Ho ascoltato qualche intervento in diretta al Congresso di Futuro nazionale. Mi sono sembrati la testimonianza della retorica di un fascismo posticcio e animato solo dall’odio per gli immigrati e per tutti i diversi. Sono stati tanti i richiami alla Decima Mas, a Giorgio Almirante, parafrasando la sporca dozzina. Facciamo i conti: Vannacci non ha l’intelligenza politica di Mussolini anche se vorrebbe assomigliargli e si rifiuta di parlare di antifascismo, l’Italia deve pensare a sé (come se pensare solo a sé stessa facesse il bene dell’Italia), aperta simpatia per Putin e per i dittatori, nessun euro più deve essere inviato all’Ucraina, gli immigrati vanno deportati, i gay sono malati, nessun diritto alle famiglie che non siano composte da un uomo e da una donna, e molto altro ancora. E’ tutto molto vecchio e già vissuto. Un’Italia da anni trenta nel 2026. Un passato trapassato che si vuol rivivere. Come l’Eiar, le canzoni di Rabagliati e l’Africa orientale italiana. Una storia che non si ripeterà. Generale, queste cinque stelle, ste cinque lacrime sulla mia pelle, che senso hanno? Problema politico non da poco. Accettare un accordo col centro destra sentendosi accusare d’essersi venduto per le poltrone oppure presentarsi in solitudine sentendosi accusare di aver fatto vincere la sinistra. Generale, non bastano gli ordini di servizio e le maniere forti. Servirebbe testa per fare politica.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


2 commenti
State attenti la gente è esasperata i De Luca e i Vannacci sono visti come l’ unica soluzione
Si può essere lontani, o lontanissimi, dalle posizioni del Generale, ma se i numeri del consenso che riceve sono quelli espressi oggigiorno dai sondaggi, va messo in conto che la sua “visione” delle cose dia voce allo ”stato d’animo” di una fascia non insignificante dell’elettorato, altrettanto legittimo di quanti la pensano diversamente, e che semmai rispondono col liquidare come inascoltabili e irricevibili le posizioni del Generale.
In questi giorni mi capita di ascoltare simpatizzanti della sinistra ai quali non dispiace l’idea, o l’ipotesi, che l’affermarsi di Futuro Nazionale possa “destabilizzare” il centrodestra, e in tal senso mi sembra abbastanza simmetrico o speculare l’atteggiamento di taluni “centristi”, o che almeno si dichiarano tali, salvo il lasciar poi supporre di non essere equidistanti dai due poli ma maggiormente vicini alla sinistra.
Se non ricordo male, il centrodestra ha ufficialmente avanzato la proposta del sistema elettorale proporzionale nel febbraio di quest’anno, dopo che se ne era già sentito parlare da un qualche tempo (e dunque prima che i sondaggi mostrassero il crescente consenso acquisito dal Generale), e all’epoca ebbi occasione di udire più d’un “centrista” pronunciarsi a favore di detta proposta, vista anche nella logica “anti-bipolarista”.
Ora invece tale loro voce sembra essersi silenziata, e la spiegazione che riesco a darmi, anche se potrebbe rivelarsi sbagliata, è quella che il mantenimento dell’attuale sistema elettorale, con la sua quota maggioritaria, rappresentata dai Collegi Uninominali, possa penalizzare il centrodestra, qualora lo stesso, ossia il centrodestra, non riesca a trovare accordi col Generale, come nella attuale fase diversi elementi farebbero supporre.
Paolo Bolognesi 17.06.2026