A noi de La Giustizia piace esaminare le notizie andando alle fonti. Così vogliamo fare anche per quanto riguarda la notizia, clamorosa e inquietante, di una molto probabile preparazione dell’Europa alla guerra. Si è chiuso ieri il vertice del Consiglio Europeo che ha trattato le tematiche, a dir poco scottanti, della difesa e della sicurezza dei paesi membri UE. E siamo andati a leggere i documenti ufficiali che le istituzioni hanno prodotto a lavori conclusi.
Lo statement finale parte con un’introduzione storico-giuridica della situazione, e ricorda che “Due anni dopo l’inizio della guerra di aggressione lanciata dalla Russia contro l’Ucraina, e dieci anni dopo l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia, tutto in manifesta violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, il Consiglio europeo sostiene sempre più risolutamente l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti. La Russia non deve prevalere“. E fin qui, i toni sono già molto chiari. Come chiarissima è la netta presa di posizione a difesa dell’aggredito.
Il documento continua: “Data l’urgenza della situazione, l’Unione europea è determinata a proseguire fornire all’Ucraina e alla sua popolazione tutto il sostegno politico, finanziario ed economico, umanitario, militare e diplomatico necessario per tutto il tempo necessario e anche intensamente quanto necessario. Il Consiglio europeo invita gli alleati e i partner della mondo intero a unirsi a questo sforzo“.
Si passa poi a dettare i ritmi del da farsi: “Nell’esercizio del suo diritto naturale all’autodifesa, l’Ucraina ha urgente bisogno di tutti i sistemi di difesa aerea, munizioni e missili. Da subito, in modo massivo, l’Unione Europea e gli Stati membri accelereranno e intensificheranno il processo fornitura di tutta l’assistenza militare necessaria. (…) Arriveranno il sostegno militare e gli impegni in materia di sicurezza dell’UE nel pieno rispetto della politica di sicurezza e di difesa di alcuni Stati membri, considerando la loro necessaria protezione“.
E concretamente, come si realizzerà questa disposizione? Il Consiglio stabilisce che “vengano adottate ulteriori misure per indebolire la capacità della Russia di proseguire la sua guerra di aggressione“. E non ci si ferma qui, perché “Si esortano i paesi terzi a cessare immediatamente di fornire sostegno materiale per la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina“. In particolare, il Consiglio Europeo mette in guardia l’Iran, che potrebbe trasferire alla Russia i missili balistici e le tecnologie correlate da usare contro Kiev. Per questo, il documento congiunto avverte: “Se l’Iran dovesse agire in questo modo, l’Unione Europea è pronta a reagire rapidamente, anche attraverso nuove e significative misure restrittive nei confronti dell’Iran“. E non solo: “Si sottolinea l’importanza strategica della stabilità nella regione del Mar Nero, e a tal fine si garantisce tutto il sostegno necessario alla Moldavia e alla Georgia (…) di fronte alle attività destabilizzanti condotte dalla Russia“.
Si passa, quindi, alle note più incisive del programma. Infatti il documento riporta: “L’Unione europea si impegna ad aumentare la propria preparazione e capacità complessive in termini di difesa, per adattarli alle sue esigenze e ambizioni nel contesto di crescenti minacce e sfide alla sicurezza. Siamo determinati a ridurre le nostre dipendenze strategiche e rafforzare le nostre capacità. La base industriale e la tecnologia di difesa europea deve essere rafforzata, di conseguenza, in tutta l’Unione“. Per farlo in concreto, si stabiliscono alcuni punti fondamentali:
- onorare l’impegno condiviso di incrementare significativamente la spesa militare e accelerare gli investimenti comuni;
- migliorare l’accesso dell’industria europea della difesa ai finanziamenti pubblici e privati, sollecitando al più presto in tal senso anche la Banca Centrale Europea;
- incoraggiare lo sviluppo della capacità di supporto strategico, e sfruttare appieno le sinergie tra i processi di pianificazione della difesa nazionale ed europea;
- rafforzare gli investimenti cooperativi/congiunti nel campo della difesa, dalla ricerca e sviluppo alla fase di pianificazione, industrializzazione e appalti congiunti, anche attraverso contratti fissi pluriennali;
- aumentare la resilienza dell’industria europea della difesa e la sua flessibilità, migliorandone l’interoperabilità e l’intercambiabilità e garantendone la piena compatibilità Stati membri;
- favorire una maggiore integrazione del mercato europeo della difesa in tutta l’Unione, facilitando l’accesso alle catene di approvvigionamento della difesa, in particolare per le PMI e le medie imprese;
- migliorare la risposta rapida e l’identificazione tempestiva delle strozzature nelle catene di fornitura del mercato della difesa, per evitare che le normative vigenti ne ostacolino lo sviluppo.
Insomma, tutta la preparazione dell’Europa in termini di difesa (dice il Consiglio) deve essere accelerata. L’abilità di dispiegamento rapido dell’UE, da attuare con maggiore mobilità militare, esercitazioni reali, miglioramento della sicurezza spaziale e la lotta contro le minacce informatiche, le minacce ibride e la manipolazione dell’informazione tramite ingerenze straniere, assume un ruolo molto rilevante. Un’Unione europea più forte nella sicurezza e nella difesa contribuirà positivamente alla sicurezza globale e transatlantica nell’ambito NATO, che rimane il fondamento della sua difesa collettiva membri. La definizione tecnica di queste misure è poi demandata alla cosiddetta “Bussola Strategica“, i cui interessanti dettagli sono consultabili nel sito dedicato Une boussole stratégique pour l’UE – Consilium (europa.eu)
Ciò che di tutto il documento crea più tensione è di certo la dichiarazione finale, laddove “il Consiglio Europeo sottolinea la necessità imperativa della preparazione militare e della gestione rafforzata e coordinata delle crisi civili e strategiche nel panorama di continue minacce in evoluzione. Propone di attuare tutte le misure volte a rafforzare la preparazione e la risposta alle crisi europee in base ad un approccio che preveda tutti i rischi possibili, che abbracci l’intera società“.
Quindi, se ci stiamo chiedendo quanto sul serio facciano stavolta, la risposta non può che essere questa: stavolta sì, stanno facendo sul serio.


1 commento
Ovviamente ottimo lavoro come sempre. Sono ancora più convinto di quello che ho sempre sostenuto che una forza politica debba avere persone che sanno reperire e valutare con cultura dell’analisi i documenti politico strategici e dei servizi di difesa. il fai da te procura solo danni.