È stato il figlio Guido con un toccante post pubblicato su facebook, che lo ritrae bambino a cavalcioni del collo
del padre, a darne l’annuncio.
La notizia era tristemente attesa e i suoi amici più stretti, a Collelongo, si erano preparati al doloroso evento. Me lo stava dicendo proprio ieri, in una telefonata tenuta nel tardo pomeriggio, Nicola Pisegna Orlando, già consigliere regionale proprio sotto la guida della Regione Abruzzo da parte di Del Turco e politico socialista di lunga carriera.
E così, al termine di una lunga malattia, devastato da una vicenda giudiziaria durata quasi 15 anni, è morto Ottaviano Del Turco, già Presidente della Regione Abruzzo.
La sua carriera politica era stata preceduta da una lunga militanza sindacale che lo aveva visto approdare alla carica di vice segretario della Cgil di Luciano Lama.
Il balzo in politica avvenne quando assunse, nel dopo-Craxi e agli albori di tangentopoli, la segreteria nazionale del PSI.
Uomo di governo e parlamentare europeo abbandonò gli incarichi nazionali per andare a guidare, da Presidente della Regione, il suo Abruzzo.
Dalla sua regione e dalla sua Collelongo non si staccò più.
Aveva 79 anni.


2 commenti
Ho avuto sempre simpatia per questa persona, non conoscendolo, le poche volte che la tv ce lo propinava, il sorriso, il modo di fare bonario colpiva, perlomeno a me, l’ ho sempre ritenuto una persona seria anche quando fu coinvolto in scandali , per me non conoscendo bene i fatti e’ stato sempre innocente ,traspariva dai suoi modi l’ innocenza…che la terra le sia lieve, buon viaggio.
Caro Guido, mi è difficile in questo momento trovare le parole adeguate per ricordare Ottaviano. Tu perdi Un Padre, e questo è un lutto gravissimo ed io avendolo provato prima so quanto sia doloroso. Io perdo un carissimo Compagno ed amico che è stato esempio per più generazioni di giovani Socialisti. Ho condiviso per una Legislatura i banchi del Senato collaborando sempre molto intensamente. Di lui ricorderò la sua simpatia e dolcezza anche se appariva in un primo momento burbero. Ma la cosa che non dimenticherò mai è la sofferenza che gli anno arrecato individui senza scrupoli, senza dignità e rispetto del uomo in se stesso. Persone indegne di convivere in una società civile. Auguro a chi ha applicato la legge come fosse un tribunale speciale che in questo momento abbia un sussulto di dignità e finalmente provi vergogna di se stesso. Vi sono vicino con mia moglie Daniela, che assieme a me ha avuto il piacere di essere ospite a casa sua, e manifestiamo a te alla Moglie e a tua sorella i più fraterni sentimenti di cordoglio e di affetto. Giovanni