Premessa
Se abbiamo ritenuto che la vicenda di Emanuela Orlandi fosse complessa da investigare a causa delle numerose e discordanti testimonianze fornite da amici e parenti immediatamente dopo la sua scomparsa, è solo perché non avevamo ancora esaminato la documentazione relativa a Mirella Gregori. In questo caso, la situazione appare ancor più complessa: nessuno ha offerto agli inquirenti una ricostruzione coerente e univoca degli eventi, rendendo impossibile, persino a distanza di anni, stabilire con certezza dettagli fondamentali, come l’orario esatto in cui Mirella è scomparsa.
Il materiale raccolto, caratterizzato da una notevole complessità e ampiezza, include dichiarazioni che non solo divergono tra loro, ma che sembrano frammentare ulteriormente il quadro complessivo. Ogni testimonianza introduce nuovi elementi di confusione, evidenziando non solo l’assenza di una narrazione comune tra i testimoni, ma anche le difficoltà incontrate nel ricostruire gli eventi in maniera chiara e dettagliata.
Per ragioni di sintesi e chiarezza, questo articolo si concentrerà su un aspetto specifico della vicenda: le dichiarazioni rilasciate da Sonia Di Vito, l’amica più intima di Mirella, nonché l’ultima persona che vide e parlò con la ragazza prima della sua scomparsa.
Villa Torlonia
«Mirella mi raccontò che tale Alessandro De Luca suo compagno alle scuole medie la aveva invitata ad andare con amici a Villa Torlonia a suonare la chitarra ma che lei non avendo molto tempo lo avrebbe incontrato a P.le Porta Pia […]».
Questo è quanto riferisce Sonia De Vito il 31 maggio 1983 alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Roma, quindi riportato nel Verbale di Istruzione Sommaria, rispetto alla questione di Villa Torlonia, fattispecie conosciuta solo dalla stessa dal momento che, atti alla mano, risulta che Mirella Gregori non fece menzione di ciò alla madre, Vittoria Arzenton, né venne sentita dal barista Giuseppe Calì mentre raccontava questo fatto all’amica Sonia.
Questo documento del 31 maggio, è il primo momento in cui viene ascoltata Sonia, 24 giorni dopo la scomparsa dell’amica del cuore Mirella Gregori. Il verbale non contiene riferimenti a Piazzale della Croce Rossa né ad eventuali “rimpatriate di classe“; a tal proposito ho trovato singolare che Sonia abbia utilizzato la formula “Tale Alessandro, suo compagno” e non “Alessandro nostro compagno“, dal momento che la stessa, ripetente di un anno, all’epoca era nella medesima classe di Mirella e quindi di Alessandro.
Nel Verbale di sommarie informazioni del 15 luglio 1983, Sonia riferisce ai carabinieri che Mirella, nel descriverle i dettagli della citofonata ricevuta, le avrebbe spiegato che Alessandro le propose un incontro a Piazza della Croce Rossa. Di fronte al rifiuto della Gregori, che considerava tale luogo troppo distante, i due avrebbero infine concordato di incontrarsi a Piazza di Porta Pia.
Il riferimento a Piazza della Croce Rossa non è presente nel verbale redatto appena dieci giorni prima, il 5 luglio, e scompare nel Verbale di sommarie informazioni redatto l’8 agosto 1983. Inoltre, nelle deposizioni rese dalla signora Vittoria Arzenton, madre della ragazza scomparsa, non vi sono tracce di riferimenti a Piazza della Croce Rossa né ad altri luoghi percepiti dalla figlia come troppo distanti.
Piazza della Croce Rossa torna alla ribalta nel verbale del 18 febbraio 1984. In questa occasione, però, la De Vito non ribadisce che il luogo dell’appuntamento venne cambiato a causa della distanza, ma asserisce di ignorarne la motivazione. Villa Torlonia scompare dalla narrazione:
«Se non ricordo male, Mirella mi accennò anche al fatto che Alessandro, in un primo momento, le aveva fissato appuntamento a Piazza della Croce Rossa, Non so perché, poi, l’appuntamento venne spostato a Piazzale di Porta Pia […]»
Nei verbali successivi la De Vito mantiene pressoché la stessa versione oppure è convocata per essere interrogata su altri temi, questo fino al 16 ottobre 1985 quando a Processo verbale presso la Procura della Repubblica, fornirà il seguente resoconto al giudice Ilario Martella:
«la GREGORI mi ha specificato che Alessandro le aveva fatto presente che andava a suonare la chitarra a Villa Torlonia con amici e la aveva invitata a raggiungerli; a tale richiesta lei aveva fatto presente di non potersi recare nel luogo indicato, stante la distanza, per cui si era convenuto di incontrarsi a Porta Pia per soli 5 minuti. Ricordo che la GREGORI ha anche fatto riferimento a P.le della Croce Rossa; ora non so precisare a che proposito; presumo, quasi per certo, che tale luogo era stato in un primo momento proposto da Alessandro come alternativa al fatto che Mirella non si sarebbe potuta recare a Villa Torlonia; ma poiché anche P.zza della Croce Rossa, tenuto conto degli impegni già presi da Mirella, sarebbe potuta essere al momento un luogo scomodo per guadagnar tempo, conclusivamente si era accordata con Alessandro per vedersi a Porta Pia […]».
