Do, re, mi.
No, do ut des.
Cioè detto alla paesana ti do affinché tu mia dia.
E infatti lo avevamo adombrato, quando c’era stata la liberazione di Cecilia Sala, che un prezzo sarebbe stato pagato e alludemmo esplicitamente alla liberazione di Abedini.
Certo non ci da sfizio poter dire “l’avevo detto”.
Noi siamo Craxiani, e la liberazione di un italiano vale qualunque prezzo, anche quello che chiesero le BR per liberare Moro e che nessuno, tranne Craxi e i socialisti, volle non solo pagare, ma neanche prendere in considerazione, compreso il suo partito di appartenenza che si chiamava Democrazia Cristiana, compreso il Partito Comunista guidato da Berlinguer che allora stava tessendo le fila di quello che sarebbe dovuto essere il compromesso storico.
Quindi l’uomo dei droni è libero ed è tornato nel suo Paese.
Il Guardasigilli Nordio ha firmato la richiesta di revoca dell’arresto di Mohammed Abedini Najafabadi, su cui pendeva anche il mandato di arresto internazionale degli Stati Uniti, che lo accusavano di aver avuto un ruolo chiave in un attentato in Giordania un anno fa, dove persero la vita tre militari americani.
La regia è della stessa premier Meloni la quale, una settimana fa, aveva incontrato a Mar a Lago il presidente eletto Donald Trump, e aveva chiesto il via libera per liberare Abedini facendo sapere che sul caso c’era un “vaglio tecnico e politico”.
Meloni aveva precisato che avrebbe voluto parlarne anche con Biden, che sarebbe dovuto venire in Italia ma poi è stato trattenuto negli Usa per l’emergenza incendi a Los Angeles.
Nelle ultime ore la richiesta del Guardasigilli, ai sensi dell’articolo 718 del codice di procedura penale, in forza del quale il ministro Nordio ha depositato, alla Corte d’Appello di Milano (obbligata ad attenervisi), la revoca della custodia cautelare dell’ingegnere iraniano.
Le motivazioni principali sono due: uno dei reati di cui è accusato Abedini, l’associazione a delinquere per violare l’Ieepa (la legge sui poteri economici in caso di emergenza internazionale, non è previsto in Italia; la norma è americana e fa riferimento alla legge federale statunitense, che conferisce al presidente Usa il potere di identificare qualunque minaccia abbia origine al di fuori degli Stati Uniti.
Inoltre non avrebbero trovato riscontro le altre due ipotesi di reato, secondo cui l’ingegnere con la sua società svizzera di droni avrebbe supportato il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica inserito dagli Usa tra le organizzazioni terroristiche.
Il do è stato suonato e poi anche il des.
Hurrà.


1 commento
Riguardo a questa circostanza, ho sentito esponenti della sinistra rimpiangere il Craxi di Sigonella, quanto ad orgoglio nazionale, il che mi ha fatto non piccolo piacere, dopo che da quella parte politica lo hanno lungamente dipinto come un latitante, in aggiunta a tutto il resto (molto poco benevolo).
Ma anche l’azione condotta adesso dal Governo in carica mi è sembrata avveduta, vuoi per aver riportato a casa la nostra connazionale, vuoi se, guardando a come sono andate le cose, il nostro Paese avesse contribuito in qualche modo ad allentare-alleggerire tensioni di segno internazionale.
Paolo Bolognesi 14.01.2025