questa la sintesi della relazione di Oreste Pastorelli che ha chiuso il suo intervento finale con queste parole:”Dobbiamo sederci al tavolo della costituente con le nostre idee per aprire un processo. Dobbiamo però sapere che nessuno ci regalerà niente per cui dobbiamo conquistare i nostri spazi partendo dai territori, sapendo che nei territori siamo bravi e operosi, per costruire quel progetto politico che cambierà il volto alla politica del paese.”
Ovviamente il soggetto politico, cui il Presidente ha fatto riferimento nella sua relazione finale, è il nuovo partito che era stato annunciato a dicembre dell’anno scorso, sempre a Firenze e sempre nella tradizionale e storica sede del Circolo Pescetti.
Allora era stata approvato, all’unanimità, il patto federativo con Azione che avrebbe regolato, sino a giugno 2024, i rapporti tra il nostro movimento, il partito di Azione e tutti gli altri movimenti che avevano aderito all’accordo e in quel “contratto politico”, quale presupposto essenziale e inscindibile, si diceva chiaramente che all’indomani delle elezioni europee sarebbero stati avviati i lavori per la costituente di un nuovo partito che, raccogliendo la eredità politica e la storia di tutti i soggetti partecipanti, rappresentasse l’area moderata del paese, di inclinazione socialista – riformista e liberaldemocratica, nell’ottica e con l’obiettivo di superare il bipolarismo.
E, da quello start di circa sei mesi fa, sabato è stata sventolata la bandiera a scacchi.
Pastorelli ha infatti annunciato che il 13 luglio prossimo ci sarà un tavolo cui parteciperanno le delegazioni ristrette di tutti soggetti partecipanti per gettare le fondamenta del nuovo partito e dettare le regole della costituente che si celebrerà presumibilmente in autunno.
Su tale determinazione, nella sua relazione finale, Pastorelli, dopo aver ottenuto l’approvazione del bilancio consuntivo e di previsione, ha chiesto, a conferma di quanto già deliberato a dicembre, il voto di consenso della assemblea.
Sul tema si è articolato un ricchissimo dibattito con una quarantina di interventi aperto da Giovanni Crema e
Mauro Del Bue.
Diverse e interessanti le sfumature esposte dai compagni intervenuti, componenti delegazioni regionali giunte da tutta Italia, dal Piemonte, alla Lombardia, al Veneto e al Friuli e poi ancora Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e poi tanti compagni di altre regioni che, non avendo potuto partecipare personalmente, hanno mandato messaggi e delegato membri della assemblea presenti in sala. E ovviamente non ha mancato di venire a dare il suo saluto, sebbene preso da impegni personali, Riccardo Nencini che si è intrattenuto con gli altri compagni in assemblea prima di tornare ai suoi impegni.
Diverse le sfumature dunque ma tutti unanimi in un’unica risoluzione: andare avanti senza tentennamenti con il chiaro intento, oltre che di aprire una strada nuova, di chiudere definitivamente quella vecchia.
Non più sguardi rivolti all’indietro, non più nostalgie verso un passato che non è stato archiviato sabato dalla nostra assemblea ma si è archiviato da solo con una sentenza inappellabile della storia, ma, come recita il titolo di questo corsivo, diritti per la nostra strada con passo deciso.
Un documento presentato da Mauro Del Bue, a corollario della relazione del Presidente, ne ha tratteggiato, a colpi di pennello di un acquerello, le sfumature politiche più interessanti:
“Il movimento politico Socialista – Liberale aderisce al processo costituente di una forza riformista all’interno dequale venga ritenuto fondamentale l’apporto della componente socialista. Tale processo deve coinvolgere l’insieme delle forze politiche, sociali, sindacali, che rifiutano il bipopulismo senza personalismi né veti personali. L’area di un terzo polo esiste ancora e va correttamente e unitariamente interpretata”
La votazione di approvazione della relazione di Pastorelli è stata unanime e senza tentennamenti.
E così alle 15,00 circa si è chiuso questo passaggio fondamentale ma non l’incontro tra le compagne e i compagni che come sempre si sono trattenuti davanti a un buffet per rafforzare, rapporti, contatti e conoscenze e per rinsaldare quello che finalmente dovrebbe tornare a essere il vero e autentico vincolo che lega gli “individui socialisti” tra loro: quello dell’amicizia.





1 commento
Trovo molto appropriato il richiamo alla “amicizia” con cui si conclude questo articolo, perché mi è successo di ricordare più di una volta, nel corso di questi anni, talora anche con una certa qual punta di “orgoglio”, che ai tempi di Tangentopoli, e nell’immediato seguire, ci è capitato, quali appartenenti al PSI dell’epoca, di prendere strade politiche diverse, ma che io ricordi lo abbiamo fatto rispettando le rispettive scelte (il che mi è sempre parso essere un pregio e una “qualità”).
Quanto ai propositi politici, è senz’altro comprensibile, e legittimo, rifiutare il bipolarismo, ed è casomai possibile che questa tendenza (apparentemente confermata anche dal recentissimo voto dei cugini d’Oltralpe, in una con l’esito del voto europeo di casa nostra) abbia a cambiare ed invertirsi, ma nel frattempo, almeno secondo il mio modesto parere, occorrerebbe individuare, o quantomeno delineare, una “subordinata”, che non mi pare di intravedere (il che mi sembra un “punto debole”).
Paolo Bolognesi 01.07.2024