Sonia De Vito a confronto
I resoconti che Sonia De Vito fornisce negli anni sono un susseguirsi di informazioni contrastanti e contraddittorie e ciò porta gli inquirenti a metterla a confronto con altri testimoni che si dimostrano fortemente determinati a sostenere fino in fondo la propria versione dei fatti. Tra questi solo uno tornerà sui suoi passi conferendo validità e credibilità alle parole della De Vito: Fabio Massimo De Rosa, suo fidanzato all’epoca della scomparsa e oggi suo marito. Procedo dunque a presentare i termini e le persone poste a verifica.
Maria Antonietta Gregori, la sorella di Mirella, il 10 settembre 1985 replica a Sonia ribadendo e rimarcando che nel pomeriggio del 7 maggio 1983, quando si recava presso il Bar Italia – da Baffo per chiedere notizie circa la propria sorella non ancora rincasata, l’unica informazione che riceve è che Mirella nel primo pomeriggio si sarebbe intrattenuta con l’amica per circa un quarto d’ora, lasso di tempo nel qual Mirella informa la stessa che si sarebbe recata a Villa Torlonia a suonare la chitarra, senza nemmeno fare riferimento ad Alessandro De Luca.
Il 16 ottobre 1985 nel faccia a faccia con la De Vito, Simona Bernardini è inamovibile:
«Ribadisco le mie dichiarazioni, precisando che tu ad Alessandro non hai fatto alcun riferimento, poiché di costui io avevo sentito parlare solo in casa dei genitori di Mirella; è da questi che io ho appreso che Mirella si sarebbe dovuta recare a Porta Pia per incontrarsi, appunto, con Alessandro. Tu, invece, ti sei limitata a dire che Mirella si era recata a Villa Torlonia a suonare con le chitarre, senza specificare con chi, stigmatizzando (“Mirella è stata proprio una stupida ad andare”, Ndr.), nel contempo, il comportamento della stessa Mirella.»
E ancora:
«In tutta onestà, debbo ribadire quanto da me testimoniato; tu hai detto esattamente quanto da me riferito al G.I.. Non ho alcun motivo per fare affermazioni testimoniali contrarie alla verità dei fatti, nel caso di specie, alle dichiarazioni da te fatte e da me percepite nelle circostanze indicate»
Lo stesso 16 Ottobre 1985, Sonia De Vito nega anche le fattispecie riportate dal barista Giuseppe Calì, ovvero che lo scambio di battute con Mirella sarebbe avvenuto non nel bagno, bensì al bancone. Ribadisce anch’egli che la De Vito avrebbe riferito che Mirella si sarebbe recata a Villa Torlonia a suonare la chitarra con Alessandro e i suoi amici.
A ritrattare è invece l’allora fidanzato, successivamente coniuge di Sonia, Fabio Massimo De Rosa:
«Non sono più sicuro delle affermazioni da me fatte a V.S. nel corso della deposizione di questa mattina; è cioè possibile che, a distanza di tempo, abbia equivocato, per cui ho riferito le tue affermazioni in maniera erronea; in definitiva, mentre sono certo che tu hai detto che Mirella e Alessandro si sarebbero visti a Porta Pia, non lo sono altrettanto che tu abbia affermato che successivamente i due si sarebbero recati a suonare la chitarra a Villa Torlonia».
Tuttavia, nella sua ultima audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta, il De Rosa risponde in questi termini alle domande del Vicepresidente Roberto Morassut:
MORASSUT (PD-IDP). Signor De Rosa, questa sua ultima affermazione conferma quanto emergerebbe da un confronto che lei ebbe con la sua fidanzata di allora, oggi moglie, in cui emerge una contraddizione nelle dichiarazioni di sua moglie, Sonia De Vito, che qui evidentemente viene confermata, relativamente al fatto che lei ebbe con chiarezza percezione del fatto che Sonia De Vito disse ad Antonietta Gregori che Mirella era uscita ed era andata a Villa Torlonia a suonare la chitarra.
DE ROSA. Ma aveva prima l’appuntamento a Porta Pia. Ha sempre detto questo.
MORASSUT (PD-IDP). A prescindere da questo, però disse che sarebbe andata a Villa Torlonia, a suonare la chitarra.
