Chi è iscritto a un partito, a un’associazione, a un circolo, deve avere la certezza che le regole vengono rispettate. Le regole e il buon senso.
Nella convocazione del congresso nazionale del PSI molte cose lasciano a desiderare.
Un congresso straordinario, intanto, anche se siamo alla scadenza triennale prevista dallo statuto. Sulle ragioni della ‘straordinarietà’ avremmo dovuto discutere, e invece tutto di corsa. Una corsa sospetta.
Il regolamento su cui quel congresso si terrà non è stato fatto conoscere benché chi scrive lo abbia esplicitamente richiesto. Si è votato a scatola chiusa. Prendere o lasciare. Del resto se non conosci non puoi nemmeno dire la tua.
Si è detto che il regolamento è lo stesso del congresso del 2022. Non è vero: voteranno, ed è una novità assoluta, anche i soli iscritti nel 2024, contravvenendo così alla biennalita’ di iscrizione.
Infine i tempi, così stretti da rendere complicata la libera espressione delle idee. Cinque giorni cinque per presentare le mozioni: scriverle, discuterne, raccogliere le firme. Una violazione del buon senso e del vivere in comune sotto lo stesso tetto, come se il dissenso facesse paura anziché essere fattore di ricchezza. Proprio ora che c’è bisogno di politica con una destra radicale al governo. Proprio perché due elezioni su due hanno sortito effetti negativi per i socialisti. Proprio perché rimbalziamo tra linee politiche diverse, spesso in conflitto, ora un accordo con Fratoianni e Bonelli, ora l’intesa con Renzi e Più Europa.
Ognuno di noi ha un passato, un passato fatto di cose buone e di errori. Ridurre il dibattito a un cencio bagnato e’ un errore.
Non rispettare le regole e il buon senso e’ peggio che un errore.
Io la mia scelta l’ho fatta: sono iscritto al PSI. Uno fra tanti. Ho già avuto e già dato. Non ho niente da chiedere se non partecipare. Prima il commissariamento del partito in Toscana, oggi un congresso che allargherà il fossato tra compagne e compagni anziché ricucire fratture.
Restare in silenzio sarebbe una colpa al pari dell’indifferenza. Criticare a mezzabocca, e ne ho sentite tante, di critiche, girando l’Italia col mio Matteotti, non è di nessuna utilità.

