È ufficiale: il nucleo della Terra si sta muovendo all’indietro rispetto agli strati fluidi che lo circondano. E lo sta facendo in progressivo rallentamento. A decretarlo è un’approfondita ricerca pubblicata lo scorso 12 giugno sulla rivista Nature. Questa non solo conferma il rallentamento, ma supporta anche l’ipotesi (risalente al 2023) per cui la decelerazione del nucleo fa parte di un modello decennale di rallentamento e accelerazione.
A dirla tutta, già nel 2022 un’altra ricerca pubblicata su Earth and Planetary Science Letters avvertiva che il “cuore” del pianeta avesse ridotto la velocità di rotazione. Un anno dopo, un team dell’Università di Pechino confermava i dubbi aggiungendo che il fenomeno si fosse già verificato prima, tra gli Anni ’60 e ’70.
Sappiamo che il nostro pianeta compie una serie di rotazioni, tutte ormai da secoli ben catalogate. Ma c’è un’altra rotazione che oggi incuriosisce parecchio i ricercatori: nella Terra c’è un’altra sfera di metallo che ruota indipendentemente. Immaginate una piccola trottola che gira all’interno di una trottola più grande. E gira in modo (ancora) del tutto misterioso.
Perciò il suo movimento, la sua velocità di rotazione e la sua direzione sono oggi al centro di un acceso dibattito. Già un modello di analisi proposto l’anno scorso aveva fatto notare che il nucleo interno, che aveva sempre ruotato più velocemente della Terra stessa, stava invece ruotando più lentamente. Gli scienziati allora riferirono che per un po’ la rotazione del nucleo era stata sincronizzata a quella della Terra. Poi ha rallentato, finché il nucleo non ha iniziato a muoversi all’indietro rispetto agli strati fluidi circostanti.
Allora diversi esperti avvertirono l’esigenza di raccogliere più dati per rafforzare questa conclusione, finché adesso un nuovo team di scienziati ha fornito nuove prove. La nuova ricerca apparsa su Nature non solo conferma il rallentamento del nucleo, ma supporta anche la tesi secondo cui questa decelerazione fa parte di un modello ciclico di rallentamento e accelerazione.
Però non tutti gli addetti ai lavori sono convinti che la questione sia risolta. Come questo rallentamento del nucleo interno potrà influenzare il nostro pianeta è ancora una questione aperta, anche se alcuni sostengono che potrebbe esserne coinvolto perfino il campo magnetico terrestre.
La conseguenza più accreditata sarebbe legata all’alterazione della durata di una giornata terreste, anche se solo di alcune frazioni di secondo. Si tratta però di una variazione
“molto difficile da notare, che quasi si perde nel frastuono degli oceani e dell’atmosfera“,
ha commentato il professor John Vidale, co-autore dello studio e docente di scienze della terra in California.
Ulteriori ricerche sono necessarie per determinare con precisione la traiettoria del nucleo, e capire perché la velocità possa cambiare, e quali effetti produrre a lungo termine.
Parliamo di una complessa struttura interna attiva al centro del nostro pianeta, dalla quale dipende l’esistenza del campo magnetico terrestre. È lui che consente alla vita di esistere, proteggendoci dal vento solare. Quel vento che spazzerebbe via l’atmosfera e prosciugherebbe mari e fiumi, se le cose cambiassero.
Mica pizza e fichi.