DE ROSA. A suonare la chitarra, no: a sentir suonare la chitarra.
Sonia De Vito e Alessandro De Luca
Le contraddizioni della De Vito non sono circoscritte agli eventi che si verificano il giorno della scomparsa, ma si allargano coinvolgendo personaggi e contesti differenti. Particolarmente curiose sono le sue affermazioni circa la figura di Alessandro De Luca.
Apprendiamo che, nella già citata escussione del 31 maggio 1983, che la ragazza indica De Luca come compagno di classe non di entrambe, ma della sola Mirella, salvo poi, nel Verbale di sommarie informazioni del 18 febbraio 1984, riferire che il ragazzo sarebbe stato anche suo compagno di classe per ben due anni. Salvo aver ricevuto fino ad oggi informazioni errate, a chi vi scrive risulta che il De Luca frequentò l’istituto Laura Mantegazza solo per il terzo anno di scuola media, avendo precedentemente studiato in un altro plesso.
Si apprende poi che, sempre nella S.i.t. del febbraio 1984, Sonia De Vito dichiara:
«Penso comunque che, se Mirella avesse nutrito sentimenti particolari per Alessandro, me lo avrebbe certamente riferito, proprio alla luce della nostra stretta amicizia. Ricordo di aver saputo da personale della Polizia di Stato, e precisamente da quello della Questura Centrale, che Mirella era invaghita di Alessandro. Questo particolare, comunque, a me non risulta assolutamente. Non so spiegarmi chi possa aver riferito tali particolari ai vostri colleghi della Polizia»

Sonia contraddice se stessa dal momento che, in altre escussioni dichiara:
«Debbo dire, peraltro, che Mirella si mostrava alquanto gratificata dalla sorpresa fattale dal vecchio compagno di scuola, verso il quale, in passato, aveva dimostrato una certa simpatia. Ribadisco, comunque, che era suo intendimento vedersi con il De Luca solo per pochi minuti e non seguirlo, pertanto, a Villa Torlonia» (Processo Verbale del 10 settembre 1985).
«Ho avuto l’impressione che l’appuntamento di Porta Pia fosse gradito alla mia amica anche perché si era vestita con più cura del solito e mi aveva chiesto se stava bene e se era truccata bene. Abbiamo chiacchierato ancora di cose che non ricordo ed infine, alle 15:45, e ne sono sicura perché ho guardato l’orologio, la Mirella è andata via in tutta fretta consapevole del suo ritardo». (Verbale di sommarie informazioni del 15 luglio 1983).
«Mirella era sicurissima al 100% che a citofonarle fosse stato proprio Alessandro DE LUCA, persona verso la quale aveva sempre mostrato simpatia. Peraltro, considerata, come ho già rilevato, la mancanza di frequentazione tra i due, e tenendo anche conto del fatto che Mirella era legata sentimentalmente a un ragazzo di nome FORTI Massimo (se ben ricordo), mi è venuto spontaneo dirle: ‘Ma che ci vai a fare?’. Al che Mirella mi ha risposto che si sarebbe fermata con Alessandro solo per 5 minuti, giusto per scambiare un saluto, e che successivamente sarebbe tornata a ritrovarmi». (Processo verbale del 16 ottobre 1986).
Risulta curioso notare come Sonia si premuri di riferire la cura con cui l’amica si era preparata per l’incontro sostenendo, il 15 luglio 1983, che l’amica si fosse truccata bene, salvo poi riferire, nel pro esso verbale del 16 ottobre 1986 quanto segue:
«Non ricordo che si sia parlato di altri argomenti, ad eccezione del modo in cui Mirella si era truccata in quella circostanza; ricordo bene che Mirella mi chiese: ‘Come sto?’, ed io replicai dicendole: ‘Con quell’ombretto sembri una morta.’ Effettivamente, in quell’occasione Mirella aveva un ombretto che non le avevo mai notato prima».
Non sono poi riportati dettagli circa il fatto che un poliziotto, che la ragazza si premura di indicare come membro della Questura centrale, le abbia riferito dell‘interesse di Mirella per Alessandro De Luca. Certo è che siamo a conoscenza di una certa amicizia tra i poliziotti di Via dei Villini con Cosmo De Vito, al quale procurano un’arma e adeguato porto d’armi. Segnalo inoltre che, nell’agenda personale di Sonia de Vito, del 1983, la sede di via dei Villini non compare sotto la voce “polizia” o “questura”, bensì sotto il nome proprio dell’agente Andrea Messa.

Sonia De Vito e l’anagrafe di Salerno
Elemento di indubbio interesse è la richiesta di informazioni anagrafiche avanzata dal Sostituto procuratore Simona Maisto al corrispettivo ufficio del comune di Salerno, città natale della De Vito.
