Aritmeticamente certo, se si vuole nutrire qualche speranza di vittoria alle elezioni politiche, occorre che tutte le forze di opposizione convergano. Svolgo le seguenti quattro obiezioni 1) Convergano come? Non si sa ancora se alle prossime elezioni si andrà con l’attuale legge elettorale, che é maggioritaria, nel senso che obbliga e liste che si presentano nella parte proporzionale a scegliere la coalizione di riferimento nella parte maggioritaria. Ma con una legge proporzionale con sbarramento o con una a due turni, la scelta é rinviata al Parlamento o al secondo turno. Dunque attendiamo. Ci sono tre anni e mezzo di tempo. 2) Non é detto che se tutte le forze di opposizione convergessero lo farebbero anche i loro elettori. Un cittadino che ha votato Renzi perché ha fatto dimettere Conte voterebbe una coalizione in cui ci fossero entrambi? E che figura farebbe Calenda che ha rifiutato una coalizione in cui non erano presenti i Cinque stelle ad accettare una coalizione che li comprende? 3) Ma semmai questo cosiddetto “campo largo” dovesse comporsi con quale programma si dovrebbe presentare? Possibile che nel Pd si ragioni solo sui numeri (Pd più Cinque stelle, o Pd più Cinque stelle più Sinistra italiana e Verdi, o Pd più Cinque stelle più Sinistra italiana e verdi e Calenda, Renzi e Bonino) che appaiono il 4-4-2 o il 4-4-3 di una squadra di calcio? Ma sull’Ucraina e Israele cosa si dovrebbe fare? E il reddito di cittadinanza si dovrebbe reintegrare? E sulla Tav e sull’eutanasia? Boh. 4) Se poi una tale coalizione larga dovesse prevalere quanto durerebbe il suo governo? Già lo abbiamo sperimentato col governo dell’Unione prodiana che metteva insieme Bertinotti e Mastella. Due anni? Forse. Anche perché la sinistra é storicamente specializzata in divisioni suicide, fatte di preclusioni e discriminanti ideologiche. Chi sarebbe il presidente del Consiglio? Se dovesse prevalere la logica del centro-destra dovrebbe essere il leader del partito che ha conquistato più voti: la Schlein o Conte, dunque. Si potrebbe ancora individuare il salvatore esterno, un Prodi, dunque, cioè Gentiloni. Già su questo prevedo tensioni tra gli alleati. E la politica estera? Magari sarà finita, speriamo almeno, la guerra in Ucraina, ma se la Russia invadesse la Moldavia appoggeremmo o no quest’ultimo popolo? Domande legittime data la posizione attuale dei pentastellati. Calenda giustamente non si rifugia dietro discriminanti amministrative o regionali, ma espone le stesse obiezioni sulle elezioni politiche. Ad ogni modo adesso via libera alle elezioni regionali in Abruzzo e Basilicata, poi elezioni europee e comunali. Vedremo se il centro-destra sarà davvero in fase calante o se le elezioni regionali sarde saranno solo una rondine per di più anticipata che non fa Primavera…
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


2 commenti
L’ importante è creare le basi a livello locale e regionale…
Il consenso anche per le politiche di crea da lì…
Ed era ed è sempre stato il tallone di Achille di Forza Italia ad esempio…
Ecco perché un candidato anche civico ma esperto in molti casi può andare bene…
Per le politiche…
Personalmente il governo giallo rosso è stato un buon governo…
Avrei voluto vedere se ci fosse stato il governo attuale a gestire il dramma del COVID quanti milioni di morti avremmo avuto…
E che impatto sull’economia…
Che è decollata poi con il vituperato super bonus…
Che era previsto poi scemare…
E sul sociale moltissime famiglie si sono salvate…
Si stava poi mettendo mano sul problema endemico dell’ evasione fiscale…
E si stava investendo su giustizia e sanità… Ambiente e politica ambientale…
Si era ottenuto il Pnnr…
Si doveva migliorare il tutto…
Controlli etc.
Ed era lì che tutte le forze politiche dovevano agire insieme…
Non mi sembra che Conte non coinvolgesse nessuno anzi…
Inutile nascondere la verità…
Renzi lo fece cadere per l’affaire dei servizi segreti…
Da quelle basi di governo si deve ripartire…
Senza primedonne…
E quindi va bene un terzo presidente non divisivo…
E non c’è solo Gentiloni…
Il modello emiliano di Bonacini potrebbe essere ripreso…
Con lo stesso…
Affiancato da Conte e Schlein…
Ad esempio…
Giustamente Renzi e Calenda non possono fare parte di questo progetto perché si sono dimostrati inaffidabili e falliti anche nei loro singoli progetti personali…
La terza o quarta gamba di coalizione dovrebbe essere quella dei civici uniti in un proprio movimento nazionale rappresentativo…
Vedremo…
I distinguo servono sempre meno, una coalizione forte può impedire che l’Italia caschi sul “rifascio”.