Sara’ un anno elettorale completo il 2024 per la Macedonia del nord. Alle elezioni presidenziali , già fissate per il 24 aprile, si aggiungeranno quelle legislative per il rinnovo del Parlamento nella data dell’ 8 maggio. Lo stesso giorno si potrebbe anche tenere, se al primo turno nessun candidato raggiungesse la soglia prevista per essere eletto, l’ eventuale ballottaggio per la scelta del nuovo Capo di stato. Lunedì 29 gennaio, dopo un’ intesa tra maggioranza e opposizione, ha preso il via il Governo ad interim che porterà il Paese al voto politico.
Sara’ presieduto da Talat Dzaferi, della minoranza albanese, che si era dimesso proprio per assumere il nuovo ruolo dalla carica di Presidente del Parlamento. Dzaferi, con il suo Esecutivo, nell’ aula legislativa in cui erano presenti 111 deputati ha ricevuto 69 voti. Tre sono stati i contrari mentre nessuno si e’ astenuto . I rappresentanti del maggior partito di opposizione, Vmro-Dpmne si sono allontanati dall’ aula non partecipando alla votazione. Il nuovo Esecutivo comprenderà rappresentanti di tutti i partiti.
Nasce sulle ceneri del precedente Governo a guida socialdemocratica di Dimitar Kovacevski . Questi era stato l’ erede di Zoran Zaev, il leader socialdemocratico che aveva portato il Paese allo storico accordo con la Grecia per il mantenimento del nome Macedonia contestato dagli ellenici e il successivo via libera di Atene al processo di adesione all’ Unione Europea. Con la formazione del nuova governo tecnico di Dzaferi, primo Capo di Governo di etnia albanese, e’ iniziata la campagna elettorale.
Nei sondaggi appare favorito il partito conservatore Vmro -Dpmne . Prima del periodo di supremazia socialdemocratica sotto la guida di Nicola Gruevski aveva fino al 1917 gia’ guidato il Paese ma proprio Zaev ne aveva portato alla luce una serie di pratiche illecite , tra cui intercettazioni telefoniche illegittime e brogli elettorali. Lo scandalo aveva determinato le dimissioni di Gruevski che poi era fuggito non Ungheria in seguito a una serie di condanne per reati economici ( accolto benevolmente da Orban ).
Le sorti in disgrazia del partito conservatore erano poi state risollevate dall’ attuale leader Hristijan Mickoski che, puntando sul nazionalismo, lo ha fatto via via risalire nei sondaggi fino a farlo partire favorito oggi per il voto politico di maggio. I socialdemocratici di Kovacevski, invece appaiono in difficoltà. Proprio loro che durante gli anni di governo avevano fatto aderire la Macedonia del nord alla Nato e iniziato e perseguito il processo di adesione all’ Unione Europea stanno scontando di fronte alla opinione pubblica la lentezza di questa ultima scelta.
E così una campagna elettorale che i socialdemocratici volevano condurre sulla politica estera si sta trasformando in un boomerang ai loro danni. Per due motivi: il lungo veto della Bulgaria all’ ingresso europeo di Skopje e la relazione della Commissione europea sullo stato di attuazione delle riforme che nel 2023 e’ stato il peggiore degli ultimi anni. A questo si aggiunge la non brillante situazione economica del Paese che ha fatto aumentare il malcontento dei cittadini.
Nel prossimo Parlamento dovrebbero esserci anche i due partiti rappresentanti la minoranza albanese e Levica. Questa e’ una forza politica di estrema sinistra , data in aumento nelle ultime rilevazioni, che si e’ spinta , in concorrenza con la destra, sempre più su posizioni di etno – nazionalismo. La previsione comunque è che, qualsiasi sara’ il risultato della prova elettorale dell’ otto maggio, sara molto difficile assicurare alla Macedonia del nord un governo stabile e in grado di offrire al Paese la governabilità di cui ha bisogno.