Alle richieste del Sostituto Procuratore Simona Maisto, il Comune di Salerno risponde con un unico documento nel quale si indica che la signora Sonia De Vito non compare iscritta nel locale ufficio anagrafico.

Conclusioni
Le contraddizioni di Sonia de Vito non si esauriscono in quelli qui esposti, ma guardano anche altri piani, come il soprassedere dall’indicare Raoul Bonarelli quale cliente abituale del bar, informazione fornita dall’allora barista Giuseppe Calì nell’audizione svolta in sede di Commissione parlamentare d’inchiesta. Altro elemento fortemente stridente con le dichiarazioni degli altri teste riguarda gli orari, per i quali mi riservo di redigere apposito scritto. Lo stesso intendo fare circa un aspetto fino ad oggi mai approfondito, ovvero i possibili contatti delle due ragazze con il mondo del cinema. Contatti definiti inesistenti da Sonia De Vito, nel verbale dell’8 agosto 1983:d
«Non conosco nessuno che lavori nel cinema, in quanto non mi interessa, e neanche Mirella, che io sappia, aveva mostrato intenzioni del genere»
Dai contatti presenti nell’agenda di Sonia De Vito, qualche contatto con il mondo del cinema è invece presente e me ne occuperò presto.
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48 commenti
Avete trasformato due casi di cronaca nera in un labirinto di teoremi da rendere contorta due vicende che sono molto più banali di quanto state farneticando. Le do una informazione non verificata ma che direbbe molto sulla sorte di Emanuela Orlandi. Una testimone oculare, di cui non cito il nome, disse di aver visto una ragazza simile a Emanuela all’ospedale San Filippo Neri, noto anche per il reparto ginecologico, qualche giorno prima che sparisse. Una coincidenza? Può darsi, ma ciò che è accaduto a questa ragazza potrebbe celare una verità talmente compromettente da mettere a rischio la convivenza tra due famiglie. Le auguro buon proseguimento e tante seghe mentali, lei e alla sua truppe di perditempo.
https://freeskipper.altervista.org/emanuela-orlandi-vittima-di-una-gravidanza-indesiderata-puo-darsi-ma-da-parte-di-chi/
Accidenti, ma non te l’ha detto Nicotri o quelli del gruppo Fecciabook che Emanuela era incinta dell’Arcangelo Gabriele?? No???!!! Eh ma allora non sapete come stanno davvero le cose!
A Natale 1983 la Orlandi avrebbe partecipato al presepe di San Pietro col suo bambinello e il marito Gabriele e l’avrebbero incoronata Madonna dei tempi moderni, poi avrebbero fatto una grande festa coi Re Magi in concerto direttamente dalla Palestina e tutta la città per celebrare la natività del nuovo Gesù, quello che come dice Bergoglio oggi sarebbe lgbt+.
Vai a passare l’aspirapolvere Barbato, che la polvere fa male al cervello.
Stessa domanda che dovresti porre a Pietro Orlandi con la sua pista inglese e la gravidanza di Emanuela per mano del papa malandrino. Ah, già! Dimenticavo: voi volete l’intrigo vaticano, sennò che gusto c’è? Vi lascio allora ai vostri racconti alla Dan Brown.
Pietro Orlandi è il fratello e da 41 anni non ha un corpo e una tomba su cui piangere, ci sta tutta che sbarelli, tutti voi altri decisamente NO.
Giusto! Pietro Orlandi non ha una corpo e una tomba su cui piangere. Ma la verità non la trovi diffamando mezzo mondo e rivolgendoti a un’agenzia di pubbliche relazioni, diretta da Francesca Chaoqui, che ha notoriamente un compito di propaganda e di comunicazione commerciale. Strano modo per cercare un corpo e una tomba su cui piangere. Se voi amate farvi prendere per il cul* da Pietro, io no!
La De Vito chiama Mirella “la Gregori” più volte.
Era amica di Mirella quanto lo sono io del Barbato.
Non so se la De Vito se ne renda conto, ma l’impressione che lascia a chi legge le sue dichiarazioni è che sembrasse gelosa di Mirella, e magari quella gelosia era causata dal famoso mondo del cinema e della TV a cui lei si dichiara disinteressata ma che aveva -fintamente, lo sappiamo noi ma lei e Mirella no all’epoca- preferito Mirella a lei.
La sua agenda ci dice che numeri di telefono in tal senso c’erano, quindi mente proprio su tutto.
La domanda è: perché? Paura di ritorsioni da parte di B. & Co.? Anche adesso a distanza di 41 anni sussiste questa paura?
Non lo credo. E trovo spaventoso che non le importi del destino capitato alla sua non tanto amica a quanto pare ormai.
Qualcosa che può capitare ai figli minorenni di chiunque tra l’altro.
