
Continuiamo con la pubblicazione di una serie di interviste fatte ai candidati, espressione del nostro movimento alle elezioni europee. Saranno utili per permetterci di conoscere le persone, il loro pensiero, i loro progetti, per decidere di sceglierli e di votarli.

Oggi presentiamo Massimo Seri candidato alle europee nel collegio del Centro.
1.- per quali motivi è nata la sua passione politica.
L’idea di poter in qualche modo contribuire allo sviluppo della mia città mi ha sempre accompagnato fin da giovane. Questo desiderio di partecipare alla vita pubblica mi ha portato, già da ragazzo, ad impegnarmi prima nel volontariato e subito a seguire nelle istituzioni locali, passando dal consiglio di circoscrizione, al consiglio comunale e alla provincia. Per me il senso dell’attivita politica si sostanziava in un impegno totale verso il territorio e la sua comunità. I 10 anni trascorsi a capo dell’Amministrazione comunale della mia città rappresentano il coronamento di questa mia “vocazione”.
2.- le ragioni della sua candidatura.
In tutti i miei anni di esperienza amministrativa ho potuto toccare con mano quanto siano sempre più determinati per il territorio le scelte che vengono fatte (o che invece non vengono fatte) sul piano europeo. Per citare un esempio: stiamo ancora portando avanti progetti e investimenti finanziati dal PNRR, senza questo strumento l’uscita dalla crisi post pandemica sarebbe stata durissima. Sul fronte della transizione ecologica ed energetica, per citare un altro ambito rilevantissimo, le scelte e le opportunità territoriali sono strettamente conesse alle decisioni assunte a livello europeo. L’esperienza di questi anni però mi ha portato a prendere coscienza di quante opportunità vengono sprecate, o non colte, a causa della complessità burocratica o dalla difficoltà di “mettere a terra” progetti strategici per gli obiettivi fissati dall’UE. E questo allontana cittadini e imprese che sempre più spesso sono portati a considerare l’Europa un problema, un vincolo, un obbligo e non un’opportunità. Spero di poter dare il mio contributo per un’Europa “più facile”, più comprensibile, più diretta.
3.- perché in Azione.
Perché in Azione ho visto un progetto politico convincente e affine alla mia cultura politica, che è quella del riformismo socialista. Perché in Azione ho visto l’impegno di costituire un partito politico autentico, aperto, organizzato, democratico.
4.- quale dovrebbe essere secondo lei il ruolo dell’Italia nell’Unione Europea
L’Italia da Paese fondatore non può che avere un ruolo da protagonista. Un ruolo che non si esercita battendo i pugni sul tavolo o ponendo veti. Certo, a volte può servire il pugno duro per superare i momenti d’impasse ma il ruolo da protagonisti lo si esercita con la capacità d’iniziativa politica, l’impegno nel proporre soluzioni innovative, migliorative. Questo lo puoi fare solo se ti dimostri iterlocutore credibile, se metti in campo rappresentanti autorevoli e se fai gioco di squadra.
5.- quale dovrebbe essere secondo lei il ruolo dell’Unione Europea nel mondo
L’UE, in un mondo dove gli Stati democratici sono una minoranza, dovrebbe prima di tutto garantire la pace e la prosperità delle democrazie. Di tutte le democrazie, anche quelle più giovani. Deve farlo utilizzando la cooperazione economica e commerciale, le relazioni diplomatiche, il multilateralismo, e la collaborazione politica. Ma deve iniziare a farlo anche dotandosi di un proprio sistema di difesa e con una visione strategica unitaria.
6.- quali cambiamenti lei pensa si debbano apporre ai meccanismi di funzionamento della macchina istituzionale europea.
Sicuramente un potenziamento del Parlamento europeo, l’abolizione del voto all’unanimita’ in Consiglio.
7.- quali sono le emergenze del suo territorio che lei ritiene possano essere oggetto della sua attività di parlamentare europeo
Il mio territorio ha assoluta necessità di infrastrutture di trasporto moderne: stradali, ferroviarie e portuali. Ma il mio territorio ha anche una fortissima necessità di interventi diretti alla mitigazione del rischio climatico e alla messa in sicurezza idrogeologica del territorio. Purtroppo negli ultimi anni sono sempre più numerosi gli eventi climatici estremi che provocano tragedie.
8.- ci sono differenze di interessi e peculiarità tra i paesi europei che si affacciano sul mediterraneo e quelli continentali
Sicuramente esistono interessi e problematicità differenti. Pesca e agricoltura, logistica e infrastrutture idriche, turismo. Sono settori che hanno pesi diversi nelle economie e nei territori costieri rispetto a quelli continentali, spesso anche un’organizzazione strutturalmente diversa. Poi ci sono specificità che affondano nella storia e nelle culture nazionali: ad esempio il “valore” che la casa di proprietà ha (o aveva) nella mentalità degli italiani. Comprare casa significava “mettere su famiglia”, emanciparsi dalla famiglia di origine, crescere, affermarsi. Il riverbero di questa cultura lo si vede ancora nelle statistiche nazionali e nella quota di spesa pro-capite che l’italiano medio dedica alla casa.
9.- il ruolo dell’Europa nello scacchiere internazionale.
Pur con tutti i limiti e le incrostazioni, il Consiglio di sicurezza dell’Onuh rimane l’organo che detiene il potere più pregnante nel campo delle relazioni internazionali, di conseguenza per consentire alla UE di svolgereun ruolo determinante nello scacchiere internazionale occorerebbe che l’Unione ottenesse un seggio permantente in quella sede. Obiettivo, oggi, quasi impossibile ma che comunque dovrebbe rimanere come prospettiva di lungo termina. Nel frattempo lavorare a sinergie sempre più strette nel settore della difesa, della ricerca e dell’aerospaziale. Un salto qualitativo va poi fatto nella gestione dei flussi migratori.
10.- la questione delle situazioni di crisi nelle aree teatro di conflitti.
E’ importante procedere con l’organizzazione di una forza di dispiegamento rapido europea per consentire all’UE di reagire in modo rapido ed efficace a conflitti e crisi al di fuori dei suoi confini. I compiti principali del contingente devono comprendere le operazioni di soccorso ed evacuazione, l’ingresso iniziale e la fase iniziale delle operazioni di stabilizzazione, nonché il servizio di rafforzamento temporaneo di altre missioni. La capacità di dispiegamento rapido potrebbe inoltre essere utilizzata come forza di riserva per garantire un’uscita in caso di necessità.
11.- le elezioni europee potranno segnare un cambio di passo nella politica nazionale: secondo lei in che senso.
È probabile ma solo per motivi di riequilibrio tra le diverse forze politiche, in particolare tra quelle di governo. Il risultato della Lega e il conseguente destino del suo leader potrebbero innescare cambiamenti importanti…e forse imprevedibili.
12.- il sistema politico italiano è dominato dal bipolarismo: lei pensa che la nascita di un terzo polo possa avere degli effetti positivi?
Si, indubbiamente.

