Dopo aver letto queste righe, tanti cambieranno opinione su molte cose. A cominciare dal giudizio su qualche gigante dell’economia mondiale che, scopriamo, si occupa di temi etici caldi. Come fa Google, che ha creato il progetto Women TechMakers.
Di che si tratta? Sappiamo che ogni anno tra marzo e aprile Google e le TechMakers organizzano eventi mirati all’annullamento del Gender Gap nell’ambito delle scienze e delle tecnologie applicate.
Il tema di quest’anno è “Redefine Possible” (Ridefinisci il possibile), e i dibattiti si incentrano sulle varie modalità per ispirare e scoprire la community tecnologica.
Se nel 2024 le Techmakers hanno raggiunto oltre 123.000 esperti di tecnologia in tutto il mondo, soprattutto con la formazione sull’Intelligenza Artificiale, quest’anno le tavole rotonde evidenziano i progressi e il potenziale dell’intelligenza artificiale, esplorando le principali tendenze tecnologiche e delineando le innovazioni future.
Il “Redefine Possible” di quest’anno immagina un futuro in cui la tecnologia risolverà problemi complessi e sposterà i confini di ciò che è possibile realizzare.
È un invito ad abbracciare l’innovazione, sfruttare il potenziale dell’IA e dimostrare che possiamo plasmare insieme un futuro prima considerato impossibile, ma oggi tangibile grazie al progresso tecnologico.
E le donne? In questo settore le donne possono svolgere un ruolo chiave per garantire che l’IA si sviluppi e si utilizzi in modo responsabile ed etico.
Ne hanno parlato ieri sera donne che non hanno nulla da invidiare ai più celebri capitani d’impresa che, guarda caso, sono sempre (ancora) uomini.
Se Milano ha il grattacielo Pirelli, Torino ha il Grattacielo Sanpaolo, e questo splendido edificio ha ospitato il coinvolgente dibattito annuale delle Women TechMakers. Principale organizzatore della serata il GDG Cloud Torino, nella persona di Giovanni Forlastro, che ha chiamato a raccolta WTM, Intesa Sanpaolo, MuPIn (il Museo Piemonetese dell’Informatica) e le rappresentanti del Manifesto per l’uguaglianza delle donne e delle ragazze nella tecnologia.
Al centro del convegno due donne simbolo.
Maddalena Amoruso, dirigente del gruppo che sviluppa l’Intelligenza Artificiale per Intesa San Paolo, e Rosilari Bellacosa, CEO e cofondatrice della prima startup italiana operante nel settore del FemTech.
La dottoressa Amoruso, laureata in fisica alla Normale di Pisa e oggi alla testa di un prestigioso team di talenti informatici (e non solo informatici) ha dichiarato:
“Non aspiro tanto alla parità di genere, ma alla libertà di poter essere me stessa”.
Dopo aver narrato la sua splendida carriera professionale, e chiarito in che modo il principale gruppo bancario italiano ha deciso di assumere più donne, Maddalena ha pure detto: “oggi molte aziende hanno ancora difficoltà nel saper ben valorizzare le differenze uomo/donna. Non bisogna tendere alla parità, ma alla valorizzazione di queste differenze. Il successo sta qui“.
In dieci minuti di narrazione tra il personale e il professionale, la Amoruso è riuscita a esprimere quello che molte donne continuano a tenere celato:
“Dopo anni e anni trascorsi a dovermi preoccupare di essere la migliore, oggi io sono fiera di essere una secchiona e di essere riconosciuta come tale. E voglio essere libera di esserlo sempre, senza subire discriminazioni proprio per questo”.
Avrebbe meritato una standing ovation.
Come l’avrebbe meritata anche Rosilari Bellacosa, neuroscienziata CEO di SynDiag.
Parliamo della prima sturtup tutta italiana attiva dal 2018, con sede a Torino ma operativa anche all’estero. Start up voluta da un gruppo di giovani laureati che ha messo a sistema il sogno di offrire risposte a una domanda di mercato crescente: soluzioni concrete per la sanità. Per questo hanno creato avanzati sistemi di diagnostica e comunicazione medica sfruttando le infinite possibilità dell’Intelligenza Artificiale.
Soprattutto, da anni SynDiag studia come migliore la salute della donna. Questa è la cosiddetta FemTech. Per approfondire il concetto, basta navigare su https://femtech.it/. Lo troverete molto interessante.
La dottoressa Bellacosa: giovane ma non troppo, quadrata, e spigliata. Le chiedo se le istituzioni pubbliche si rendono conto dell’enorme potenzialità delle soluzioni offerte dall’azienda che lei dirige. Risponde:
“C’è un’enorme resistenza all’innovazione del Settore Pubblico rispetto alle start up private”.
In che senso? “Ci guardiamo a distanza“, dice. Senza bisogno di aggiungere altro. Non serve. Ci siamo capiti.
Poi, sul tema della privacy e delle norme che tutelano la sicurezza delle persone esposte all’IA, la Bellacosa afferma che si lavora rispettando precisi protocolli normativi europei, introdotti in Italia con leggi apposite ma che, rispetto alle altre europee e mondiali, sono molto più restrittive. E quindi frenanti.
Le chiedo, allora, che futuro si aspettano. Risponde, laconica ma determinata, (direi finanche ottimista): “Per mettere a disposizione della sanità pubblica il nostro sistema diagnostico di I.A. è necessario prima di tutto poter testimoniare i benefici e i vantaggi del nostro operato. Per questo l’orizzonte temporale è molto ampio. Stiamo già collezionando successi, ma finirà che diventeremo grandi prima all’estero e poi torneremo in Italia“.
La serata è stata stimolante, come voleva essere. Ha offerto molti, ampi spunti di riflessione, che chiunque può approfondire soprattutto collegandosi a questo link: www.manifestoitalianodonnetecnologia.com.
Soprattutto, consiglio di analizzare online il nuovo freschissimo Report di InfoNodes On Data (edito 6 giorni fa).
Scoprirete che, dati alla mano, oggi il potere è ancora saldamente nelle mani degli uomini, con percentuali che evidenziano una disparità radicata e profonda: su 128.093 posizioni di comando analizzate, solo il 35% occupato da donne. Il resto scopritelo direttamente su https://ondata.substack.com/p/sesso-e-potere-2025
Inoltre, una donna occupa circa il 25% del proprio tempo a occuparsi di altre persone. Tempo che (ovviamente) sottrae a se stessa. Tempo che gli uomini hanno tutto per sé. E di questo me ne sono accorta a fine serata: avrei voluto restare al rinfresco post-dibattito, scambiare pareri e contatti con menti brillanti, aprire nuovi orizzonti e organizzare progetti divulgativi.
E invece era tardi e dovevo tornare a casa a cucinare, io. Al rinfresco, scommetto, sono rimasti soprattutto i maschi.


3 commenti
Ottimo articolo! Fortunatamente sono rimaste anche molte donne, lo prenderei come un segnale positivo 🙂
E se l’I.A. si mangia maschi e femmine?
di questo ne abbiamo trattato in altri precedenti articoli, e continueremo a trattarne. Quando, però, si evidenziano movimenti positivi e attivi per il sociale, il pessimismo va messo temporaneamente nell’angolo.