Dottoressa Pera, torni a insegnare storia.
https://notizie.virgilio.it/nuove-rivelazioni-di-francesca-chaouqui-su-emanuela-orlandi-la-pista-della-magliana-e-una-ca-ata-1650229
Adesso la Chaouqui è diventata fonte attendibile. A seconda della bisogna, van bene tutti. Detto ciò, posso capire il nesso tra il suo commento e i verbali di Sonia de Vito?
La risposta è semplice: seguo il caso Orlandi, non quello della Gregori. E visto che lei è vatican-fobica e amante di Accetti, ho tenuto a farle presente che le sue inchieste fantasy fanno acqua da tutte le parti. Le confido però un segreto. Ma, mi raccomando, se lo tenga per lei. Una testimone oculare, oggi una donna ma all’epoca era una studentessa universitaria di 22 anni, mi ha rivelato di aver visto una ragazza simile a Emanuela Orlandi all’ospedale San Filippo Neri di Roma circa dieci giorni prima che questa sparisse. Cosa che rivelò anche ai carabinieri dell’epoca. Questa donna che mi ha chiesto di rimanere anonima si trovava lì per una visita ginecologica. Non mi meraviglierei se quella era effettivamente Emanuela Orlandi sotto falsa identità (magari Barbara?), accompagnata da “un adulto molto vicino alla ragazza” per essere sottoposta a una visita ginecologica che attestava l’inizio di una gravidanza. Lo dico per rispondere all’insistenza sua e di Pietro Orlandi che parlano di una ragazza condotta a Londra per abortire. Io invece, alla luce di questa testimonianza, ritengo che Emanuela Orlandi sia stata fatta sparire per nascondere davvero una gravidanza. Una gravidanza causata non da qualche cardinalone, ma da un conoscente e molestatore seriale che non si è capito ancora bene dove fosse il 22 giugno 1983. Non sarebbe certo una novità eliminare chi può rovinarti la vita. Solo che vi siete talmente rincoglioniti a seguire piste aliene che adesso non sareste più in grado di accettare una verità molto più banale di quanto si vuol far credere. E questo credo valga anche per Mirella Gregori.
Nell ’83 le visite andavano prenotate come oggi. Oltre questo essendo minorenne andava accompagnata da un adulto stretto di famiglia e risulterebbero nomi e cognomi . Cosa che fu verificata e non diede risultati in tal senso (cosi’ dicono). Se fosse stato questo il problema potrebbe anche aver deciso di andar via di sua volonta’ per non affrontare le conseguenze in ambito familiare.O altrimenti la famiglia stessa potrebbe aver preso questa decisione, ma sarebbe bastato un aborto per risolvere il tutto . Si faccia dire anche da chi era accompagnata se uomo o donna . Non puo’ non ricordarlo vista la sua convinzione che riporta fino ai giorni nostri. Ma poi 10 giorni prima che motivo aveva di dare un nominativo falso.Era gia pianificata la scomparsa? Tutto questo non ha logica e tantomeno fattibilita’ poiche doveva esibire un documento obbligatoriamente.Le aggiungo che se avesse affrontato la visita sarebbe esistito (per almeno 10 anni) un referto del medico negli archivi .
Lei dimentica che nel 1983 esistevano anche le visite ginecologiche private effettuate anche nelle strutture pubbliche. Non mi meraviglierei se l’adulto che ha accompagnò Emanuela al Filippo Neri pagò privatamente la visita attraverso un medico compiacente che falsificò i dati della ragazza facendola passare per una certa…Barbara.
Io credo che se qualcuno del Vaticano legge questi commenti si sta ammazzando dalle risate.
E farebbe bene, riescono a farla franca praticamente dagli albori di San Pietro quei figli di Satana.
Sorvolo sulla testimone oculare, è molto meglio.
Io credo che il Vaticano le risate se le starà facendo leggendo gli articoli di Rossella Pera che, oltre a unire sciaguratamente due casi distinti e separati, si sta esibendo in una rapsodia di ipotesi cervellotiche, in un vero e proprio inno alla scempiaggine. Gli unici testimoni che voi date importanza sono quelli che si inventano la presenza fuori dalla scuola di musica della Orlandi e sotto la casa della Gregori di terroristi, agenti segreti, criminali romani, prelati porconi, reclutatori di minorenni, registi di film porno che non vedevano l’ora di rapire Emanuela Orlandi e Mirella Gregori: le due ragazze più ambite dai rapitori di tutta la storia italiana.
Se è come dici tu come mai Diddi dice che il fascicolo in Vaticano non può essere divulgato? Chi non ha nulla da nascondere mette a disposizione subito il materiale raccolto per discolparsi immediatamente agli occhi dell’opinione pubblica
Ma di quale discolpa sta farneticando pure lei?! Il Vaticano non ha nulla da discolparsi. Semmai sono i magistrati italiani che devono scusarsi per non aver scoperto un cazzo e per aver corso dietro ai fantasmi, come sta facendo la fruttivendola.
