E così come ogni anno ci ritroviamo a festeggiare il Natale.
Vigilia e Natale, o solo Natale, a seconda delle latitudini.
La gara a fare cene e pranzi il più opulenti possibili è aperta.
Quella dei festoni, alberi, presepi e luminarie varie si è già svolta la festa dell’Immacolata.
E poi i regali che alla fine fanno gioia.
Per i bimbi certamente, ma anche per chi li vende.
Alla mezzanotte abbiamo messo il bambinello nella mangiatoia e fiumi di bollicine hanno stappato milioni di bottiglie.
Pochi però ricorderanno che quel bimbo si fece uomo e che visse una vita straordinaria.
Morì come un criminale.
La sua colpa fu di aver lanciato nel mondo parole così potenti che rimasero scritte sino ad oggi.
Pace, eguaglianza, fratellanza, perdono…libertà.
Una rivoluzione per quell’epoca in cui i contrasti tra popoli si risolvevano in guerre e la vita delle persone contava meno di un sesterzio.
Il mondo di allora non è diverso da quello di oggi.
C’è chi quelle parole le ignora, le ha dimenticate, o finge di non ricordarle.
Ancora adesso ci sono posti in cui le luci sono quelle delle fiamme e i suoni quelli delle bombe.
E in terra restano migliaia di corpi innocenti, di tutte le età, donne e uomini dalla pelle di tutti i colori, di tutte le lingue, di tutte le fedi.
Dalle nostre case oggi, ma neanche domani, non potremo certo fermare le guerre.
Però potremmo provare a dare ascolto a quelle parole.
E allora cerchiamo di guardarci attorno e certamente scopriremo che qualche amico non se la passa molto bene. Forse è solo, malato o in difficoltà.
Una telefonata, un saluto, qualche parola d’affetto, gli porterà un po’ di calore.
E così avremo provato a dare un senso al Natale.
E senza saperlo avremo anche sparso in giro un po’ di solidarietà.
BUON NATALE A TUTTI

