Perché crediamo nella forza trainante dei giovani e delle donne, vogliamo conoscere più da vicino una giovane donna che ha fatto della politica la sua scelta di vita. Avvocato, laurea con lode in giurisprudenza alla facoltà di Milano Bicocca, tesi in diritto pubblico comparato e specializzazione a Londra. Esperta di Diritto Amministrativo, Urbanistico ed Edilizio. Eleonora Lavelli è segretaria provinciale a Lecco di Azione in Lombardia e da marzo scorso è nel direttivo nazionale del partito. Come lo è pure, da tempo, nel consiglio nazionale ANCI. Sostiene anche un incarico presso AMAT Milano come giurista per l’urbanistica e la pianificazione attuativa e negoziata.
Segretaria, partiamo da un nervo scoperto della situazione attuale: qual è lo stato di salute della pubblica amministrazione italiana e, nello specifico, della sua Lombardia?
Regge ma con estrema difficoltà. C’è carenza di personale tecnico nei piccoli comuni, e manca un compenso adeguato per gli addetti a segreterie e uffici tecnici tutti, dalle piccole amministrazioni comunali a quelle più grandi, nazionali. Sarebbe una priorità ragionare sullo status dei pubblici impiegati. Bisogna partire da qui per migliore l’intera gestione dell’apparato pubblico. Inoltre, c’è un quadro normativo schizofrenico da superare. Pensiamo alla legge regionale sugli immobili dismessi: la nr.18 del 2019. Ha introdotto una disciplina specifica che è stata prima cassata dalla corte costituzionale e poi ridefinita dal consiglio regionale. Il quadro è complesso. Ovvio che, se le norme da applicare cambiano con tale velocità, anche per gli operatori della PA diventa complicato starci al passo. Quindi, servono più garanzie per gli operatori della PA e più riconoscimenti, anche economici e professionali. Ma resta l’elefante nella stanza: chiediamo uno sforzo al comparto pubblico per un miglioramento totale della situazione, pur conoscendo i limiti da superare. Appunto.
Lo scorso gennaio è stata a Cracovia e ad Auschwitz con l’associazione Mente Pubblica, che riunisce giovani amministratori locali italiani. In questa occasione ha detto: «Essere cittadini europei, oggi, significa fare memoria di ciò che è avvenuto e scegliere, giorno per giorno, di affrontare insieme le sfide contemporanee, avendo bene in mente che i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto vanno difesi, strenuamente». Quali sono le condizioni di salute della democrazia, oggi, in Italia e nel mondo?
È stato un percorso significativo, una vacanza studio con fondi europei che ci ha dato la possibilità di osservare da vicino cosa accadde nel 1945. A 80 anni dalla Shoah visitare quei campi di concentramento significa segnare i prossimi passi che i giovani europei devo compiere. Bisogna farne esperienza per ricordare la storia contemporanea da cui sono nate le attuali istituzioni europei. Soprattutto ora che la democrazia sembra essersi addormentata. Ci stiamo dimenticando le lotte, le battaglie e i sacrifici compiuti dai nostri predecessori. Sono valori che non vanno dimenticati, perché rischiamo di dimenticarci di noi stessi. Una società che dimentica la sua storia è destinata a farsi sopraffare da tutto e da tutti. Non bisogna assuefarsi all’idea di vivere nella democrazia, perché non è un dato affatto scontato. Rischiamo di perdere tutto.
Sempre a proposito di democrazia, in un’altra occasione ha dichiarato: “Troppe persone, specie donne e giovani, pensano di “non capirci nulla della politica, troppe persone pensano che la democrazia non serva e che andrebbe meglio un uomo solo al comando. Il nostro obiettivo è invertire la rotta e far avvicinare quante più persone possibili alla Politica, l’unica via per tenere in piedi la democrazia“. Come intende farlo, nel concreto? Con quali strumenti? Ha progetti già in campo?
Trovo la ragione per farlo nelle radici del mio territorio e, insieme, nell’impegno in Azione. Per questo scelsi di candidarmi alle Regionali del 2023, e ancora ogni giorno cerco di coltivare la comunità politica di Azione. Perché non esiste la logica dell’uomo solo al comando: di fronte all’individualismo dilagante, dobbiamo riportare una sorta di Neoumanesimo. L’impegno politico è quello che ti fa alzare la testa e girare il volto verso gli altri, verso la comunità. L’avanzamento della tecnologia, dei web media, rischia di fagocitare incontrarti umani. Per questo in Azione cerchiamo di dare massimo spazio alla collaborazione e al confronto tra le persone, creare una rete, fare squadra sempre.
L’anno scorso, appena vinte le amministrative nella provincia di Lecco, ha detto: “Finché la Politica viene vista come qualcosa di distante, inutile e fazioso, non verrà scelta né vissuta, tantomeno dai giovani e dalle donne, troppo spesso “utilizzate” come mere riempilista“. Donne e politica, quindi: a che punto siamo? Cosa può dirci in merito, partendo proprio dalla sua esperienza personale sul territorio prima, e in Azione poi?
