Oggi si celebra la nascita di un uomo vissuto circa 2000 anni fa che per tantissime genti, su questa terra, è stato il figlio del padre.
Spesso dimenticandoci del Dio, ma anche dell’uomo, addobbi e regali, leccornie e libagioni, sono il primo pensiero di queste ore lasciando che quel bimbo nudo, abbigliato di sole fasce, giaccia solitario nella capanna di un presepe al quale non dedicheremo neanche un pezzetto della nostra attenzione.
Eppure quell’uomo ha lanciato, nel mondo di allora, un messaggio talmente potente da essere giunto sino a noi perché le ingiustizie di quei tempi non erano dissimili da quelle di oggi.
Parole di pace, libertà e uguaglianza per le quali fu ucciso incalzato dall’odio di quegli stessi che fino a pochi giorni prima l’avevano acclamato.
Parole alle quali, ogni tanto, varrebbe la pena provare a dare ascolto. Non è nel potere di ognuno di noi di fermare i cannoni o debellare epidemie, ma qualche piccola cosa possiamo sempre pur farla.
E allora guardiamoci attorno, scorriamo la rubrica, e non faticheremo a trovare qualcuno, che ha meno fortune di noi, a cui dare un saluto, un sorriso, un abbraccio. Sarà un dono prezioso perché non avrà null’altro da ricevere.
E così non volendo avremo dato un senso a quelle parole e sparso in giro un po’ di solidarietà.
Buon Natale di cuore.

