Du gust is megl che uan, fu il tormentone dell’estate 1994 che ci accompagnò per almeno una decina di anni. La mitica frase in inglese maccheronico era lo sketch pubblicitario del gelato Maxibon, un biscottone con due gusti e con una metà ricoperta da cioccolato pralinato. Fece anche la fortuna dei due interpreti perché, Stefano Accorsi e Cristiana Capotondi, fu proprio da quella pubblicità, che presero le mosse per la loro carriera cinematografica.
Ma oggi che c’entra direte voi. C’entra perché, come dicono dalle mie parti, ci capa.
Pare che Charlie e Matthew abbiano litigato. C’era da aspettarselo dicono in molti. Specie quelli che hanno il III Polo come fumo negli occhi. I motivi che circolano come al solito sono tra i più disparati. Dalla neo direzione del Riformista assunta da Renzi a questioni di soldi che i due partiti incassano con la quota del 2X1000 statale e che non sanno come spartire.
Da qualche parte si esulta, specie tra quelli che pensano che il futuro del paese è un bipolarismo da trasformare in bipartitismo, e che a sinistra si distinguono tra quelli che vogliono annettere (PD) e quelli che non vedono l’ora di essere annessi (satelliti e satellitini vari) già confluiti nelle liste dei Dem alle ultime elezioni politiche.
E già perché se litigano i due leader il III Polo non c’è più, o non ci sarebbe più. Addio congresso fondativo, addio partito unico, addio comunità di intenti.
Che i due pistolero Charlie e Matthew non abbiano un bel carattere (e soprattutto abbiano ognuno una altissima considerazione di sé stesso) è cosa nota e il risultato è come quello di mettere due galli nel pollaio: succede Casamicciola come si dice dalle parti del golfo più bello del mondo, alludendo al terribile terremoto del 1883.
Ma sostenere che siano stupidi è da stupidi, perché l’intelligenza politica dei due è ampiamente superiore, ma anche di molto, alla media esistente dalle Alpi alle piramidi.
Non è pensabile che facciano crollare tutto per una lite perché una cosa la hanno capita: il vero nemico del paese è il bipolarismo, questo sistema da zuppa o pan bagnato che, secondo l’opinione di chi scrive, è anche una delle principali cause dell’allontanamento delle persone dal voto.
Dopo anni di scontro aspro, distruttivo, impotente al confronto, incapace di programmare e proporre, volto oramai solo all’odio reciproco, con una lotta politica ridotta alle coltellate alle spalle e al rimestamento nel puzzolente sacco del pettegolezzo sulle vicende personali, il bipolarismo è ormai fallito.
Perché siamo un paese che non ha evidentemente la civiltà sociale delle nazioni anglosassoni ma che soprattutto, a dispetto di tutti gli scimmiottamenti del sistema a stelle e strisce cui è stato obbligato da politici affetti solo da manie di protagonismo, mantiene intatta e inscalfita la sua natura pluralista.
Sono decenni ormai che, nonostante se l’inventino di tutti i colori per ridurre il sistema politico a due partiti, numerose formazioni piccole, che nonostante non beneficino dei vantaggi di un sistema mediatico che ti da ascolto e ti mette in vetrina solo se sei grosso e fa niente se dici solo cazzate, sopravvivono con le loro identità con la loro cultura con le loro piccole organizzazioni, a volte sembra che scompaiano, ma poi ricicciano coriacee come una testuggine o un riccio di terra. Evidentemente un sistema plurale è nel dna della società di questo paese, oltre che a essere l’essenza delle vera democrazia.
Non lo dico io, lo disse Aristotele: “l’oligarchia è il governo degli uomini ricchi, la democrazia il governo degli uomini liberi”. Eravamo occhio e croce nel 350 a.C. e il filosofo calcidico lo aveva scritto nella sua summa La Politica.
E tutto questo i due ragazzi lo sanno e, nonostante litighino, sanno anche che ormai non hanno sponde, che siano anche prospettive, se non quelle di continuare il progetto di un III Polo, a meno che, e già perché c’è sempre un “a meno che”…a meno che, dicevamo, non pensino di confluire anche loro, magari l’uno a destra l’altro a manca, in qualche mastodonte della politica nazionale per assicurasi il futuro. A patto che li vogliano.
Ma poi sto’ partito unico del III Polo si deve fare per forza? Da un lato si critica destra e sinistra perchè vogliono massificare e poi si massifica anche al centro?
Se si sostiene, a ragione, il senso civile e democratico del pluralismo sarebbe un non senso, appunto, massificarsi in una unica formazione.
Anzi, per dare una vis attractiva bisogna sperare che due diventino tre e perché non quattro.
Sarebbe un segnale importante e permetterebbe a varie componenti politiche dell’area moderata di riconoscersi in proprie identità pur partecipando ad un progetto comune di grande rilevanza.
Sarebbe un incoraggiamento a crescere e sarebbe un modo per essere riconosciuti dal paese come davvero democratici.
Perché l’abbiamo detto prima:
Du (gust) is megl che uan.


2 commenti
Diciamo che l’ego di questi due leader politici è inversamente proporzionale al numero di elettori che li sostengono.
Comunque sia Renzi è veramente astuto: facendo il direttore editoriale di un giornale che praticamente non legge nessuno si assicura però una presenza permanente in talk show e dibattiti televisivi: Videor ergo existo !!!
Sulle cause e ragioni che, stando a quanto si legge, agiterebbero le acque del costituendo Terzo Polo, corrono voci che vanno dalle questioni economiche, ad attriti sorti tra i due fondatori, fino a visioni diverse sulla strategia politica, ossia riguardo al come rapportarsi con gli altri Poli già presenti, e quest’ultimo aspetto può non essere indifferente per chi fosse interessato ad entrare nel progetto del cosiddetto Terzo Polo.
Dette supposte tensioni potrebbero rientrare ed attenuarsi, e semmai non ripresentarsi, specie ove il Terzo Polo raggiungesse numeri tali da condizionare la geografia politica del Paese e l’agire dell’Esecutivo, ma se così non fosse mi verrebbe da pensare che si riproporrebbe per esso il problema, politico, del piegare più verso l’uno o altro dei Poli esistenti, il che può essere motivo di riflessione per chi intendesse “unirsi alla cordata”.
Paolo Bolognesi 12.04.2023