Bravi Guerini, Lia e Marianna che hanno votato contro le due mozioni sul riarmo al 5% presentate da Avs e Cinque stelle. La maggioranza non ha presentato alcuna risoluzione votando contro le mozioni presentate solo dall’opposizione. E sono state ben cinque distinte, una del Pd, una dei Cinque stelle, una di Avs, una di Italia viva e un’altra di Azione. Quest’ultima favorevole all’impegno di elevare la percentuale delle spese militari al 3,5% nel 2035. Bene. La maggioranza che, come si é visto al Parlamento europeo in occasione della mozione sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, non ha una politica estera comune, si é rifugiata nella scelta dell’Aventino. Ma l’opposizione che si é divisa in cinque si é separata anche sul voto alle rispettive mozioni. Il Pd ha votato la sua e si é astenuto su quella delle altre votando contro quella di Azione, Cinque stelle e Avs, con due mozioni pressoché identiche che chiedevano di spostare l’aumento di risorse della difesa sulla sanità, hanno votato contro le mozioni di Italia Viva e di Azione astenendosi su quella del Pd, Italia viva si é astenuta su quella del Pd votando contro le due mozioni dei Cinque stelle di Avs e Azione ha votato contro tutte le altre. Un bel guazzabuglio e la testimonianza, come ripetiamo da anni, che questo bipolarismo, non avendo una posizione comune in politica estera, non può avere un programma omogeneo. Il cielo della politica internazionale si oscura. Mattarella, dopo i 19 droni esplosi in Polonia, e abbattuti anche da aerei italiani della Nato, parla del rischio luglio 1914, il premier polacco Tusk apertamente di guerra, la Nato é invitata a rispondere secondo i dettami del suo statuto. E la Russia non nega di averli sparati, ma sostiene che non avevano particolari obiettivi da colpire. Ma allora perché sono stati lanciati? La politica estera é oggi una discriminante. Forse la sola. Salvini ritiene che il ponte sullo Stretto sia un’opera compatibile con la difesa del paese ma nessuno capisce il perché. Resta sullo sfondo il coraggio e la coerenza di tre parlamentari del Pd (Guerini, la Quartapelle e la Madia) che hanno deciso, in barba alla decisione del gruppo, di votare contro le mozioni dei Cinque Stelle e di Avs. Mentre le nuvole volano basse é meglio premunirsi. E non fare gli gnorri. I tre lasciano un segno e possono diventare quattro come i moschettieri e anche di più.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


2 commenti
Sembrerebbe dunque che la politica estera provochi non irrilevanti distinguo e divisioni all’interno di entrambi i poli, ossia maggioranza ed opposizione, ma a mio avviso restano comunque differenze affatto insignificanti, perché nell’un caso, da quanto riesco a capirne, non si vuole aumentare la spesa per la Difesa, per destinare le equivalenti risorse alla Sanità, Scuola, ecc .., mentre nell’altro c’è semmai qualche difformità di pensiero sul come intendere l’idea della “difesa”, ma non tanto sull’accrescere gli investimenti in tale direzione.
Così come mi pare abbastanza diverso, passando alla questione medio -orientale, il chiedere, per così dire unilateralmente, il solo riconoscimento dello Stato della Palestina, ovvero rivolgersi ad una soltanto delle parti in causa, rispetto ad abbinare invece a tale “passo” un impegno di ambedue le parti, cioè la liberazione, da un lato, di tutti gli ostaggi e il disarmo di Hamas, e dall’altro la contestuale garanzia internazionale che Israele cessi le operazioni belliche, come mi sembrano proporre altri Paesi di quell’area, di certo non ostili alla causa palestinese.
In ogni caso, io non ascriverei a “questo bipolarismo” la suddetta e poliedrica situazione, perché non vedo cosa cambierebbe se fossimo in presenza di un proporzionale puro, e la comprova mi parrebbe venire dall’Europa, dove le forze politiche, elette con quest’ultimo sistema, hanno avuto posizioni che riproducono grosso modo la “scomposizione” nostrana, salvo miei fraintendimenti, a meno di pensare che la politica estera sia talmente prioritaria da decidere le coalizioni di governo ma, seppur molto importante, mi sembra un parametro non sufficiente.
Nel senso che non si possono trascurare e sottovalutare le questioni interne, cui si aggiunga il fatto che quelle internazionali dovrebbero competere innanzitutto alla UE, stando perlomeno a quanto sentiamo ripetutamente dire, salvo che poi rispunta ciclicamente la “colpa” del Governo in carica per non saperle affrontare nel giusto modo, e del resto anche la UE fatica, comprensibilmente, a mettere d’accordo i suoi 27 membri, ma ci si potrà forse arrivare se verrà ad es. ribadito che le spese per il “riarmo” hanno l’unico scopo della difesa e deterrenza
Paolo Bolognesi 12.09.2025
Non mi sento più socialdemocratico, eravamo contro tutte le guerre ora invece siamo cambiati, hobuttato la mia gioventù per un partito, che ha dimenticato tutto, mi ricordo quando ci si intratteneva a parlare con Preti ( Luigi) e mi spiegava come le guerre erano un male per tutti, ora si sta cambiando idea, e mi ricordo quando mi diceva ” Quanto senti gridare allo scandalo a destra, voltati subito a sinistra , li è lo scandalo che non vogliono farti vedere” ed io l’ho sempre fatto ed aveva ragione…….