di Pierfederico Tedeschini.
Qualche sera fa, in ‘’linea di confine’’ di Rai 2, nuovo programma devo dire attento e concorrente della passata ma giornalisticamente interessante Rai, un bravo Antonino Monteleone intervistava Sergio Cusani. La maggior parte dei giovani di oggi non sa chi sia ma non sa neppure chi fosse Raul Gardini. Cusani, ragazzo dalle invidiabili capacità di studio e di lavoro, era arrivato ad essere uno dei nomi più importanti dell’azienda italiana che decideva il prezzo di grano e zucchero nel mondo. Quell’azienda di cui il fondatore, nonché suocero di Raul Gardini, viene ricordato in alta finanza come l’unico italiano della storia per cui tutti a Wall Sreet si alzavano appena entrava. Cusani oggi, uomo dalle indiscutibili capacità umane, porta in viso i segni di chi è stato martoriato da una campagna giudiziaria che, come ammettono oggi diversi magistrati delle stesse mani pulite, non rispettò spesso diritti e regole dovute. Indubbiamente toccanti sono state le parole di Cusani verso Gardini. Raul Gardini, uomo dalle indiscutibili capacità e dai sogni forse troppo grandi, ma uomo di eleganza inenarrabile al giorno d’oggi. Chiunque lo abbia conosciuto parla del suo inestimabile carisma e della sua superiorità pretesa e in merito mi ha colpito la scena di un video visto nei social. Ogni italiano conosce il personaggio di Gianni Agnelli, persona, alla cronaca, arrogante e dall’ego spietato. Nel video Agnelli corre attorno a Gardini con l’intensione di volergli parlare ma Gardini gli da le spalle roteando. Oltre queste buffe considerazioni, direi che bisognerebbe porsi qualche domanda relativamente alla storia di Gardini e al suo suicidio. Della famosa maxi tangente, Cusani per primo ne ammette l’esistenza insieme a molti altri testimoni. Quello che purtroppo, e sottolineo purtroppo, andrebbe considerato è che gli italiani, popolo che governa la terra Italia, hanno un difetto direi genetico dell’allungare le mani per dare in cambio. Che ti chiami Berlinguer o Mussolini, la storia è sempre la stessa. Diceva un mio grande Amico, nome fedele della destra italiana, ‘’ Bettino Craxi, nell’ammettere pagamenti illeciti, fece il nome di tutti i partiti tranne che della destra. Poi ci è bastato arrivare al potere per recuperare’’. Questo, parlando della cronaca di qualche giorno fa, è il paese in cui basta imitare la voce di un ministro di Governo per avere bonifici milionari. Nessun dubbio da parte dell’industriale che evidentemente è abituato ad essere chiamato. Gardini dichiarò, in maniera molto certa come al suo solito, che si sarebbe presentato ad Antonio Di Pietro e Francesco Greco per fare nomi sulla maxitangente Enimont. Uno di questi nomi, di cui nessuno pare ricordare, era di quel signor X che ricevette una valigetta miliardaria negli uffici di botteghe oscure. Ora, senza voler essere Sherlock Holmes e voler entrare nel merito delle tante cose ‘’curiose’’ del suicidio, cosa sarebbe successo se Gardini avesse fatto quel nome? Che verso avrebbe dovuto forzatamente prendere il processo di mani pulite? E poi, se il progetto Enimont fosse rimasto vivo con l’Italia che era il primo polo del chimico al mondo, l’industria italiana che è numericamente crollata seguendo Enimont, oggi come starebbe? Questi interrogativi mi sembrano più che dovuti ma a quanto pare calpestati dall’indifferenza ignorante italiana. Come sta l’Italia dopo ‘’l’igienizzazione ‘’ di mani pulite? Una persona come Massimo D’Alema, persona dai pochi titoli di studio e che, stando all’On Pellegrino, si incontrava periodicamente con i magistrati di mani pulite, siede nel consiglio d’amministrazione ernst & young, colosso mondiale della revisione contabile, Sergio Cusani, mente che ha toccato i più alti livelli della finanza mondiale, si ‘’diletta’’ a fare l’assistente sociale ai carcerati italiani.