Esattamente.
Ma dato che il Vaticano è colpevole, e non si è certo fermato alla Orlandi quel covo di massoni satanisti, è ovvio che nasconda tutto e preferisce depistare inventandosi improbabili storielle a cui purtroppo Pietro Orlandi ancora abbocca dopo 41 anni.
Le visite private si effettuano anche in una struttura pubblica,ovvio. Anche se in ospedale viene definita sempre visita privata ma e’ a pagamento o con la mutua non essendo di pronto soccorso o ricoverata. Ma doveva essere sempre prenotata. Certo con un medico compiacente puoi fare tutto, ma non avrebbe mai portato Emanuela in un ospedale dove c’e’ il mondo ad osservare. La sua linea potrebbe anche avere un senso, ma non in questo caso dove in 41 anni nessuno ha potuto percepire un minimo di verita’. Figuriamoci se cadevano o cadeva in uno sbaglio marchiano nel portarla in un ospedale.Mi sembra piu un attacco alla Pera che cercare di capire . Detto questo la dott. Pera ne ha tirate fuori di notizie e bisogna riconoscerlo. Il problema e’ che forse con tante notizie ormai incamerate non riesce a trovare il punto di svolta che magari e’ li sotto al suo naso.Accetti e’ fuori gioco,ma ha dato degli spunti per arrivare a meta. Purtroppo la Pera non essendo di Roma e non aver vissuto in quel periodo non potra’ mai percepirlo se non le viene detto o indirizzata nel modo giusto e piu esaustivo.
Su questo sono d’accordo pure io. La Pera va elogiata per il suo impegno, ma nel corso degli anni si sono succedute tante di quelle ipotesi da rendere questo caso un labirinto in cui è difficile districarsi. Se poi ci aggiungiamo che la Pera non ha vissuto quel periodo e che non sa che la pista familiare fu la prima a essere seguita prima i giornali comunisti approfittassero della scomparsa della Orlandi per mettere il Vaticano sotto un cattiva luce, allora la cosa si complica.
Chissà perchè tutte le fonti che appaiono devono essere anonime, persino dopo 40 anni. Mi raccomando ti do lo scoop ma non fare il nome eh. La notizia è certa perché la mia fonte è la figlia del cugino dell’amica del mio macellaio. Un testimone oculare di cui non cito il nome…
Mai nessuno che ci metta la faccia. Amen
A quale fonte anonima fa riferimento? Io nell’articolo ho inserito i documenti, nessuna fonte anonima
Mi riferivo uno dei commenti del Sig. Barbato. Mi chiedevo come mai queste ‘fonti’ devono essere sempre anonime anche dopo 40 anni.
Il suo articolo è molto interessante. Mi scusi per la confusione.
Perché Barbato dice tante cazzate, ecco perché. Viene qui solo per rompere e cercare di creare confusione, senza riuscirci e senza convincere nessuno ovviamente.
Conosce tutti lui sul caso che però è ancora irrisolto, che ridere!
Essendo di sesso maschile poi poverino crede che una ragazzina di 15 anni vada dal ginecologo perché non è più vergine e per di più incinta. Poveri noi!
Anch’io da ragazzetta- come tantissime altre ragazze sotto i 18 anni- avevo problemi ormonali e andavo dal ginecologo, e non ero né incinta né sessualmente attiva, ci andavo a farmi prescrivere analisi su esami e cure adeguate, ecco cosa!
Ma è chiaro che per il Barbato e quei rinco del gruppo Fecciabook se non trovi del marcio in tutto non è divertente, poi figuriamoci sto brodo c ‘ha 41 anni e va rimestato mettendoci dentro di tutto, e amen!
Guardi che “quei rinco del gruppo Fecciabook” c’è anche Rossella Pera. La giornalista che lei tanto ama e che pubblica documenti fine a sé stessi. Documenti che non vanno mai a inserirsi in un quadro generale e conclusivo.
Punto primo, non “amo” Rossella Pera, non abbiamo una relazione.
Mi piace la Pera come ricercatrice documentale e per la sua volontà di dipanare matasse piuttosto intricate attraverso il giornalismo d’inchiesta.
Punto secondo, se la Pera ha voglia di far parte di gruppi Fecciabook sono scelte sue e affari suoi, la mia opinione su suddetti gruppi non cambia. Al massimo lei è l’unica eccezione.
Attendiamo con ansia i tuoi prossimi testimoni chiave senza volto, nome e cognome ovviamente.
