E così ci è andata pure la Toscana.
Dove?
Ma in Commissariato, che diamine! Non era chiaro?
Che strano: la federazione regionale che in Italia più di tutte aveva resistito alla tentazione di mollare gli ormeggi dal porto di Via Santa Caterina da Siena e di mandare aff… il caravanserraglio che vi è rimasto ha subito la stessa sorte di altre federazioni che di passi concreti ne avevano fatti da tempo, per esempio il Veneto.
Non entro nel merito. Lo ha fatto già Aldo Repeti.
Mi limito alle amarezze.
La democrazia interna nel PSI è ormai un teorema, un sillogismo falso per dirla con Aristotele.
Una idiosincrasia al dissenso che sa di patologico, che nasconde dietro di sé la paura delle ombre.
È anche un tentativo estremo di far finta che “tout va très bien madame la marquise” quantomai necessario dopo un biennio fatto di giravolte politiche che la porta girevole del Ritz, a Place Vandome, a confronto gira come le pale dei mulini di Don Chisciotte, ovvero sono ferme.
Il fallimento non sta nell’aver sbagliato ogni volta la linea.
Il fallimento sta nell’aver fondato le scelte su un’unica esigenza (che di politico non ha neanche il sapore di quelle essenze al tartufo di composizione chimica che vengono spalmate sulla pasta per far credere che dentro c’è il tartufo vero), ovvero quella di piazzare il segretario, dargli una poltrona, spedirlo finalmente a sedersi su qualcosa che renda un dignitoso appannaggio mensile.
Ed ecco il peregrinare con la mano aperta, per raccogliere monete, da una sponda all’altra della politica nostrana senza un costrutto, senza uno straccio di progetto, senza un minimo di coerenza.
Senza neanche provare un minimo di pudico rossore nell’essersi risolti alla fine a scegliere quella sponda sulla quale, nell’ultimo anno prima del famigerato consiglio nazionale dell’ottobre 2022, si era consumata la più profonda delle divisioni strategiche dell’ ultimo decennio del garofano: ovvero se prestare la guancia al terzo polo e a Renzi in particolare.
Faccio finta di dimenticare nel 2021 quelle riunioni della segreteria nazionale o della direzione, celebrate dietro quegli schermi dei computer con la giacca e cravatta sopra e i pantaloni del pigiama sotto, nelle quali una parte dei dirigenti inveiva contro il gruppo senatoriale con Italia Viva e aggrediva l’allora direttore dell’Avanti Mauro Del Bue perché non scriveva, nei suoi editoriali, contro Renzi adeguandosi al retro-pensiero di qualche boiardo della trinacria.
Faccio finta di dimenticare della alleanza alle europee e delle dichiarazioni di esultanza su facebook dei dirigenti del PSI in particolare quelle del “trinacriuto”.
Faccio finta di dimenticare, per reprimere la rabbia, nel vedere che un paio di mesi or sono si è scelto di fare quello che quasi due anni fa li indusse a provocare la spaccatura del partito.
Le ragioni del commissariamento della Toscana sono tutte qua.
La incoerente incertezza della linea politica ostenta mancanza di sicurezza, la mancanza di sicurezza partorisce la paura di non essere autorevole, la mancanza di autorevolezza da corpo alle ombre.
E come Otello, che dava corpo alle ombrose maldicenze di Iago terrorizzato dal possibile tradimento di Desdemona, a Via Santa Caterina da Siena sono terrorizzati dal dissenso e come il “moro di Venezia”, vedono corna ovunque.
E come Otello anche dalle parti del garofano finisce a tragedia.
Ci sarebbe molto altro da dire ma, rischiando di scendere sul personale (cosa mai elegante ma neanche intelligente), mi astengo.
Resta il dubbio che questa ossessione del commissariamento non finisca nella esagerazione.
Non vorrei che tra qualche settimana Pedro Sanchez si vedesse arrivare una mail da Roma che gli comunica il commissariamento del PSOE e si vedesse arrivare a Madrid magari quello stesso dirigente che è stato nominato commissario a Firenze.
Del resto il buon Gerardo l’ho conosciuto commissario (in Abruzzo) nel 2007 e lo vedrò finire la sua carriera politica da commissario.
È il suo destino, da “Primo cavaliere” (come Richard Gere nei panni di Lancillotto), un’etichetta che gli aderisce sulla pelle. Commissario a vita come Montalbano.


1 commento
In ogni famiglia c’è uno che porta sfiga. Però, mentre nei casi come quello di Salvini gli effetti possono causare crolli in Borsa, per il nostro tutto si riduce, in proporzione, a un patetico caso umano.