“Il potere logora chi non ce l’ha“: sarebbe forse l ‘applicazione di questo celebre aforisma di Giulio Andreotti (per la precisione copiato da un’analoga dichiarazione di un diplomatico francese del ‘700) che spingerà probabilmente i liberali di Mark Tutte, Premier uscente, a permettere la formazione del Governo dell’estrema destra guidata dal Partito per la libertà di Geert Wilders, uscito vincitore dalla recenti elezioni anticipate olandesi. Si, perché nonostante in campagna elettorale il Wvd (Partito popolare per la libertà e la democrazia) avesse dichiarato che non avrebbe mai supportato un Esecutivo a guida Wilders, nei giorni successivi al voto, ha preso la decisione di appoggiarlo dall’esterno per assicurare la governabilità al Paese. Questa pare la ragione ufficiale anche se in realtà le posizioni di sottogoverno peseranno nelle trattative che si sono aperte tra queste due forze politiche insieme alla ricerca di motivazioni politiche non estremistiche di Wilders che complicherebbero l’intesa. Così in Olanda si passerebbe da un Governo guidato da una forza populista ma tradizionalmente moderata a quello xenofobo e anti – Islam di Wilders.
Il Partito per la libertà, con 37 seggi su 150 pur essendo stato premiato dagli elettori come primo partito, non avrebbe i numeri per governare senza l’apporto fondamentale (esterno o no) del Wvd, che comunque di seggi ne ha riportati 23 e di alcuni partiti minori. Tra questi possibili alleati saranno il Nuovo Contratto Sociale con 20 deputati e il Movimento agricoltore contadino anch’ esso a favore di una linea restrittiva sull’emigrazione. Si apre così, con grande probabilità, una nuova era per i Paesi Bassi, densa di incognite per un Stato che è stato tra i fondatori dell’Unione Europea ma che sembra voler fare un passo indietro rispetto ai valori di solidarietà e di uguaglianza. Se infatti Geert Wilders negli ultimi tempi ha un poco attenuato le sue forti e razzistiche dichiarazione contro gli immigrati, facendo fede al suo soprannome di “Trump olandese”, in una conferenza stampa ha ripetuto che il Governo da lui diretto dovrà essere in grado di garantire che lo tsunami di richiedenti asilo si riduca drasticamente in sintonia con le speranze dei cittadini di recuperare il proprio Paese. Un vero e proprio motivo di allarme per Bruxelles e l’attuale maggioranza del Parlamento europeo che nel 2024 dovrà sottoporsi alla verifica elettorale. Così pure per quanto riguarda l’orientamento attuale di privilegiare la crescita economica rispetto al rigore di bilancio che tanto interessa anche al nostro Paese.
D’altra parte gli elettori olandesi hanno relegato nell’angolo tutte le forze di centro e di sinistra presenti nel Parlamento dell’Aia. Oltre gli undici seggi persi dal Wvd, il Partito liberale democratico (D66), di centro sinistra ha subito un pesante ridimensionamento perdendo 15 seggi. Un risultato inferiore alle aspettative è stato ottenuto anche dall’alleanza tra laburisti e ambientalisti di Frans Timmermans, ex vicepresidente della Commissione europea che puntava a diventare la prima forza politica ma che si è fermata a 26 deputati. La politica del muro contro l’immigrazione ha evidentemente pagato tra gli elettori olandesi preoccupati e spaventati anche da alcuni episodi terroristici di estremisti islamici che hanno sconvolto il Paese abilmente propagandati dal partito di Geert Wilders, in pole position per diventare Primo Ministro.