Abbiamo che capito che le piace Rossella Pera in quanto donna e non in quanto giornalista. Le consiglio di tenere a bada il suo testosterone, di tirare dentro la lingua bavosa e di usare linguaggio di essere umano e non da troglodita.
“Me ne occuperò presto”. Ma di cosa vuoi occuparti che stai facendo solo confusione. E dire che un volta avevamo Indro Montanelli, Giorgio Bocca, Enzo Biagi, Oriana Fallaci. Come ha fatto questo Paese a passare a Rossella Pera?
Barbato perde sempre l’occasione di stare lontano da una tastiera e andare a zappare in campagna.
Il Vaticano è “VITTIMA: prima per via delle strumentalizzazioni iniziali che ha subìto negli anni ’80; e ora negli anni 2000 dagli strafalcioni che costantemente Pietro Orlandi gli getta addosso…io sono ATEA, agnostica, RAZIONALE, non credente e persino anticlericale per quanto riguarda le posizioni del Vaticano sullo Stato italiano, ma se si studia e si analizzano i fatti acriticamente in maniera neutrale, il fatto che il Vaticano come STATO non c’entri un picchio con la scomparsa della Orlandi, a me viene chiaro…tantomeno poi c’entra quel poraccio di Wojtyla! […]. Viene logico pensare che il responsabile di quella scomparsa NON fu “un’organizzazione che aveva PREMEDITATO il sequestro” ma bensì fu UN SINGOLO che riuscì a tenere per se quel fatto omicidiario. E’ proprio assurdo credere che possa esistere un “gruppo di omertosi” in Vaticano che si siano fatto scudo l’uno con l’altro per nascondere un omicidio, e tramandarsi poi questo segreto -neanche fosse il segreto della Madonna di Fatima- di papa in papa! Se Emanuela è scomparsa il movente fu perché era Emanuela, e NON perché guarda caso viveva in Vaticano!». (Patrizia De Benedetti)
Impari, Pera, queste sono donne che ragionano in modo logico e sensato. Lei ha ancora da imparare. I suoi articoli sono un minestrone senza né capo né coda. Si ricordi che un documento in sé per sé non vuole dire nulla, se non viene inserito in un contesto più ampio e logico.
Rossella Pera sono una MARTIRE della gIUSTIZIA. Qualunque cosa tu dica non regge.
IQ=?
La cosa grottesca è che la fruttivendola si vanta e millanta di essere stata convocata dalla commissione dei perditempo per un’audizione. Quelli già stanno diventando scemi per le testimonianza che si stanno accavallando una sopra l’altra e che vanno ognuna per conto proprio. Adesso arriva pure la Pera con i suoi racconti esoterici e quei poveracci usciranno in barella, destinazione reparto psichiatrico.
Barbato, o stai SVEGLIO alle 02:15 di notte 🌙, oppure sei un INGENUO 🙃. Il tuo discorso del “sentiero familiare” è SOLO un INGANNO 🎭, una rete fatta APPOSTA per confondere.
Rossella è VICINA a scoprire la VERITÀ 🔍, ma **calma** – nessuno la VUOLE davvero, la verità! 😏 KN1GHT lo sa bene: il gioco non è mai stato per chi cerca risposte, ma per chi AMA essere ingannato… 😉
“PISTA FAMILIARE” è una debolezza UMANA 🫤, trasformata in un’arma perfetta per DISTOGLIERE l’attenzione 🎯. 🪶 Un vero mangime per UCCELLI – 🕊️ tutti possono venire e BECCARE da lì, uno dopo l’altro. 🍞
Se BARBATO ama tanto promuovere questa idea 🤔 insieme a NICOTRI… dimostra che mangiano dallo STESSO PIATTO DEI PICCIONI. 🕊️🕊️ Il “SENTIERO” va dallo ZIO 🧓 al CUGINO 👨🦱 – un labirinto di legami per rendere la VERITÀ ancora più CONFUSA.
Ma i GENI VERI? 🤓 LORO vedono il CIELO 🌌 quando gli UCCELLI si disperdono. 🪶 KN1GHT l’ha già CAPITO – tutto il resto è TEATRO 🎭 per chi non alza lo SGUARDO.
IQ=?
Cos’era, Processo o Barolo?
Cos’era, Prosecco o Barolo, o tutti e due insieme?
Con Barbato è così: un giorno elogia la Pera per il lavoro che fa, il giorno dopo è “la fruttivendola”.
Parlando di reparto psichiatrico Barbato, dovresti fartici ricoverare per parecchi mesi, poi dovresti andare in una clinica per qualche anno perché tu non stai affatto bene, ma per niente.
In quanto al resto, no comment, altrimenti son querele ahahahah.
Che pena!
