Ormai é evidente che il mondo sia radicalmente cambiato. Trump ci ha abituato a sentirgli dire una cosa e il suo contrario un’ora dopo. Ma il testo del documento di National security strategy firmato dal presidente americano riprende posizioni e concetti più volte esposti da Trump ed esposti dal suo vice Vance nella recente conferenza di Monaco. Scripta manent e forse questo vale anche per il volubile Trump. L’idea, dunque, che sembra prevalere é questa: fare accordi politici e soprattutto economici con la Russia (Witkoff e Kushner inviati a Mosca sono due immobiliaristi e il secondo genero di Trump e quando si parla di Donald non sai mai quando e quanto pesi il suo interesse personale e quello della sua famiglia), sacrificare subito l’Ucraina e la sua indipendenza secondo i suoi (e di Putin) 28 punti (il documento contiene un’esplicita critica alle proposte europee, definendole irrealizzabili), un solenne disimpegno degli Usa dagli organismi internazionali, Nato (la cui presidenza dovrebbe passare all’Europa cosi come il maggior numero di risorse per sostenerla), e anche gli altri organismi settoriali (già gli Usa sono usciti dall’Organizzazione mondiale di sanità). Terzo: considerare l’Europa in una fase di cancellazione di civiltà, che sarebbe annientata nel giro di soli vent’anni a causa delle migrazioni e di un presunto deficit di democrazia per la demonizzazione delle opposizioni (si riferisce agli estremismi di destra in Germania e Francia soprattutto), e infine mantenere un rapporto vantaggioso con la Cina, alla quale si oppone un netto rifiuto all’ipotesi di conquista di Taiwan. Nel documento non c’é un minimo accenno critico alla Russia di Putin. Se l’asse Trump-Putin (anche Putin non sarebbe estraneo agli affari e godrebbe di guadagni ricchissimi grazie al controllo sotto l’identità di prestanomi di talune risorse economiche russe) si saldasse, ammesso che già non sia stato saldato, l’Europa dovrà decidere cosa fare. E innanzitutto sulla questione ucraina: se continuare ad appoggiare la resistenza ucraina anche a prescindere dal comportamento americano e se affrettare i tempi per l’ammissione di Kiev all’Unione europea. Se anche un compromesso fosse possibile sull’Ucraina (territori in cambio di garanzie, quali, poi, dopo il venir meno degli impegni della Russia formulati nella conferenza di Budapest), tra quanto tempo Putin si prenderà tutta l’Ucraina e tra quanto attaccherà le Repubbliche baltiche? E visto che queste ultime sono nella Nato quest’ultima verrà meno agli impegni solennemente sanciti all’articolo cinque del suo trattato? Evidente che se gli Usa si disimpegnano dalla Nato e decidono di non reagire il compito di Putin verrà alquanto facilitato. Il lato Est dell’Europa esce fortemente indebolito dalle vergognose giravolte del presidente americano a cui pare interessino solo soldi e potere. C’era una volta in America… c’erano una volta presidenti come Kennedy, Nixon, Carter, Reagan che facevano della politica delle alleanze di segno occidentale ed europeo l’asse della loro politica estera. Il mondo era segnato dalla contrapposizione Est-Ovest? E oggi? Oggi é davvero così cambiato coi Brics, la conferenza di Shangai, la Cina che sta divenendo la prima potenza economica mondiale, la Russia alla ricerca del suo impero? Non si tratta ormai più di contrapposizione ideologica, ma la divisione rifiorisce e si allarga pericolosa. Tanto più pericolosa perché la nazione più importante dell’Occidente tradisce i suoi storici alleati e si accorda con una nazione in guerra dell’altro fronte, volta le spalle alla vecchia Europa e ai suoi storici ideali. Una vergogna. Ma l’Europa deve unirsi e attrezzarsi per questa nuova fase. E’assurdo che in queste condizioni ci siano ancora partiti a destra e a sinistra che contestano una politica europea di difesa, di rafforzamento delle spese militari, di coordinamento di intelligence per affrontare la guerra ibrida che é in atto (i droni che hanno sorvolato le basi militari francesi sono l’ultimo dei plurimi travalicamenti) e lo spionaggio, l’inserimento e il finanziamento di agenti in ogni settore dell’informazione, la guerra cibernetica, non possono essere ignorati. Se gli Usa stanziano il 5 per cento del loro bilancio per le spese militari e l’Europa fa fatica ad arrivare al 2,5% (l’Italia é sotto il 2, mentre la Russia é addirittura al 30%) non é sbagliato prevedere da che parte penderà la bilancia. Lo squilibrio aumenta e non diminuisce le tentazioni di guerra. Così come i voltafaccia di Trump favoriscono gli appetiti di Putin.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


2 commenti
I “volonterosi” europei e Canada nacquero subito dopo il “battuto” che Trump fece a Zelensky. Gli USA si sono così disimpegnati dall’aiuto all’Ucraina, alla quale avrebbero badato i volonterosi, comprando armi USA.
A bocce ferme, fatto salvo il bagno di sangue della guerra, chi esce ridimensionata è l’UE, economicamente, ma anche politicamente. E Trump, che si sente soddisfatto, va avanti e spinge l’Europa a subire la ri-spartizione dell’Europa tra USA e URSS. La NATO, strumento di controllo dei vinti, Trump non la vuole più finanziare.
Comunque non dimentichiamo che il Trattato di pace della seconda guerra mondiale scade nel 2047.
Corto circuito delle tesi NATO/Usa/capitalismo che provocano la Russia che al mercato mio padre comprò.
La realtà non risponde alle cecità ideologiche.
Ci si preoccupa di “avere ragione” , anche piegando i fatti alla propaganda invece di preoccuparsi di fare la cosa giusta.
Ora mi raccomando, si continui a dare credito alle tesi Europa guerrafondaia, la lobby delle armi ecc.
Che poi è la tesi di Salvini, Conte, LePen ecc ecc