Sono 14 le misure, contenute nella legge di Bilancio per il 2024, rivolte direttamente o indirettamente ai giovani. Per quest’anno lo stanziamento è di poco inferiore agli 800 milioni di euro, su una spesa totale di circa 25 miliardi di euro (siamo quindi fermi al 3% del totale). Tradotto: le risorse stanziate per i giovani risultano ora ben inferiori rispetto a quelle previste nella legge di Bilancio per il 2023. Lo scorso anno le risorse per i giovani erano state pari a circa 2,2 miliardi di euro, ossia il 5% del totale. La principale misura rivolta direttamente ai giovani è la proroga, fino a tutto il 2024, della garanzia statale sui mutui per l’acquisto della prima casa per chi ha meno di 36 anni di età e un ISEE inferiore ai 40 mila euro. Per questa misura il governo ha stanziato 282 milioni di euro. Ma sempre per gli under 36, però, il governo non ha prorogato l’esenzione dal pagamento delle imposte per l’acquisto della prima casa, che l’anno scorso era costata circa 132 milioni di euro. Tra le misure indirette che potrebbero avere un effetto sui giovani il governo ha aumentato il cosiddetto “bonus asilo nido“, per aiutare le famiglie a pagare la retta degli asili pubblici e privati. Ma allo stesso tempo è aumentata dal 5 al 10% l’Iva sui prodotti per l’infanzia, con cui il governo conta di recuperare 163 milioni di euro. Che beffa. Inoltre, va detto che l’aumento delle risorse per il bonus non basterà a coprire l’intera retta in alcune città italiane, e che in molte altre città gli asili nido sono troppo pochi in rapporto al numero di bambini piccoli. Ma forse i parlamentari che hanno deciso del Bilancio non hanno figli da portare all’asilo….
Se nel 2003 i giovani compresi nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni erano 13 milioni, nel 2023 il rapporto del Censis ne ha registrati solo 10 milioni: un dato che continuerà a calare anche nei prossimi anni, con la previsione di arrivare a contarne solo 8 milioni nel 2050. Se il calo demografico non interessa il governo della Meloni, ai giovani preoccupa anche la mancanza di politiche che li riguardano in prima persona. È quanto emerge dagli ultimi rapporti pubblicati: il 73,4% dei giovani italiani crede che l’Italia stia andando inevitabilmente verso il declino. Ma il futuro non è l’unica preoccupazione. Bisogna aggiungere anche la paura per il clima, lo scoppio dei conflitti globali degli ultimi anni e la pressione in aumento dei flussi migratori. Dal punto di vista economico la situazione non è migliore. Anche se attualmente l’età legale della pensione è di 67 anni, infatti, un giovane che inizia a lavorare oggi all’età di 22 anni ha la speranza di andare in pensione solo a 71 anni. L’età pensionabile degli italiani supera quella media dei paesi OCSE, che si assesta tra i 64 ai 67 anni. La speranza di andare in pensione, quindi, vale solo quelli che a 22 anni hanno già iniziato a lavorare, e questo non rappresenta di certo la maggior parte dei giovani di oggi. Il nostro paese occupa il quinto posto, insieme alla Cina, nella classifica dell’OCSE per il tasso di disoccupazione giovanile. I dati provvisori dell’ISTAT per il mese di ottobre hanno mostrato che il tasso di disoccupazione giovanile è salito del 24,7% rispetto al mese precedente. Quelli che invece hanno la fortuna di avere un contratto sono già consapevoli che in trenta anni i salari in Italia sono cresciuti solo l’1% rispetto al 32,5% dei paesi OCSE.
Forse tra le verità troppo poco considerate c’è che oggi il parlamento è ancora troppo anziano, e distante dagli Under 35, per far sì che loro si possano sentire rappresentati. O sarà anche vero che sono aumenta l’allontanamento dei giovani dalla politica. Rattrista ulteriormente la considerazione che, nonostante il 2022 sia stato l’Anno europeo per la Gioventù, nessuna delle tante iniziative messe in atto dalle istituzioni europee abbia lasciato qualcosa di concreto per i giovani europei. Ad eccezione del progetto Erasmus, che ormai da decenni agevola gli universitari europei, ben poco è rimasto apparecchiato dai singoli Stati per sostenere fattivamente la progettualità dei giovani.
“Battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale; la libertà senza giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. Bisogna che la libertà sia unita alla giustizia sociale. Sono un binomio inscindibile. Lottate quindi con fermezza, giovani che mi ascoltate, perché lottate per il vostro domani e per il vostro avvenire, ma siate sempre tolleranti. Lottate con la passione con cui ho lottato io e lotto ancora oggi, nonostante gli anni, per le vostre idee e per questi principi” – Sandro Pertini ai giovani.

