Oggi gli alleati della NATO hanno dichiarato che non si intrometteranno nel piano di Trump di bloccare lo Stretto di Hormuz, proponendo invece di intervenire solo al termine dei combattimenti. Una mossa che probabilmente farà infuriare Trump e aumenterà le tensioni nella stessa alleanza.
Il biondo della Casa Bianca ha affermato che l’esercito statunitense collaborerà con altri Paesi per bloccare tutto il traffico marittimo nello stretto, dopo che i colloqui del fine settimana non sono riusciti a raggiungere un accordo per cessare il conflitto di sei settimane con l’Iran. L’esercito statunitense ha poi specificato che il blocco, scattato alle ore 14:00 di oggi, si applicherà solo alle navi dirette verso o provenienti dai porti iraniani
Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio scorso, l’Iran ha di fatto bloccato lo stretto a tutte le navi tranne le proprie. Il suo obiettivo dichiarato è rendere permanente il controllo dello stretto e, possibilmente, riscuotere dazi dalle navi che lo utilizzano.
Oggi gli alleati della NATO, tra cui Gran Bretagna e Francia, hanno affermato che non si lasceranno coinvolgere nel conflitto partecipando al blocco, dichiarandosi invece pronti a un’iniziativa per riaprire la rotta percorsa normalmente da un quinto delle navi che muovono le forniture petrolifere mondiali.
Il loro rifiuto di partecipare rappresenta un ulteriore punto di attrito con Trump, che ha minacciato di ritirarsi dall’alleanza militare e sta valutando il ritiro di alcune truppe statunitensi dall’Europa, dopo che già diversi Paesi hanno negato agli aerei militari statunitensi l’utilizzo del loro spazio aereo per attacchi contro l’Iran.
“Non sosteniamo il blocco“, ha dichiarato il Primo Ministro britannico Keir Starmer alla BBC. E ha aggiunto:
“La mia decisione è stata molto chiara: a prescindere dalle pressioni, e ce ne sono state di considerevoli, non ci faremo trascinare in questa guerra“.
Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha comunicato ai governi europei che Trump desidera impegni concreti nel prossimo futuro per contribuire a garantire la sicurezza di Hormuz.
La NATO potrebbe svolgere un ruolo nello stretto se i suoi 32 membri riuscissero a concordare sulla formazione di una missione. E così non è.
Diversi paesi europei si sono detti disposti ad aiutare nello stretto, ma solo quando ci sarà una fine duratura delle ostilità e un accordo con l’Iran, che garantisca che le loro navi non saranno attaccate.
La Francia organizzerà una conferenza con la Gran Bretagna e altri paesi per creare una missione multinazionale per ripristinare la navigazione nello stretto. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron stamattina. Ha detto:
“Questa missione strettamente difensiva, distinta da quella delle parti belligeranti, verrà dispiegata non appena la situazione lo consentirà”.
L’iniziativa mira a stabilire regole per il passaggio sicuro e il coordinamento delle navi militari di scorta alle petroliere, ha subito rilanciato Starmer in Parlamento stamattina. E ha precisato:
“Vorrei essere molto chiaro, si tratta di salvaguardare la navigazione marittima e sostenere la libertà di navigazione una volta terminato il conflitto. Il nostro è un piano coordinato, indipendente e multinazionale“.
Una riunione per elaborare i piani per la missione, che coinvolgerà circa 30 paesi, tra cui i paesi del Golfo, l’India, la Grecia, la Spagna, l’Italia, i Paesi Bassi e la Svezia, potrebbe tenersi già giovedì a Parigi o a Londra, secondo quanto riferito da una fonte diplomatica francese.
Le navi militari avrebbero lo scopo di rassicurare, senza assumere un atteggiamento bellicoso. Iran e Stati Uniti sarebbero informati della missione ma non vi prenderebbero parte direttamente.
Oggi il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha detto: “Lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere riaperto per via diplomatica” aggiungendo che “la creazione di una forza internazionale per supervisionarlo sarebbe complicata“. Ha inoltre auspicato che la NATO ripristini i suoi rapporti con Trump in previsione del vertice di Ankara di luglio.
Tempo per riflettere ne abbiamo. Se vorremo.

