Addio Francesco, ultimo ad andartene dei miti della mia generazione. Dopo De Andrè, dopo Battisti, dopo Lauzi, dopo Gaber, dopo Dalla e dopo Jannacci. Molto tempo dopo Luigi Tenco. Poco tempo dopo Gino Paoli. Ora siete tutti insieme e forse un grande concerto, con Bindi al pianoforte, ce lo potete promettere quando vi avremo raggiunto. Te ne sei andato in silenzio nella tua Pavana. Hai diffuso poesie e accordi con la chitarra come Fabrizio. Molto simili i due per gli accenti sublimi dei ricordi e dei racconti. E anche nella semplicità delle note di accompagnamento. Molto diversi, più terragno, estroverso, bettoliere e bevitore Francesco, mentre Fabrizio era introverso e narratore di favole sublimi, cantore medioevale. Tutti e due di scuola francese influenzati da George Brassens. Entrambi hanno segnato la mia generazione. Entrambi sono stati pezzi della mia vita. Auschwitz e Dio è morto sono nati da Francesco ma prima di lui da quei complessi emiliani su cui faceva affidamento. Poi Canzone per una amica e Incontro, troppo facili con un giro di la minore e di do maggiore per non essere suonati e cantati in compagnia. E La locomotova e Via Fabio Fabbri e la lirica Il vecchio e il bambino e tante altre. Bisogna tornare a quei tempi per provare le emozioni che suscitava la notizia di un nuovo disco di Guccini. Lo aspettavi perché ne avevi bisogno più di un nuovo messaggio politico. Guccini era anche socialista. Ma questo é forse il ricordo meno importante che ho di lui. Di lui ricordo Le osterie di fuori porta che rappresentano l’amicizia e il candore di un comunità, il sapore degli anni perduti col cantautore improvvisato che ti suonava un suo pezzo e il poeta ubriaco che leggeva una sua sgangherata composizione. Ricordo anche il Guccini del debutto come cantautore col 45 giri Il sociale e dietro L’antisociale. Andavo alla ricerca dei suoi dischi e non li trovavo. Trovavo solo i Nomadi con pezzi di Francesco. Quando Guccini si esibiva portava con sé non una bottiglia d’acqua ma di lambrusco che beveva a sorsi per sgranchirsi la voce. Se devo ingurgitare un liquido cosa c’é che sia meglio del vino? Tra Modena e Bologna in molti la pensano così. Come il mercante di liquore a cui il suonatore Jones di De André formulava la retorica domanda: “Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

