Il 9 marzo La Giustizia ha pubblicato un mio articolo a titolo Milano città (in)vivibile, l’articolo anticipava quello che ora scrivono molti osservatori.
Lo sviluppo tumultuoso che ha visto la trasformazione radicale di quartieri popolari in quartieri per super ricchi (Isola, ex Fiera Campionaria, viale Monza) e luna park per la gente comune, i grattacieli come simbolo di modernità, l’accusa ai critici di essere contro lo sviluppo.
Scrivevo “indubbiamente la capacità di attrarre capitali stranieri e di intervenire sulla pianificazione territoriale è un fatto positivo, ma quello che è negativo e incomprensibile è che questo avvenga senza che i cittadini, le rappresentanze intermedie, il Consiglio Comunale abbia partecipato ad un dibattito serio sulle linee di sviluppo della città e soprattutto sotto il motto chi contesta è contro il progresso”.
Rispetto a quell’articolo qualcosa è cambiato , il prezzo medio delle case è ancora aumentato, l’osservatorio immobiliare ci dice che il 40% delle transazioni immobiliari supera il valore di un milione, mentre il costo medio degli affitti è intorno ai 25 euro a mq, l’espulsione della classe media e delle giovani coppie è in atto, la Milano attrattiva è per single e per anziani, mentre nell’hinterland milanese per contagio e a seguito del trasferimento di molti milanesi i prezzi delle abitazioni cominciano a lievitare sensibilmente.
Gli effetti nefasti della gentrificazione sono evidenti alle persone normali, potrei chiedere di ripubblicare l’articolo senza cambiare una virgola, voglio però aggiungere alcune riflessioni ulteriori, la prima riguarda la competenza sulla pianificazione territoriale, che comporta una pianificazione e integrazione dei trasporti pubblici, una identificazione delle vie di scorrimento, la ubicazione dei servizi ( è possibile che il più importante ospedale milanese l’Istituto Humanitas in realtà sia nel comune di Rozzano e abbia un accesso proibitivo?), è indispensabile che la competenza sia della città metropolitana e non del comune di Milano o dei singoli comuni.
Gestire Milano nei suoi confini municipali è una assurdità, ormai Milano è città Regione, e i nostri politici e intellettuali se ne accorgono solo quando con sufficienza dicono agli studenti che protestano per il caro affitti a Milano di andarsene ad Abbiategrasso o Bergamo.
Quindi le scelte di pianificazione e di sviluppo urbanistico vanno fatte a livello metropolitano, trasformando la città Metropolitana in un organo democratico di primo livello (elezione diretta del sindaco metropolitano), non si dirà mai abbastanza quanto la riforma Del Rio sia stata un disastro.
La seconda riflessione è sul ruolo della magistratura che anche con questa inchiesta confonde il piano politico con il piano penale, un assessore che chiede di sveltire una pratica non commette reato, fa il suo lavoro, ma è facile nel vuoto politico insinuarsi, natura horror vacui, un Consiglio Comunale che di fronte queste vicende si presenta con una opposizione che urla con i cartelli stile 68 e una maggioranza che dice solo slogan (le famose mani pulite) meriterebbe di essere sciolto per manifesta incapacità.
L’ultima riflessione riguarda la sinistra che governa da quasi 15 anni la città e si è trovata a farlo in un momento di grande rinascita, una occasione per una visione di sviluppo che coniugasse la crescita e la accoglienza, che sulla base dei problemi delle grandi metropoli cercasse di evitarli, anziché imitarli. Uno sviluppo attento a tutte le classi sociali, aperta agli investimenti privati anche esteri, ma canalizzandoli in scelte che coniugassero l’interesse privato con quello pubblico.
Negli atti della Procura per questa inchiesta c’ è una frase che è centrale, si dice (a memoria) i forti guadagni privati non sono parametrati agli interessi pubblici.
Una frase che stona in una procura perché è un giudizio politico che non spetta a magistrati, ma rappresenta un forte atto di accusa alla politica e soprattutto alla politica di sinistra.
Ora non è il tempo di bloccare tutto, Milano aspetta le Olimpiadi, ci sono migliaia di famiglie che aspettano di sapere che fine faranno con i loro cantieri bloccati, la crescita di Milano è la crescita della Italia, è tempo però che la politica riprenda in mano la situazione impegnando forze politiche, sindacali, del terzo settore in una discussione seria sullo sviluppo, ne abbiamo abbastanza delle settimane di……moda, inclusività, trasporti che sono solo delle passerelle, è tempo di concretezza, il disgusto nei confronti della politica cresce e lascia spazio a inchieste, astensioni, disillusioni e spinte antidemocratiche.
“Per capire Milano bisogna tuffarcisi dentro non guardarla come una opera d’arte”. Guido Piovene

