NED Guys
Immaginatevi di essere la primogenita di un’indigente famiglia scozzese di Glasgow, così male in affare da tentare il tutto e per tutto dall’altra parte del mondo, in Australia. Immaginatevi poi che in quella nuova, e in gran parte inesplorata landa, il lunario si riesca in effetti a sbarcare perché, oltre ai tuoi genitori, anche tutti e quattro i tuoi fratelli minori riescono a trovarsi un’occupazione, mentre Angus, il piccolo di casa Young, di andare a scuola non ne vuole proprio sapere.

Ancor più degli altri fratelli, tutti con l’hobby della musica, Angus è fissato con note e strumenti e, ogni giorno, al suono dell’ultima campanella, si precipita a suonare con gli amici di turno. Ha formato anche un complessino: i Kantukee. In Angus la musica penetra dalla tenerissima età, molte volte, seguendo i fratelli, si era lanciato in jam sessions, e riuscì giovanissimo a costruirsi una sorta di benjo.
Immaginatevi infine che al piccino non basti più strimpellare con gli amici e, spalleggiato dal fratello Malcom, la musica rock la fa penetrare tra le mura di casa, per la gioia di familiari e vicini (sic!). Lo stile non era prettamente quello della musica popolare scozzese, e anche Mozart si collocava a qualche chilometro di distanza. Succede così che voi, compreso che i fratelli sono alla ricerca di un nome per il loro complesso e non senza un certa dose di ironia, suggerite AC-DC.
Ac-Dc altro non è che la scritta vergata sulla targhetta posteriore della vostra nuova macchina da cucire; significa “corrente alternata-corrente diretta” e vi pare aderisca alla perfezione al casino che i vostri fratelli diffondono quotidianamente in tutta la via e, mentre divertite cucite l’orlo ad un pantalone, ignorate di aver appena battezzato una delle più grandi band dell’intera storia del rock.
La nascita di un mito
Margaret detiene anche la maternità di un altro aspetto decisamente caratteristica fortemente degli Aci DC: la divisa da scolaretto. Fu Infatti Margaret a consigliare il fratellino a mantenere la divisa scolastica come abito di scena, in riferimento a quando, suonata la campanella di fine lezione, si precipitava vestito così com’era a fare le prove.

Gli AC/DC sono la band che ha reso il rock ‘n’ roll non solo un po’ più rumoroso, ma soprattutto molto più divertente. Fondati in Australia nel 1973 dai fratelli Angus e Malcolm Young, la band ha vede la luce come un gruppo di ragazzi che volevano solo fare un po’ di rumore. Hanno iniziato con canzoni come “T.N.T.” e “It’s a Long Way to the Top”, che hanno fatto tremare i muri e hanno fatto saltare i vicini. Ma gli ex ragazzi di Glasgow non erano solo chiassosi, erano fottutamente potenti.
Non si sono fermati lì. Con l’aggiunta del carismatico cantante Bon Scott, la band ha preso il volo. Scott, con la sua voce roca e il suo atteggiamento da duro, ha portato un nuovo livello di energia alla band. Purtroppo, la sua vita è stata interrotta tragicamente nel 1980. Bon Scott raggiunge l’Olimpo attraversando le Porte della Percezione a 33 anni, il 19 febbraio del 1980.
Domani, 27 gennaio, segna l’anniversario dell’ultima apparizione pubblica del leggendario Bon Scott con gli AC/DC. Quel giorno, nel 1980, la band australiana concluse il tour “Highway To Hell” con un concerto a Southampton, nel Regno Unito. Era l’epoca d’oro del rock, e gli AC/DC stavano per diventare una delle band più famose al mondo.
L’album “Highway to Hell”, prodotto da John Lange, fu un successo di critica e di pubblico, con brani che sono diventati dei veri e propri inni del rock. Ma mentre la band stava raggiungendo vette sempre più alte, Bon Scott stava precipitando in un abisso personale. La sua dipendenza dall’alcool e la sua vita dissoluta stavano prendendo il sopravvento.
Poi, il 19 febbraio 1980, il mondo del rock fu scosso dalla notizia della morte di Bon Scott. Dopo una notte di eccessi, Scott morì soffocato dal proprio vomito durante il sonno. Fu un duro colpo per gli AC/DC, come perdere un membro della famiglia.
Hell’s Bells, he’s ringing them now
Ma la band non si arrese. Nonostante la perdita, riuscirono a riprendersi e a continuare a fare musica, grazie all’ingresso di Brian Johnson. E così, la voce di Bon Scott non è caduta nell’oblio ma persiste come ricordo indelebile di un’epoca d’oro del rock.

