Donald Trump lo aveva minacciato. Poi sembrava ci avesse ripensato, infine l’ha fatto.
Poche ore fa ha annunciato l’imposizione di dazi del “25% su tutte le auto che non sono prodotte negli Stati Uniti”.
Poi la chiosa delirante di stampo sovranista e populista:“è l’inizio del Giorno della Liberazione in America”.
E, come se fosse necessario, ha ritenuto di dover dare pure una spiegazione, “contro i paesi che fanno affari nel nostro Paese e che si prendono i nostri posti di lavoro e la nostra ricchezza”. Hurrà.
I dazi, che verranno imposti a partire dal 2 aprile (mercoledì prossimo), si applicheranno a tutte le auto finite importate negli Stati Uniti, comprese quelle di marca americana che vengono assemblate all’estero. Chi acquisterà con un finanziamento un’auto prodotta in America potrà dedurre gli interessi dalla dichiarazione dei redditi.
Il rimbalzo sulla produzione italiana avrà effetti profondi.
Stellantis, nata dalla fusione tra i gruppi Fiat, Chrysler, Automobiles e PSA e che ha sede legale ad Amsterdam e sede operativa a Hoofddorp, controlla quattordici marchi automobilistici: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram Trucks e Vauxhall.
Di questi 4 sono marchi italiani e a essi bisogna aggiungere gli altri due marchi italiani prestigiosi e molto presenti nel mercato Usa: Ferrari e Lamborghini.
Poi, come se non bastasse, Trump ha anche annunciato che gli Stati Uniti applicheranno tariffe sui prodotti farmaceutici e sul legname importati.
“Mi rammarico profondamente,” ha dichiarato la Presidente von del Leyen, “della decisione degli Stati Uniti di imporre dazi sulle esportazioni automobilistiche europee. L’industria automobilistica è un motore di innovazione, competitività e posti di lavoro di alta qualità, attraverso catene di approvvigionamento profondamente integrate su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
Qualcuno, tanti anni fa, molti anni fa, parlò dei dazi e spiegò le ragioni del perché non li adottava.
Salvini tace. Ora è tornato a pregare la Madonna.

