegamento. Il Generale De Gaulle, presidente della Repubblica francese, inviò, nel 1971, una nave riempita di dollari per farseli convertire il oro.
Non ce la fece, gli USA dichiararono la “non convertibilità del dollaro in oro” prima che la nave francese raggiungesse gli USA.
Amen
Si può essere d’accordo o meno sulla riforma della Giustizia cui guarda il centrodestra, ma chi lo fosse non dovrebbe a mio avviso lamentare i ritardi dell’attuale Governo, trattandosi di materia delicata, e complessa, nonché controversa, riguardo alla quale occorre muoversi, a mio modesto vedere, con prudente oculatezza.
Allorché poi rilievi del genere dovessero semmai provenire da riformisti collocati a sinistra, potrebbe venir da supporre che vogliano rassicurare la propria parte politica col far capire che sono comunque contrari al Governo in carica (pur non potendo misconoscere una riforma che era nei loro pensieri e pronunciamenti).
Paolo Bolognesi 27.10.2024
Il mio commento era destinato all’articolo “Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura …”, e invece, per mia inavvertenza, di cui mi scuso, l’ho erroneamente attribuito a questo Editoriale.
Paolo Bolognesi 28.10.2024