Come i fratelli Young, Scott era un cantante scozzese naturalizzato australiano. Ha vissuto fino all’età di sei anni a Kirriemuir, un piccolo comune scozzese. A quell’età si trasferì in Australia con la sua famiglia. Scott crebbe a Perth, città australiana, dove imparò a suonare la batteria e la cornamusa, due strumenti molto importanti nella cultura musicale scozzese.
La sua prima band seria fu quella dei Valentines, attivi per cinque anni, dal 1966 al 1970. Il primo incontro con gli AC/DC avvenne in un periodo particolare della vita di Bon Scott, in cui lo scozzese naturalizzato australiano aveva quasi abbandonato il mondo della musica per dedicarsi, invece, a dei lavori saltuari. Ci fu un momento, poco dopo l’ingresso da parte del cantante all’interno della band, che lo stesso rischiò di essere licenziato e fu ripreso per i capelli dai medici, a seguito di un’overdose di eroina.

La causa ufficiale riportata sul referto autoptico è avvelenamento da alcool, altre fonti affermano invece che sia morto soffocato dal proprio rigurgito in seguito ad un’overdose di eroina. Domani cadrà il 44° anniversario dalla sua ultima uscita pubblica, io sono qui a ricordarvelo e a togliervi il dubbio sul cd da inserire.
Torna in nero
Dopo la morte di Scott, la band ha trovato un nuovo cantante in Brian Johnson. Con Johnson alla guida, la band ha prodotto uno dei loro album più iconici, “Back in Black”. L’album, soprattutto nei pezzi Hells Bells e Back in Black, è un tributo a Scott e ha cementato il posto della band nella storia del rock

Negli anni ’80 e ’90, la band ha continuato a produrre hit dopo hit. Nonostante i cambiamenti nella formazione e le sfide personali, la band ha continuato a suonare con la stessa energia e passione. Hanno resistito alla prova del tempo, se c’è una band che è riuscita a rimanere sempreverde senza mai snaturarsi quelli sono gli AC – DC, inconfondibili, sono rimasti rilevanti in un mondo musicale in continua evoluzione e, soprattutto, hanno continuato a farci saltare e divertire.

E non è poco, e non è da tutti, perchè non tutto il rock deve farti saltare, ma se faccio un viaggio a ritroso nel tempo di concerti dove ho saltato e mi sono divertita con con gli Ac-Dc ci sono forse quelli dei Twisted Sister, Alice Cooper e i Motley Crue e Motorhead. Ma gli AcDc sono gli AcDc, uno spettacolo senza bisogno di creare spettacolo con vestiti da bambolina, gabbie con batterie che ruotano, o bambole sgozzate da un mito che a settant’anni ne dimostra 140 (Alice ti voglio comunque bene!!!). Su quel dannato palco basta Angus grondante sudore che saltella su una gamba sola con i suoi bermuda.

Oggi, AC/DC è considerata una delle più grandi e longeve band rock di tutti i tempi. Hanno venduto milioni di album piazzandosi al secondo posto della classifica mondiale con 50 milioni di copie dell’album Back in Black vendute. 50 milioni, secondi solo a Thriller di Michael Jackson. Non è da tutti, soprattutto nel panorama rock.
Rimasti fedeli al loro suono unico e potente, il concerto più partecipato degli AC/DC si è tenuto al festival dei Monsters Of Rock, a Donington, davanti ad oltre un milione e mezzo di persone. In Italia ha raggiunto il picco all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola nel 2015, con la partecipazione di 96.000 persone. Il prossimo concerto degli AC/DC in Italia è previsto per il 25 maggio 2024 al Campovolo di Reggio Emilia.
Destinati a volare
Gli AC/DC sono stati fondati nel novembre del 1973 dai fratelli Angus e Malcolm Young in Australia. Hanno reclutato il bassista Larry Van Kriedt, il cantante Dave Evans e l’ex batterista dei Masters Apprentices Colin Burgess. Quando hanno pubblicato il loro primo album, “High Voltage”, il 17 febbraio 1975, i fratelli Young erano gli unici membri originali rimasti nella band.
Nel periodo che precedette l’affermazione, Angus lavorò come disegnatore per una rivista, mentre Malcolm lavorava in una fabbrica di reggiseni. Nel frattempo, Malcolm aveva già formato un gruppo, i The Velvet Underground (da non confondersi con il gruppo omonimo di Lou Reed e John Cale), e Angus stava imparando a suonare la chitarra e qualche volta suonava nel gruppo del fratello. Alla fine del 1973, i due fratelli Young decisero di collaborare in un gruppo e così, il 31 dicembre 1973, nacquero gli AC/DC.
Gli AC/DC esprimono al meglio lo stile hard rock, con influenze di blues rock. La band stessa ha definito la propria musica come puro e semplice “rock ‘n’ roll”. Quindi, anche se alcuni li hanno definiti come blues rock o heavy metal, gli AC/DC considerano la loro musica come “rock ‘n’ roll”, niente di più, niente di meno.
E così, mentre gli amplificatori continuano a ruggire e le chitarre a risuonare, gli AC/DC rimangono un faro di pura energia rock ‘n’ roll. La loro musica, potente e indomita, continua a risuonare in tutto il mondo, unendoci tutti in un unico, selvaggio grido di libertà, o di quel cazzo che vi pare. Perché alla fine, questo è ciò che significa essere dannatamente rock: vivere con passione, suonare con tutto il cuore e sbattersene le palle. Grazie AC/DC, vi siamo grati e debitori. Rock on! 🤘

