Precisazione. Non é vero che l’Iran é il paese aggredito. Hamas, Hezbollah e gli Houthi sono articolazioni iraniane che dalla teocrazia di Teheran hanno ottenuto finanziamenti, indicazioni, suggerimenti. L’orribile strage del 7 ottobre del 2023 é stata commentata con soddisfazione perché l’inizio di “una rivoluzione” ed é stata finanziata dall’Iran, come sostiene, esibendo prove incontrovertibili, il ministro della difesa israeliana Katz. Si tratta di 500 milioni di dollari, come si evince dai fogli strappati dai servizi segreti, che descrivono i contatti tra Mohammed Deif, Yahya Sinwair e il comandante iraniano Esmail Qaani. Anche Hezbollah, mentre Hamas attaccava Israele dal Sud, insisteva da Nord con molteplici missili sganciati dal Libano o dalla zona cuscinetto. La sconfitta di Hezbollah, movimento sciita appoggiato direttamente dall’Iran, e l’eliminazione del suo capo Nassrallah, hanno portato il Libano in una condizione di maggiore tranquillità. Gli Houthi sono ancora forti. Hanno scatenato una guerra nello Yemen che in pochi hanno seguito, ma che ha seminato oltre centomila morti. Da una parte si era formata, dopo la fine della dittatura di Saleh, un fronte appoggiato dall’Arabia Saudita e dalla comunità internazionale, dall’altra i terroristi degli Houthi che lanciavano bombe al passaggio dei mercantili sul Mar rosso e durante il conflitto tra Israele e Hamas ne lanciavano anche su Israele, controllati dal sistema difensivo israeliano. Sul piano interno l’Iran, dopo l’illusione da parte della sinistra marxista dell’avvento di un nuovo mondo a seguito della rivoluzione del 1979, ha accolto il nuovo guru Khomeini, come ricorda Federico Rampini, ”esaltato dal marxismo post moderno” da esponenti “come Michel Faucault”, come una sorta di liberatore. E Khomeini ha gettato quasi subito la maschera facendo strage, prima di tutto, proprio dei comunisti e “poi cominciò l’oppressione dell’intero genere femminile”. Il suo appoggio alla Palestina era strumento di dominio che usava anche verso l’Irak (la guerra degli otto anni), il Libano e la Siria. Il disegno dell’Iran era chiaro: distruggere Israele alleato del grande Satana americano, riconquistare la Mecca e la Medina, quindi annettendosi l’Arabia sunnita. Dunque al terrore interno (tre condanne a morte eseguite al giorno, quasi mille in un anno, carcere duro per i dissidenti, istituzione dei pasdaran della rivoluzione per violentare i sospetti e della polizia morale per punire le donne senza velo o col velo malportato) i successori di Khomeini hanno sommato un disegno imperialista nei confronti degli altri paesi arabi e mediorientali. Ne difendono la legittimità solo Russia (la Siria, sua alleata, ha cambiato la sua guida dopo la cacciata di Assad) e la Cina. Ma lo fanno quasi per dovere e senza interferire. Ci sarà un motivo dell’isolamento assoluto dell’Iran? Ci sarà un motivo per cui non solo Egitto e Giordania, alleati ormai storici di Israele, ma anche l’Arabia Saudita, paese simbolo della religione musulmana, che pure hanno condannato i continui raid mortali su Gaza, stiano silenziosi, ma in cuor loro condividano, l’attacco israeliano su Teheran. Ma la fine non é ancora scritta. Trump rinvia di due settimane la decisione se entrare in guerra o meno. Ma la centrale di Fordow, che appare inespugnabile senza l’apporto della superbomba americana, potrà essere foriera di un nuovo sviluppo atomico dell’Iran? Forse non sarebbero bastati i copiosi bombardamenti nei siti di Natanz e Isfahan. Quanto al regime change hanno forse ragione quanti osservano che le esperienze di esportare la democrazia non ha dato finora buoni risultati. Vedi in Irak dove per anni si sono susseguite stragi e instabilità politica e soprattutto in Libia, dove agli scontri tra governi di opposta fazione si mescolano conflitti territoriali e antiche rivalità tribali. Il cammino si fa davvero a zig zag, mentre, per parafrasare un celebre detto cinese, la situazione non é per nulla eccellente.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


1 commento
Io condivido invece quanto dichiarato da D’Alema alla trasmissione della Gruber di pochi giorni fa.
In quanto ai terroristi da condannare senza se e senza ma…
Non sono nati per caso…
E vorrei vedere una qualsiasi persona cui gli ammazzano tutti o quasi i figli e parenti per mire di potere e religione diversa…
Come può poi reagire…
In quanto ai finanziamenti andiamo a vedere chi ha sovvenzionato Hamas per delegittimare il governo palestinese…
Impedire un governo democratico etc.: Netanyahu.
Chi finanziò l’ ISIS e poi i talebani: USA ed Israele…
Chi finanziò inizialmente il sanguinario dittatore Assad per impedire la democrazia: USA, Europa, Israele e poi Russia.
Chi governa in Iran, in Russia, In Corea del Nord, in Bielorussia, in Sudan, in Egitto, in Tunisia, in Libia… Afghanistan…
Per non parlare della pseudo democrazia della Turchia…
In Venezuela, in Nicaragua…
Sono tutti dittatori della peggiore specie…
Ed Israele ora sarebbe una democrazia?…
Con questo criterio vanno bombardati tutti con centinaia di migliaia di morti civili, bambini?…
O ci sono morti e bambini di serie A e serie non definita?…
Mah!…