Cerco di essere ottimista, ma c’è ancora tanto da fare. Donne e giovani tutti devono accedere alla gestione della Cosa Pubblica. Io per prima nella provincia di Lecco sono l’unica segretaria provinciale di un partito. Abbiamo conquistato con fatica nel 1945 l’elettorato attivo, noi donne. Ricordo il bacio col rossetto che le prime elettrici lasciavamo sulla scheda elettorale: dove è finita questa passione? Dovremmo alimentarla. Inoltre, l’attuale inverno demografico dimostra che i giovani saranno sempre meno e dovranno farsi carico di tutta la società, specialmente degli anziani che saranno sempre più numerosi. Se i giovani non si interessano alla politica oggi, è difficile immaginare che futuro potremo avere. Significa prendersi cura degli altri, insieme. Le donne questo riescono a farlo in modo plastico: ricordando di essere leader ma senza dimenticare la cura verso gli altri. Quindi, donne e giovani oggi possono davvero sceglie di progettare un futuro migliore.
Da marzo scorso è tra i 30 nuovi membri del direttivo Nazionale di Azione. Appena confermata, ha dichiarato: “Azione è quel partito che in Italia mancava, che prova a rompere gli schemi che hanno reso la politica un piccolo centro di gestione del potere. Azione ha il coraggio di dettare una linea diversa, che non solo guarda alle nuove generazioni, ma le ascolta e valorizza”. Ci racconta come, esattamente? Quale sarà il suo supporto diretto al partito?
Prima di entrare in Azione non avevo mai fatto esperienza partitica. Facevo molto associazionismo nel mio territorio, sono anche stata rappresentante del mio istituto, ai tempi del liceo. Ma non avevo mai deciso come schierarmi politicamente. Temevo che significasse dover escludere alcuni problemi dal proprio campo visivo. Invece, nel 2019 Azione puntava di Istruzione e Sanità, quando intorno sì parlava solo di immigrazione con rabbia, mi sembrava di trovare uno stile coerente e sostenibile. Essere parte di un partito che si appoggia alle persone è stimolante. Per me, essere nel direttivo nazionale mi emoziona e gratifica. Soprattutto questo dimostra che esiste il merito: non è necessario essere “figli di…” ma dimostrare di essere vere sentinelle del territorio. Diffondere partecipazione. Questo in Azione è valorizzato, a differenza di altri partiti, dove si creano piccole sacche di potere che bloccano lo sviluppo degli stessi progetti politici. La mia presenza è genuina, spontanea, e fattiva. Non è un punto di arrivo ma una partenza. E se qualche giovane sta leggendo questo articolo, sappia che se hai voglia di impegnarsi, Azione è il posto giusto per crescere umanamente ed essere valorizzato. Questo, alla lunga, cambierà davvero le cose.
Maggio 2019: Consigliere di maggioranza a Imbersago, con incarico alla Biblioteca, al Turismo e al Tempo Libero. Contestualmente si iscrive ad Azione, cioè fin dalla sua fondazione e, prima ancora, a Siamo Europei. Gennaio 2022: eletta delegata provinciale di Lecco all’Assemblea Nazionale di Azione. Oggi è nel Comitato Direttivo di Lecco in Azione e nell’Assemblea regionale lombarda di Azione. Eleonora Lavelli, dove vuole arrivare? Ispirata da quali principi?
Si tratta di responsabilità. Non penso mai a dove voglio arrivare, ma penso sempre a come fare bene ciò che sono chiamata a fare. Perché il futuro lo si costruisce oggi con la consapevolezza che da soli non si va mai da nessuna parte. Se sono nel partito oggi, a livello regionale e nazionale, e col gruppo di Lecco, lo faccio perché credo nella rete delle persone che lavorano insieme. Condividiamo un percorso in modo concreto ed entusiasta. Certo, vorrei vedere un giorno Azione diventare un partito di maggioranza, un partito governo, cui gli italiani guardano con fiducia. Ma senza mai perdere questo stile di fondo, e conservando i nostri valori fondamentali:come ci insegna sempre Carlo Calenda.
“Dietro ogni fiamma accesa c’è qualcuno che ha contribuito a mettere della legna e a far scattare la scintilla. E quando il cuore si scalda la vita, privata e collettiva, fa un salto di qualità“. Lo ha detto lei. Qual è il segreto della sua energia politica?
Penso che le fiamme siano passione, e la determinazione è fondamentale. Si tratta di Amore. Amore per la Cosa Pubblica, amore per gli altri, e per se stessi nel senso più alto del termine. Così facendo si vive meglio. E si ottengono risultati che non si fermano alla sfera individuale ma abbraccia tutto e tutti. Questo è per me la politica. Costruire una classe dirigente all’altezza delle nuove sfide. Abbiamo bisogno di statisti veri. La politica è un dovere da assumersi: questo impegno di accendere sempre nuove fiamme di passione politica. Riportare la politica su un piano di vocazione è fondamentale. Amo il mio territorio, amo lo stile di Azione, amo il mio Paese. Quindi sì: la politica è amore.

