Nella vicenda di Gaza si è fatta, e si sta facendo, molta confusione.
La fanno quelli che ritengono che il massacro di civili palestinesi vada fermato perché è sbagliato confondere il popolo israeliano, e la storia di Israele, con i crimini di Netanyahu e del suo governaccio in una serie di rigurgiti che sfociano in una sorta di antisemitismo del III millennio semplicemente disgustoso.
La fanno quelli che stanno sul fronte opposto quando confondono il popolo palestinese con Hamas teoria per la quale, in nome della giusta reazione e della sicurezza, ogni palestinese, pure bambini e neonati, è identificato come terrorista.
Ma la confusione più grande la fanno quelli che, nel tentativo estremo di giustificare il leader israeliano, affermano che mentre Hamas, l’Iran, e compagnia cantante negano l’esistenza dello stato di Israele, Israele stessa non nega l’esistenza dei palestinesi.
E già perché tra gli Israeliani c’è una componente fondamentalista, non sappiamo quanto grande ed estesa ma sicuramente molto agguerrita (e che oggi è al potere nello stato di Israele), che nega l’esistenza in Israele degli stessi palestinesi.
Allora andiamo a vedere da chi è composto il governo israeliano. Ne prendiamo uno a caso, (per l’importanza del dicastero) ma ce ne sono ben diversi.
Itamar Ben-Gvir, Ministro della Sicurezza Nazionale.
Da giovane, seppur provenendo da una famiglia laica, abbraccia subito il fondamentalismo religioso.
Da ragazzo si è prima unito a un movimento giovanile di destra affiliato al Moledet, un partito che sosteneva il trasferimento degli arabi fuori da Israele.
Poi aderisce al movimento giovanile degli ancora più radicali Kach e Kahane Chai, partito che è stato considerato come un’organizzazione terroristica e bandito dal governo israeliano.
Ne divenne coordinatore giovanile e affermò di essere stato detenuto all’età di 14 anni.
A 18 anni, quando doveva entrare nell’esercito israeliano, fu esentato proprio per il suo percorso politico di destra.
Ben-Gvir ha svolto una serie di attività di estrema destra che hanno portato a dozzine di incriminazioni.
In un’intervista del novembre 2015, ha affermato di essere stato incriminato 53 volte.
Nel 2007 è stato condannato per istigazione al razzismo.
Ben-Gvir sin da ragazzo girava già con la pistola in tasca e non esitava a brandirla.
Odiava gli arabi, ma era polemico anche con gli ebrei.
Nel 1995, dopo che il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin firmò gli accordi di pace di Oslo con la Palestina, Ben-Gvir lo minacciò rubando l’ornamento del cappuccio della sua macchina e dicendo: “Siamo arrivati alla sua macchina, arriveremo anche a lui”.
Rabin fu assassinato da un estremista di destra israeliano due settimane dopo.
Nel dicembre 2021, Ben-Gvir è stato indagato per un video dal quale si vede che puntava una pistola contro le guardie di sicurezza arabe in un parcheggio nel garage sotterraneo del centro congressi Expo Tel Aviv. Le guardie gli avevano solo chiesto di spostare il suo veicolo.
Il 13 ottobre 2022, ha preso parte agli scontri a Sheikh Jarrah tra coloni ebrei israeliani e residenti palestinesi locali.
Aveva la pistola spianata e ordinava alla polizia di sparare sui palestinesi.
“Siamo i padroni di casa qui”, urlava, “ricordatelo, io sono il vostro padrone di casa”.
Nell’agosto 2023 Ben-Gvir ha dichiarato: “Il mio diritto, e il diritto di mia moglie e dei miei figli, di andare in giro per le strade in Giudea e Samaria è più importante del diritto di movimento per gli arabi”.
Nell’ottobre del 2023, in seguito all’arresto di cinque ebrei haredi che avevano sputato addosso a pellegrini cristiani fuori dalle chiese, Ben-Gvir ha dichiarato che era “un’antica usanza ebraica”.
Commentando la guerra di Gaza ha rilasciato alcune dichiarazioni choccanti.
“Non permetteremo alcuna resa che includa anche solo una dichiarazione di uno Stato palestinese”.
Nel “Giorno di Gerusalemme” il ministro di ultradestra è salito sulla Spianata delle Moschee insieme a suoi colleghi di governo e ha affermato che “I palestinesi meritano solo una pallottola in testa”, invitando Netanyahu a “schiacciare i nostri nemici”.
Nei pressi della Spianata delle Moschee ha guidato una folla di ebrei e urlava “Gaza è nostra”, “Morte agli arabi”, “Che i loro villaggi brucino”.
È considerato persona sgradita in una dozzina di paesi occidentali.
Questi i fatti, a voi i commenti.
Nel video la sua reazione scomposta a chi lo contestava per le drammatiche vicende di Gaza.

