Segue da qui Un bell’adagio, che quando lo senti per la prima volta da giovane magari ti rimbalza per l’intrinseca sfiducia che racchiude, è: tutto il mondo è paese. Poi cresci e capisci che ciò che c’è di intrinseco è la verità, e il dolore della disillusione che essa comporta è il prezzo dell’accettazione.
In questi giorni gira la notizia e lo sgomento circa l’omissione della comunicazione di un risultato scientifico da parte del RIS di Parma guidati dal gen. Garofano, dato che ha avuto decisiva rilevanza nella condanna ad Alberto Stasi. Per precisione di cronaca: è passata alla PM l’informazione secondo la quale il primo test effettuato avrebbe rilevato DNA da sangue sui pedali della bicicletta di Stasi, ma i successivi due test negativi che avrebbero rilevato che non solo non c’era sangue, ma nemmeno DNA sui pedali non sono stati riferiti alla PM stessa. E, per favore, questo è un dato certo, già assodato. Quello che ora è da stabilire è il perchè. Cui prodest è l’unica domanda.
Per i fortunati profani per i quali certe cose non sono ovvie: il DNA si trova in qualunque tessuto del corpo, è la struttura identificativa di qualunque cellula, trovarlo anche senza sangue significa ad esempio trovarlo in un campione di ossa o di pelle o di saliva, come infatti ricavato dall’altro reperto, il cucchiaino, usato da Chiara per la sua ultima colazione in quell’infausto giorno.
Ora, sempre per dovere di cronaca, ci tengo ad aprire una piccola (!) parentesi sul gen. Garofano, mi stupisce che chi fa giornalismo d’inchiesta serio ancora non l’abbia ritirato fuori. Perchè il gen. Garofano ha un bel curriculum a riguardo. Che lo fa o diavolo o santo, non ci sono vie di mezzo.
Nel 2004 Carlo Taormina, allora difensore di Annamaria Franzoni nel caso Cogne, accusò pubblicamente Garofano e il RIS di avere manomesso o alterato un reperto relativo all’indagine sull’omicidio di Samuele Lorenzi e Garofano reagì presentando querele per diffamazione. Nel 2007 Taormina presentò un ulteriore esposto e nel 2009 Garofano venne iscritto nel registro degli indagati per peculato, truffa ai danni dello Stato, falso ideologico in atto pubblico, e abuso d’ufficio. Indagine quest’ultima archiviata nel 2013. Archiviata, ovvero non si è arrivati a fare un processo.
Circa le querele per diffamazione fatte da Taormina che allora era parlamentare alla Camera dei Deputati, anche lì fu tutto archiviato perchè la Corte Costituzionale deliberò che quelle dichiarazioni erano coperte dall’insindacabilità parlamentare prevista dall’art. 68 della Costituzione. Per questo il PM chiese l’archiviazione. L’iter non è stato così lineare, Garofano si oppose… ma alla fine non si arrivò mai a processo. Quindi non è corretto dire né che Taormina fu condannato per quelle accuse, né che Garofano fu giudiziariamente scagionato dalle accuse: il merito delle accuse di diffamazione non fu mai deciso dalla Corte costituzionale.
Nel 2009 Garofano si dimette dall’Arma dei Carabinieri specificando che non era per l’inchiesta giudiziaria, ma per motivi “professionali, personali e famigliari”. In effetti provò ad entrare in politica quell’anno. E comunque sarebbe stato un atto più che dovuto da parte di una persona responsabile, lasciare un incarico almeno fino a quando non sarebbe stata chiarita la vicenda giudiziaria. Visto che poi ha continuato a fare un’attività correlata, ma in veste privata, si vede che gli piaceva il mestiere, perchè lasciarlo se erano accuse infondate? Forse perchè a gestire certe cose da esterni si rischia meno che a farlo nel nome dell’Arma dei Carabinieri? Forse. O forse no. Nel caso Garlasco era a capo del RIS nel 2007 a gestire le indagini, uscito dall’Arma ha fatto da consulente privato per Andrea Sempio. Poi lasciò anche lì.
Ps. l’interrogatorio di questi giorni a Garofano per chiarire quell’omissione (con coinvolgimento di nomi come Portera, Marino etc..) è durato dalle ore 17:30 alle ore 17:52.
