“Notte a sorpresa” cantavano i Pooh, ma stavolta la sorpresa arriva dal governo, dal duo Meloni-Giorgetti che, anticipando tempi, procedure, previsioni, porta nel consiglio dei ministri di oggi la temutissima manovra finanziaria.
Temuta da tutti per il recupero di un po’ di miliardi, temuta questa volta soprattutto dalle banche per gli strali che
avevano lanciato Salvini e i Salviniani contro il mondo degli istituti di credito
Per oggi, inizialmente, era prevista solo l’approvazione del “documento programmatico di bilancio” da inviare a Bruxelles (una sorta di riassuntino, non tanto fedele, su quel che si vuole fare in tema di economia da mandare all’Europa per tenerla buona) invece ci ritroviamo un ordine del giorno, diffuso ieri, che comprende anche l’esame del disegno di legge sul bilancio di previsione per il 2025.
Un’accelerazione, secondo alcuni, consigliata dall’esigenza di rispettare i tempi Ue e anche dall’intenzione di rispettare la scadenza interna che vorrebbe la manovra inviata al parlamento entro il 20 ottobre. Una sorta di esibizione di efficienza non richiesta e non voluta.
Ma qual è il contenuto della manovra inserita nella legge di bilancio?
Dopo un primo sguardo gli aspetti più salienti riguardano il tanto discusso contributo delle banche e i tagli lineari per i ministeri.
Sono due dei dossier più delicati.
Sono settimane che ci si lavora su per trovare una quadra e su cui Giorgetti sta premendo con insistenza barcamenandosi tra tensioni e resistenze da destra e da manca.
Il tema delle banche è delicatissimo e Salvini da una parte e Tajani dall’altra hanno scatenato non poche scintille dentro la maggioranza.
Il leader di Fi Antonio Tajani prova a fare il pompiere e si spertica a rassicurare che: “Nessuna visione punitiva, nessuna tassa sugli extra profitti” sarà adottata dal Governo.
Da parte bancaria ci sperano e si affidano al Vice Premier forzista confidando che non ci sarà un intervento né sull’Ires né sull’Irap, ma solo un contributo sotto forma di intervento sulle Dta (imposte differite attive, ndr.) e sulle stock option.
Si ipotizza anche un intervento per i fondi utilizzati per rafforzare il patrimonio bancario. In ogni caso si starebbe cercando una convergenza sull’entità del contributo.
Per il resto si prevede una miriade di interventi.
Si conferma una tendenza a favore dei redditi medio bassi e delle famiglie con figli. Le entrate arriveranno soprattutto da tagli e razionalizzazioni delle spese.
Niente aumenti di tasse per le persone e le aziende. La manovra dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 miliardi e confermare a grandi linee le misure dello scorso anno.
Taglio del cuneo e Irpef a tre aliquote diventerebbero definitive che, nelle intenzioni, dovrebbero abbassare la pressione fiscale dal 42,3% del 2024 al 42,1% nel 2025.
Sul fronte della spending, con un obiettivo fissato a 3 miliardi e la minaccia di Giorgetti di non ammettere deroghe, arrivano i tagli lineari che, secondo quanto si apprende da fonti qualificate del governo, saranno comunque gestibili in modo flessibile: saranno cioè i singoli ministeri a decidere come distribuire la cifra di contenimento imposta del Ministero delle Finanze.
Sono previste risorse per la sanità.
Non si sa ancora quanto ma circola un’ipotesi di una cifra vicina ai 3,2 miliardi che permetterebbero di avviare l’annunciato piano triennale di assunzioni per medici e infermieri.
Per la Pubblica Amministrazione assicurano stanziamenti per i contratti 2025/27, mentre sul fronte delle pensioni si punta a perfezionare il bonus Maroni, incentivando chi sceglie di rimanere al lavoro.
Si punta anche a confermare nel 2025 il bonus ristrutturazioni al 50%, ma solo per le prime case: per tutte le altre da gennaio scenderà al 36%.
Le opposizioni attendono di capire l’entità dei tagli e per ora mostrano preoccupazione.
Il Pd va in pressing e accusa il governo: la politica economica del governo Meloni, attacca la leader Dem Elly Schlein, è sempre la stessa, tagli e un fisco distorto con condoni e quant’altro.
Carlo Calenda, con un post sul suo profilo facebook è lapidario: “Segnalo che con tutte le coalizioni di centrodestra la pressione fiscale è aumentata. Forse la vera novità è non raccontare balle agli italiani. Da destra, centro e sinistra.”
Il Consiglio dei Ministri ci sarà questa sera alle 20,00.
Domani ne sapremo di più.

