C’è sempre qualcosa di nuovo sul fronte dell’atteggiamento degli Stati in relazione al problema delle migrazioni. L’ultimo esempio viene dalla Finlandia, recente acquisto della Nato che, in attesa dell’arrivo della Svezia, ancora bloccata in questo senso dai capricci di Erdogan, ha aderito alla Alleanza Atlantica in risposta all’aggressione di Putin all’Ucraina. Già membro dell’Unione Europea, Helsinki ha definitivamente abbandonato quella neutralità che era diventata negli anni scorsi la sua caratteristica principale e aveva contraddistinto le sue relazioni con la confinante Russia. Ma oggi di fronte allo scoppiare della guerra in Ucraina la Finlandia non ci ha pensato due volte a scegliere la Nato come ombrello di difesa, rispetto alle più consistenti possibili minacce russe, confermando la scelta filo occidentale che già l’aveva fatta avvicinare a Bruxelles.
Nell’Unione Europea avevamo in questi anni visto reazioni diverse alla questione emigrazioni, da chiusure totali e erezione di muri negli Stati del patto di Visegrad) a respingimenti dei clandestini con l’eccezione dei richiedenti asilo da Paesi in guerra o in cui veniva praticato lo sterminio degli stessi per ragioni politiche o razziali, al rispetto dei diritti umani delle persone. Ma la decisione di Helsinki di chiudere l’ultimo varco di frontiera con la Russia assume una ragione particolare. Secondo il Premier finlandese Petteri Orpo, infatti, c’è la mano di Mosca nel notevole aumento dei disperati che arrivano nel Paese per due motivi: per indebolire e destabilizzare il Governo agli occhi dei cittadini e come ritorsione all’ingresso di Helsinki nella Nato. Migrazioni ad uso politico insomma spinte da Paese che ne avrebbe i benefici. Di qui la decisione di chiudere progressivamente tutti i confini con la Russia fino all’ultimo e cioè quello di Raja-Jooseppi, in Lapponia, dove le temperature sono particolarmente fredde raggiungendo in inverno qualche decina di gradi sottozero.
La Ministra dell’Interno Mari Rantanen, in una conferenza stampa, ha affermato che il massiccio afflusso di migranti è il risultato di un’operazione russa che porta i tratti distintivi del traffico di esseri umani e che il Paese non si piegherà di fronte a questa azione segnalata dall’Intelligence di Helsinki. Tra le contromisure prese vi è stata anche la richiesta alla Polonia di inviare un contingente di truppe per supportare le forze finlandesi di guardia ai valichi di frontiera. Varsavia ha risposto positivamente all’alleato Nato e partner Ue inviando anche un gruppo di consiglieri militari per questioni a livello operativo. Alcuni organi di stampa finlandesi avevano, nei giorni scorsi, pubblicato la notizia che le ambasciate russe avevano moltiplicatore i visti alle persone provenienti dal Corno d’ Africa per entrare in Russia e con l’ aiuto dei servizi di sicurezza di Mosca proseguire il loro viaggio verso il confine con Helsinki.
Chi, invece, non ha preso assolutamente bene la decisione di Petteri Orpo è stato Vladimir Putin. Il Cremlino ha considerato questo l’ultimo di una serie di atti ostili che si è aggiunto al sostegno di Kiev, all’invio di armamenti agli ucraini, all’aumento delle pressioni per le sanzioni, nel quadro di una evidente conflittualità. Mosca ha promesso una risposta alle azioni anti russe della Finlandia. Sono definitivamente tramontati i tempi del fiorente turismo degli oligarchi e possidenti russi. In Finlandia non riescono più ad arrivare neppure i migranti.