Ora, io non voglio insinuare brutti pensieri anche perchè danno informazioni a spizzichi e bocconi, quindi è incauto presumere di avere il quadro completo. Però qualche pezzo del puzzle mi si incastra. FATTO: Garofano non è uno estraneo a un certo tipo di contestazioni. Non è mai arrivato a processo, ma nemmeno chi lo accusava. FATTO: il codice di procedura penale obbliga chi fa gli esami scientifici ad informare il PM e questo non è stato fatto da chi era formalmente incarico, l’allora Capitano Marino, oggi Colonnello. FATTO: i Sempio hanno tirato fuori dai 45 ai 60 mila euro che sarebbero stati dati agli avvocati, ma per i quali non c’è fattura, quindi è solo a detta loro che in quelle mani sono rimasti.
Ripeto, non voglio insinuare pregiudizio però ricordo anche a tutti che la corruzione in Italia non è un fatto raro. Ora, che la vita di una persona possa valere 22 minuti o 15 mila euro (a cranio o 45/60 equamente ripartiti per competenza) e che a deciderlo possano essere persone che indossano la divisa di pubblico ufficiale prima ancora delle brutte sentenze di certi giudici… beh, allora vi racconto questa, fresca fresca, accaduta a me lo scorso 15 settembre.
Udienza relativa alla seconda volta in cui sono stata aggredita dall’Orco e nella quale sono riuscita ad avere la meglio e a lasciarlo per terra dunque sono io l’indagata oggi, rischio io una condanna per essermi difesa! Meglio comunque di un loculo per non esserci riuscita. Vediamo se un qualche giudice riesce a capirlo.
Comunque: quel giorno l’Orco comincia ad insultare me e mia madre dal mattino. Nel primo pomeriggio vediamo arrivare due Carabinieri che parlano con l’Orco, ma da me e da mia madre, soggetti delle vessazioni o minaccia per l’Orco tanto da chiamare i Carabinieri, non vengono a parlare. Passano ore, arriva quasi ora di cena, l’Orco riparte con le provocazioni e poi con l’aggressione. E tutto è da me registrato in video. Il 15 settembre scorso viene in aula a testimoniare uno di quei due Carabinieri usciti nel pomeriggio, F. M. ora in pensione.
E mente. Palesemente mente. Ma non lo dico io solo per mia versione, lo dice il verbale che aveva redatto quel giorno dell’uscita. Dato l’articolo 114 del Codice di Procedura Penale non posso pubblicare ora i documenti perchè il processo è in corso, ma posso darne un resoconto essendo un processo a porte aperte. Ma una volta che sarà possibile, non solo pubblicherò il verbale di quel giorno e quello dell’udienza, ma anche il nome e cognome di quel Carabiniere e se la trovo la foto. Infamia massima a chi si comporta da delinquente vestendo l’effigie dello Stato, quindi infamando tutto il popolo italiano che rappresenta! Nell’interesse di tutti, è dovere civico denunciare il mal operato di chi rappresenta lo Stato.
Nel verbale di uscita dei Carabinieri oggi agli atti è riportato che chiamando i soccorsi (immagino, perchè la chiamata al 112 io non ho potuto sentirla, non so cosa abbia raccontato l’Orco da giustificare l’uscita di una volante, so solo che una volta a me che li chiamai per l’ennesima aggressione verbale dicendo che ero già stata picchiata due volte mi fu risposto “se ora è al sicuro in casa, vada domani a denunciare, che usciamo a fare”) l’Orco parla di una situazione di conflitto con la sorella (mia madre) non parla di sua nipote (io) e che una volta arrivati sul posto non vedendo situazioni di pericolo i Carabinieri hanno preferito non parlare con la nostra parte per non riaccendere gli animi… Carabinieri codardi, incompetenti, in malafede o falsamente previdenti? Decidete voi, il peggio è arrivato lo stesso quella stessa sera quindi quell’azione non era quella giusta, oltre che non essere da procedura.
Ora, al mondo ci sono anche i mezzo-scemi, non solo i tutto-scemi, meglio nascere tutti scemi invece che a mezzo, diceva una mia nonna. In aula quel Carabiniere ha affermato di aver parlato con me. Che non solo non è successo, ma contraddice il loro verbale di uscita e mi deve spiegare come fa ad identificarmi in fase di processo, quando mai ha visto i miei documenti e perchè me se l’Orco parlava della sorella, non della nipote!
E soprattutto: esci per una situazione di pericolo e non ti confronti con entrambe le parti? Allora ti basta la parola di uno solo. E’ rispetto dei diritti questo? Con la sola parola dell’Orco ti presentati in Tribunale. Ditemi voi, questo è il comportamento che ci aspettiamo da un Carabiniere? Come hanno fatto a valutare che il pericolo era passato (evidentemente sbagliando visto il successivo trascorso) non avendo parlato con una delle parti? E se, come sostengo io da sempre e come è la realtà che si è dimostrata, quella in pericolo ero io? Chi mi ha tutelata a me? Già picchiata e con una sentenza già in giudicato in cui l’Orco è colpevole.
