Potremmo romanticamente definirla “un regalo di Natale”, Giuliana Nenni, considerando che nacque a Faenza il 26 dicembre del 1911. Potremmo, se non fosse che la madre la diede alla luce mentre il padre era in carcere per le sue proteste contro la guerra italo-turca. Delle quattro figlie di Pietro Nenni, Giuliana fu di certo la più volitiva. Nel 1926, quando tutta la famiglia si trasferì a Parigi, e Nenni diventò segretario del Partito Socialista Italiano e direttore del Nuovo Avanti, Giuliana frequentò alla Sorbona i corsi di Civilisation francaise. Al contempo si dedicò al giornalismo e diventò presto redattrice del giornale socialista Populaire. Aderì al PSI nel 1934 e svolse attività politica nella sede parigina dell’Unione Popolare Italiana.
Due anni dopo fu proclamata segretaria del Comitato di lotta antifascista. Appena scoppiata la Seconda guerra mondiale la famiglia Nenni fu confinata a Saint-Flors, a causa delle persecuzioni fasciste. Da lì Giuliana riuscì comunque a mantenere stretti rapporti con le forze antinaziste francesi.
Caduto Mussolini, rientrò subito in Italia e curò nella capitale i rapporti tra i socialisti e il CLN centrale. Furono gli anni in cui Giuliana partecipò attivamente alla resistenza, costituendo un piccolo comitato con Adele Bei Ciufoli, le sorelle Ribet, Adele Maria Jemolo, Maria Fermi, Linda Puccini e altre: il comitato aiutava i prigionieri in fuga, e organizzava manifestazioni, distribuendo stampa e manifesti.
Nel dopoguerra si dette a promuovere l’UDI (Unione Donne Italiane) con Rita Montagnana, Rosetta Longo e Marisa Conciari Rodano. Fu a lungo membro sia della Commissione femminile centrale del PSI che della segreteria dell’UDI. Nel 1948 Giuliana Nenni fu eletta alla Camera dei deputati per la circoscrizione Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì nelle liste del Fronte Democratico Popolare, e si iscrisse al gruppo parlamentare socialista.
Alla Camera proseguì la collaborazione con le altre parlamentari provenienti dall’Unione Donne, presentando una serie di proposte di legge aventi ad oggetto l’emancipazione della donna, in particolare nel mondo del lavoro.
Fu rieletta nel 1953 e divenne componente sia della V Commissione (Difesa) che dell’Ufficio di Presidenza, fino al giugno del ’58.
Compiute due legislature da deputata, fu eletta al Senato nel 1958 prima e nel 1963 dopo.
Di Giuliana Nenni va ricordato che è stata la prima parlamentare a proporre una legge sul divorzio. Il suo progetto sosteneva in Senato il disegno di legge del compagno di partito Luigi Renato Sansone sul cosiddetto piccolo divorzio, applicabile solo ai matrimoni con scomparsi senza lasciare traccia, condannati a lunghe pene detentive, coniuge straniero in presenza di divorzio all’estero, malati di mente, lunghe separazioni fra i coniugi o tentato omicidio del coniuge.
Fu anche firmataria, insieme a Carlo Venegoni e Teresa Noce, della legge n. 394/1951: “Conservazione del posto di lavoro alle lavoratrici madri“. E firmò anche la legge n. 35/1952: “Estensione dell’assicurazione assistenza malattie ai lavoratori addetti ai servizi domestici familiari“, insieme a Giuseppe Di Vittorio, Fernando Santi e Gisella Della Portella.
Fu inoltre tra i firmatari della legge di abrogazione della normativa elettorale maggioritaria del 1953 (la cosiddetta “legge truffa”), insieme a tutti i maggiori esponenti del Partito Socialista (Pietro Nenni, Sandro Pertini, Riccardo Lombardi, Lelio Basso e altri).
Altre sue proposte di legge sulle pari opportunità e il diritto di famiglia, non approvate all’epoca perché troppo avanzate, sono state oggetto di grandi battaglie civili nei decenni successivi (tutela della maternità; tutela giuridica dei figli nati fuori dal matrimonio; modificazione delle norme del Codice civile attinenti alla patria potestà; parità dei diritti e delle retribuzioni per un pari lavoro, solo per citarne qualcuna).
Al termine del secondo incarico da senatrice, Giuliana si ritirò dagli impegni istituzionali e si dedicò completamente al padre facendogli da segretaria. È stata lei a curare il riordino delle carte di Nenni e la pubblicazione delle pagine del suo Diario, e non solo di quello.
La passione per la politica e per il socialismo ha accompagnato Giuliana Nenni anche nei suoi ultimi anni di vita, come dimostrano i suoi frequenti contatti con Boselli, Amato e Vassalli. Ci ha lasciati novantenne, nel 2002.
Ma ci ha lasciato anche tutti i principali scritti di Pietro Nenni. Sono stati, infatti, scritti da lei, ma con le carte del padre, alcuni tra i più fondamentali saggi della polizia italiana, (tutti a firma Pietro Nenni);
Sei anni di guerra civile (con lo pseudonimo di Giuliana Emiliani), nel 1945;
Tempo di guerra fredda: Diari 1943-1956, nel 1981; Gli anni del centro-sinistra: Diari 1957-1966 nel 1982; I conti con la storia: Diari 1967-1971, nel 1983.
Quando le chiesero quale fosse la maggiore preoccupazione di Pietro Nenni prima di morire, Giuliana rispose:
“Lo strapotere dei partiti che stanno minacciando la fragile democrazia e la Costituzione del nostro paese”.
Era il 1980. Nulla è cambiato.
E quando a Giuliana fu chiesto di svelare quale fosse la ricetta del padre per una buona politica, non ebbe dubbi e rispose:
“L’uomo giusto nel posto giusto, era la massima di papà. Era sempre pronto a riconoscere che un uomo capace, democristiano o comunista, fosse meglio di un socialista incapace. E viceversa”.
Era il 1980. Non solo nulla è cambiato, ma peggio: di persone come Pietro e Giuliana Nenni ne mancano. Troppo.


1 commento
Rivelo una cosa su Giuliana che era con me nel Comitato centrale e poi nell’Assemblea nazionale del Psi. Quando ci dividemmo sulle mozioni, che erano tre nel novembre del 1992 l, e cioè quella di Craxi, quella di Martelli e quella di Spini, Giuliana votò per la mozione Martelli e Tamburrano mi disse che l’aveva convinta il mio intervento.