Quello che hai detto sarebbe già da querela, ma io sono un buon cristiano e per adesso sorvolo. Per quanto riguarda la Pera, elogio l’impegno che ci mette, ma non elogio i risultati che ottiene. Parliamoci chiaramente: qui sono rimasti tutti fermi al 1983 senza avanzare di un centimetro verso la soluzione del caso. Rinunciateci, altrimenti farete i capelli bianchi.
Buon Natale Mirella, ovunque tu sia.
Emanuela Orlandi finì vittima di un delitto a sfondo sessuale. E il sospettato numero uno è MM. Dopo un anno e mezzo di analisi di questa squallida vicenda strumentalizzata dai media, per me il caso Orlandi è chiuso. E’ CHIUSO!!!
https://www.agoravox.it/Caso-Orlandi-perche-gli-inquirenti.html
IL CASO NON È CHIUSO finché la VERITÀ non viene A GALLA! 🎭💡 Chi pensa che tutto sia finito… SBAGLIA! Ci sono ONDE sotto la superficie 🌊🔍.
Tu? Sei SOLO una STATUA GONFIABILE 🎈, usata da CHI SA COME SATISFARE il TUO CERVELLO 📡! Illusioni dolci come miele, ma veleno sotto il tappeto 🐍🍯.
ATTACCARE una “SORELLA” INNOCENTE? Questo è un PECCATO che GRIDA verso il cielo 🙏❌! Chi lo fa, perde l’anima per un niente…
Ricorda cosa sta scritto: “SIAMO 👽😈” 📖🔥.
IQ=?
Senti, ma il tuo psichiatra ha elaborato una diagnosi? Sembri un pazzo in crisi psicotica con questi commenti.
Barbato, il tuo DELIRIO risuona SOLO nelle stanze vuote di certi commentatori CATTOLICI 🕯️📜. ECHOES, ma NESSUNA LUCE! 🌑
Un giorno, vedrai I SUOI OCCHI 👁️👁️ e CROLLERAI nella VERGOGNA per la BLASFEMIA che hai proiettato sul SUO CARATTERE 🎭🔥.
Può darsi che non sia più qui 🌫️, ma TU, da BUON CATTOLICO, sai bene che CERTA GENTE NON MUORE MAI 🌟🙏.
Credi nei PROFETI? 🤔🌠 Perché LA VERITÀ ARRIVA, anche se non la vedi 📜✨.
Rifletti poi, in SOLITUDINE 🪞, sui tuoi ERRORI. LA MASCHERA CHE PORTAVI 😷… caduta!
❤️❤️👽😈 SIAMO *E**O*❤️❤️
The Knight hai perfettamente ragione.
Casi come quello di cui si occupa Rossella Pera non cadono mai in prescrizione, e si concludono solo con la verità, naturalmente ostacolata dai responsabili, cioè Vaticano and Co., associazione a delinquere di stampo massonico camuffata da istituzione religiosa.
Si, e pure dalle lobby degli alieni.
Il tuo invece vedo che ti lascia ancora a piede libero purtroppo.
Spero che alla Pera diano davvero delle agevolazioni per tenerti qua dentro a disturbare e insultare tutti.
Non posso fare altro perché siete uno spasso. Rossella Pera si sta avvicinando alla verità! Certo, come no?! Finora le sue sono una montagna di chiacchiere senza sbocco. Io nel frattempo sto aspettando un risposta importante da parte di un istituto. Se la risposta messa nero su bianco mediante un protocollo già numerato confermerà i miei sospetti, presto scoppierà una bomba mediatica che nemmeno vi sognerete.
E a te Barbato interessa di più la bomba mediatica eventuale o la verità finale?
In ogni caso, ti auguro di trovare le conferme che cerchi.
Io resto della mia convinzione fino a smentita -leggasi prova- certa che il Vaticano non c’entri nulla.
Ovvero, è più probabile che nevichi in Arabia Saudita (e infatti ci nevica).
BARBATO, NON SAI LEGGERE nemmeno gli INDIZI PIÙ SEMPLICI che ti lascio. 😏
SIAMO TANTI, ma quanti SIAMO è solo UNO: Q. 👁️
CHI?
IQ= ?
😜 Ricorda, LA VERITÀ è lì per chi sa vedere… ma tu?
@A. Ti sbagli! Non mi interessa lo scoop mediatico. Faccio presente che c’è stato un programma televisivo che dopo aver letto i miei articoli sparsi qua e là su Emanuela Orlandi voleva intervistarmi perché aveva ritenuto quegli articoli degni di essere approfonditi. Ebbene, ho declinato l’invito perché a me di apparire in televisione non me ne frega un cazzo. I conduttori in vena di strumentalizzazioni sul caso Orlandi possono pure andare all’inferno. Non offrirò loro altro materiale su cui lucrare. E stai sicura che se certe informazioni che sto aspettando dovessero confermare certi miei sospetti, nessun saprà nulla. Tranne me.