Quei Carabinieri non hanno fatto bene per nessuna delle parti per evitare il peggio, ma hanno agevolato l’accusa con questa “omissione”. Tutto il mondo è paese, capite? Se ci sono i soldi. Una delle figlie dell’Orco non a caso disse all’inizio di tutto: “Adesso vediamo chi ha più soldi per saltarci fuori in Tribunale”. Sangue marcio fa sangue marcio..
In fin dei conti chi sono io, nessuno. Figlia di gente onesta, contadini e artigiani che quello che hanno è perchè sanno fare ed arriva ad un certo limite perchè 24 sono le ore del giorno…. I lavori d’intelletto… che prevedono “gli ordini” ma quando mai senti uno radiato… i lavori pagati dallo Stato… dove nessuno ti licenzia perchè nessuno si prende la responsabilità… Ma pensate davvero che la burocrazia che incatena l’Italia sia solo negli uffici comunali?
Chi mi conosce sa che il giorno stesso che ho saputo che quei Carabinieri erano di Albinea ho detto “questa è tutta una farsa”. Il paese in cui vivo è di competenza di un altro Comando ben più grande e più vicino. Ci sono altri due Comandi più vicini di quelli di Albinea. Erano tutti fuori quel giorno? Che coincidenza che arrivano proprio quelli del paese dove vive l’avvocato dell’Orco.
Era tutto pianificato a tavolino fin dal mattino, inclusi i bugiardi testimoni (anche i loro verbali pubblicherò quando sarà ora) che in una situazione di tensione perdurante l’intera giornata sono rimasti nel raggio d’azione utile, non una passeggiata quel giorno, non un pisolino pomeridiano… niente, tutti li pronti.
Così è se vi pare, signore e signori. Prima ci svegliamo, prima possiamo pensare di fare qualcosa di buono per le generazioni a venire. Siamo un pease del terzo mondo in termini di correttezza, trasparenza e diritti. Come stiamo infangando la memoria dei nostri antenati. Ce la faranno pagare peggio che la Von Der Leyen. Se avete tempo e voglia informatevi sul presidente del Burkina Faso, Ibrahim Traoré, quanto è straordinario quello che sta facendo quell’uomo. Parla francese quindi chi riesce può ascoltarlo senza traduzione.
Non è più l’omicidio di Chiara Poggi, è il sacrificio di Chiara Poggi, la sua morte è un martirio, la strada che forse porta a prendere coscienza di tante cose che girano attorno a questa “ignobile giustizia” fatta dagli uomini. Quante cose stanno saltando fuori con la sua morte. Ma non ci sono solo errori giudiziari che portano persone ad essere ingiustamente detenute in galera.
Pensate a quante persone sono state deluse, ingannate o truffate con questi giochetti nei Tribunali e ci hanno rimesso soldi, salute, lavoro e magari fedina penale anche senza andare in carcere. Io ad esempio non posso partecipare a concorsi pubblici finché sono in atto questi processi. E se mi si condanna per essermi legittimamente difesa, non potrò più farlo a vita. L’Orco seppur con una condanna penale in giudicato, ha continuato a percepire l’affitto dallo Stato per degli ucraini e africani che aveva nei suoi appartamenti. La mancata comunicazione del cambiamento dei requisiti che permettono di ricevere soldi dallo Stato è un reato penale di per sé. Ma se hai la compiacenza di un tecnico comunale che non controlla… Ce la si prende sempre solo coi giudici, dimenticando che c’è sempre una squadra di lavoro alle spalle di qualunque procedimento. Ma le teste non saltano!!
Quanto stimo Alberto Stasi per aver detto questa frase: “Spero nelle persone di buona volontà”. Di preciso ha detto “uomini”, ma lo perdono se ci pensa un pò su. E’ una frase che detta da un prete è retorica, ma detta da qualcuno che vive quello che sta vivendo lui, aver integrato nella propria esperienza questa massima che dici con la stessa naturalezza con cui diresti che l’acqua disseta… Beh, Alberto Stasi merita l’attenzione di tutti noi e del nostro dio cristiano se esiste (per chi ci crede) perchè della sua resilienza ha fatto un atto concreto che va oltre la pochezza umana di qualunque abito talare, legale, ufficiale.
Continua poi…

