di Rossano Pastura
L’offensiva congiunta tra la Casa Bianca e il padrone della piattaforma X sta aprendo una crepa senza precedenti nei rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea.
Donald J. Trump accusa Bruxelles di condurre il continente verso il declino, mentre Elon Musk rincara: “L’UE va abolita”. Un attacco coordinato? Forse no. Ma il risultato è lo stesso: l’Europa si scopre vulnerabile come non mai.
Trump apre il fuoco! Nel nuovo documento di Strategia di Sicurezza Nazionale, la Casa Bianca di Trump descrive l’Europa come una regione a rischio “di cancellazione della sua civiltà”, minacciata da politiche migratorie incontrollate, frenata da un sistema istituzionale inefficiente, troppo dipendente dagli Stati Uniti sul piano militare e al tempo stesso ostile agli interessi economici americani.
Musk, l’uomo più ricco del mondo, quello del saluto nazista nonché padrone della piattaforma “x” e di numerose infrastrutture tecnologiche, arriva in supporto e irrompe sulla scena sparando ad alzo zero, arrivando a dichiarare “l’Unione Europea è praticamente il quarto Reich”.
Perché tanta aggressività nei confronti del “vecchio Continente” da parte dei due oligarchi statunitensi? Diversi i motivi, ma due in particolare: la ricerca da parte dell’Unione Europea di un’alternativa al piano di pace (in realtà un business plan per le aziende del “biondo”) della casa bianca e la maxi-multa da 120 milioni di euro inflitta alla piattaforma X per violazioni delle norme digitali europee.
The Donald accende la miccia: “l’Europa così rischia di sparire”.
Un’accusa durissima: Trump, dopo aver costruito la sua retorica politica sul motto “America First”, ora lancia un messaggio chiaro: l’Europa non è più il partner privilegiato degli Stati Uniti. Anzi, secondo Washington, Bruxelles sta diventando un ostacolo alla competitività e alla libertà economica americana.
Se la frattura era latente, l’esplosione arriva con la maxi-multa da 120 milioni di euro inflitta dall’UE a X per presunte violazioni del Digital Services Act.
Per Bruxelles, la piattaforma di Elon Musk ha reso ingannevole la verifica delle identità, non ha rispettato gli standard di trasparenza e non ha fornito i dati necessari alle autorità europee.
Per Washington — e soprattutto per Trump — la sanzione è invece un attacco diretto alle aziende americane e un modo per colpire la libertà di parola online.
Un’accusa ripetuta anche da figure di primo piano dell’amministrazione: dal vicepresidente J.D. Vance al segretario di Stato Marco Rubio, tutti allineati contro Bruxelles.
Se Trump apre la guerra politica, Elon Musk apre quella simbolica – e lo fa nel suo stile, con estrema frontalità. Dopo la multa, Musk ha scritto su X: “l’UE deve essere abolita. La sovranità deve tornare ai singoli Stati”.
Poi ha rincarato definendo Bruxelles un “mostro burocratico”, denunciando la regolamentazione europea come “censura mascherata” e sospendendo l’account pubblicitario ufficiale della Commissione Europea sulla sua piattaforma.
Per Musk, il Digital Services Act rappresenta l’opposto della sua filosofia: meno regole, più libertà.
E quando la normativa arriva da un’istituzione sovranazionale, la risposta diventa inevitabilmente politica.
Trump e Musk non parlano con una voce unica. Ma le loro posizioni convergono in un crescendo che ha un effetto moltiplicatore devastante: Trump delegittima l’Europa come alleato politico, Musk delegittima l’Europa come potenza normativa. Entrambi ridisegnano i rapporti transatlantici.
Per la prima volta nella storia recente, la leadership americana considera l’UE non solo irrilevante, ma perfino dannosa per gli interessi statunitensi.
Bruxelles ha risposto difendendo la propria autonomia normativa — rivendicando il DSA come strumento essenziale per la protezione dei cittadini europei.
Ma l’effetto percepito è quello di un continente in posizione difensiva: attaccato sul piano economico, criticato su quello politico e sotto pressione su quello digitale. Mentre la sua unità interna vacilla.
La domanda non è più se l’UE possa imporre le sue regole al mondo.
La domanda è se riuscirà a difenderle.
Cosa c’è davvero in gioco? Lo scontro Trump–Musk vs Bruxelles va oltre personalità e dichiarazioni: riguarda il futuro della governance globale.
Intanto si vorrebbe minare la sovranità dell’UE che crede nella sovranità condivisa mentre Trump e Musk la vorrebbero riportare agli Stati indipendenti. La collisione è inevitabile.
Su cosa si gioca la partita? La partita non è sulla multa a X: è su chi deve decidere le regole del mondo digitale e democratico: un’istituzione comunitaria o una superpotenza e i suoi colossi tech?
Se Trump vede un’Europa in declino, Musk propone di accelerare il processo.
E intanto, altre potenze — dalla Cina alla Russia — osservano compiaciute.
L’Europa è davvero sotto assedio: politico, tecnologico, ideologico.
Trump l’ha scaricata, Musk la vuole demolita.
Il più grande esperimento di integrazione sovranazionale del mondo è ora costretto a rispondere a una doppia domanda: ha ancora la forza per difendersi?
E soprattutto, ha ancora la capacità di convincere i propri cittadini che vale la pena farlo?

