Fabio Fabbri era nato giornalista, collaboratore de Il Mondo di Pannunzio, di tendenza liberalsocialista. Avvocato di professione, giornalista per hobby, scoprì la politica e, fin da giovane (Fabio era di Tizzano, comune sull’Appennino parmense nel 1933) scelse la militanza socialista. Al congresso del 1968 fu esponente della mozione di Antonio Giolitti, nella quale si raggruppavano molte delle più fresche intellettualità socialiste. Nel 1976, dopo essere stato consigliere, assessore e vice presidente della Provincia, fu eletto senatore. In lui il Psi riconobbe i segni del necessario rinnovamento morale a seguito dello scandalo che coinvolse il Psi di Parma proprio in quell’anno. Fabio era una garanzia di socialismo dai buoni odori, profumato di coerenza e radicato in un territorio montanaro dal quale non si discosterà mai. Il suo volto smilzo incarnava bene il socialismo emiliano, la sua cadenza quello parmigiano, ma non si sentì mai vocazionalmente provinciale o nazionale. Restava profondamente tizzanese, uomo d’appennino, col naso irsuto che ricordava i tratti ispidi delle sue montagne. Il suo legame con il paese natale é poi certificato dal riconoscimento della cittadinanza onoraria che il sindaco di Tizzano volle conferirgli qualche anno orsono. Fabio sarà ininterrottamente senatore dal 1976 al 1994. Tra i più fidati collaboratori di Craxi, sarà più volte ministro, oltre che presidente del gruppo dei senatori socialisti. Tre i dicasteri di cui ha avuto la responsabilità: Affari regionali nel quinto governo Fanfani fra l’82 e l’83, Politiche comunitarie nel secondo governo Craxi fra l’agosto 86 e l’aprile ’87 e Difesa con Ciampi dall’aprile del ’93 al maggio del ’94. A questo vanno aggiunti 10 mesi fra il giugno del ’92 e l’aprile del ’93 come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Giuliano Amato e altri incarichi come sottosegretario all’Agricoltura e Foreste in quattro esecutivi diversi. Tutto questo a testimonianza della stima e dell’apprezzamento unanime di cui Fabbri ha goduto nel Psi. Non abbandonò la lotta politica dopo Tangentopoli da cui non venne minimamente sfiorato. E tornò subito in campo alle elezioni europee del 1994 nella lista Ps-Alleanza democratica. Il suo coraggio e il suo altruismo vennero premiati da un risultato incoraggiante in una lista che a livello nazionale raccolse briciole. Non lasciò mai il nucleo socialista che non intendeva mollare mantenendo rapporti con Boselli ed Intini e partecipando a quasi tutte le iniziative politiche promosse dai socialisti in provincia di Parma. Lui era nato, per caso, a Ciano d’Enza, attuale comune di Canossa, e si considerava anche un po’ reggiano. Insieme promuovemmo un’iniziativa sui rapporti Reggio-Parma che coinvolse i due sindaci, i due presidenti della provincia e che tentò di lanciare una proposta di pianificazione interprovinciale. Mi telefonava quasi ad ogni articolo che gli mandavo, scritto sull’Avanti. Posso dire di essere stato negli ultimi anni della sua vita il socialista col quale ha mantenuto più rapporti. E le domande erano sempre le stesse: c’é spazio, cosa pensi si debba fare? Pensava alla maledizione di un partito cancellato dopo avere avuto ragione nella storia. Soffriva, ma non si rassegnava. Dopo Ferrarini, Piro, Babbini, Covatta, dei socialisti eletti in Emilia-Romagna nel 1992, ultima legislatura in cui si presentò il Psi, anche Fabbri ci ha lasciato. Per me una sensazione di solitudine e di profonda tristezza.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


11 commenti
Sono Elisa, la figlia di Fabio. Ti voglio ringraziare tanto per la tua serietà politica e per la tua lunga amicizia con mio padre. Finché ha potuto ti ha sempre letto con entusiasmo e approvazione
Lo ricordo con stima nella breve conoscenza d’incontro che ebbi con lui in un altro momento triste, il funerale di Libero Della Briotta. Libero, grande uomo, ammmirava Fabbri….
Sono davvero addolorata e da socialista allora e sempre ho stimato Fabio!
Il senatore Fabbri incontrai una volta ad un convegno. Una persona gentile cordiale, parmense come me.
Mi dispiace sia morto. Condoglianze alla famiglia.
Caro Mauro, apprendo una notizia che mi rattrista molto, la scomparsa di Fabio Fabbri. Ebbi la possibilità di conoscerlo e frequentarlo quando ero segretario nazionale dei giovani socialisti, la FGS. Un serio e motivato politico, un capace uomo di governo. Un GRANDE SOCIALISTA. “ Togliamoci il cappello “
é mancato un galantuomo.
Sentite condoglianze alla famiglia e un fraterno saluto.
Un altro galantuomo socialista che è stato strappato agli effetti dei suoi cari, ai Compagni ed alle ” ragioni del Socialismo”.
Non ho avuto modo di conoscerti, ma ho sentito parlare di te e, come potrai immaginare, mi hanno riferito cose gradevoli sul tuo conto sull’ impegno profuso, oltre che sulla passione.
Ci mancherai, Compagno Fabio
Quando un compagno socialista ci lascia si riaffaccia in me la tristezza dei primi tempi del calvario socialista.
Mani pulite fece allora scomparire molti vecchi compagni che non resistettero al dolore. A tanti di loro facemmo dono di una bandiera socialista da portare con sé nell’aldilà
Ho conosciuto Fabio quando lavoravo a Parma è ho sempre mantenuto ottimi rapporti e cordiale amicizia, l’ho invitato alla Parmasole e al Circolo Pertini, lo andavo a trovare nel suo studio nel centro di Parma. La sua morte mi addolora e non posso esimere da esprimere condoglianze ai famigliari.
Ho conosciuto Fabio quando lavoravo a Parma è ho sempre mantenuto ottimi rapporti e cordiale amicizia, l’ho invitato alla Parmasole e al Circolo Pertini, lo andavo a trovare nel suo studio nel centro di Parma. La sua morte mi addolora e non posso esimere da esprimere condoglianze ai famigliari.
Un altro vero socialista colto, impegnato, capace, ci ha lasciato. L’ho conosciuto e potuto apprezzare in diverse occasioni organizzate dal nostro partito. Mi dispiace davvero tanto e porgo le più sentite condoglianze ai suoi cari.
Con tristezza apprendo la scomparsa del Compagno Fabbri. Lo conobbi personalmente ai Funerali di un altro grande Socialista, Gianfranco Mariotti, spezzino .Li legava da una grande amicizia fecero una legislatura assieme. da Senatori E’ superfluo dire che ci mancano e ci mancheranno. Una cosa possiamo fare per Onorarli cercare di riportare il Partito alla visibilità in modo Unitario e Mauro sa cosa voglio dire.
Infinite Condoglianze alla Famiglia Fabbri.